venerdì 10 febbraio 2012

Giorno del ricordo

 

Ringrazio l’ autore del blog http://pensieriinvolo.blog.tiscali.it/ per avermi ricordato un altro dei punti oscuri della storia dell’ umanità oltre al peggiore di tutti, la Shoah che commemoriamo il 27 gennaio di ogni anno.

Oggi infatti ricorre il  GIORNO DEL RICORDO in cui commemoriamo le vittime delle foibe e dell’ esodo giuliano-dalmata, un altra meno conosciuta pagina negativa della storia dell’ umanità.

Purtroppo  queste due non sono le sole tristi  pagine visto che con triste ricorrenza la storia è segnata da avvenimenti così drammatici e incomprensibili da lasciarti senza parole.

E il messaggio comune e la lezione che dovremmo imparare è secondo me sempre quella:

E’ necessario che ognuno di noi in coscienza e individualmente, si crei dei paletti, dei limiti invalicabili che vedano come limite la sacralità della vita umana e del rispetto per essa, limite che nessuna pressione sociale, nessun nazionalismo, nessuna idea politica, nessun vantaggio economico possano scalfire.

Solo in questo modo io ritengo eviteremo che possa risuccedere.

Solo quando ognuno di noi a costo e a rischio della propria di vita saprà dire:

“BASTA, QUESTO NON E’ POSSIBILE” 

“ho difronte a me un altra vita umana, e per quanto socialmente, culturalmente, politicamente, sessualmente e religiosamente diverso da me  è e rimane un altra vita umana”

solo allora io credo potremmo non commemorare più, solo allora quando il diverso da noi non sarà nemico, solo quando non cercheremo capri espiatori ma soluzioni comuni,  solo quando non cercheremmo di separare ma di integrare, solo a quel punto potremmo dimenticare.

Per questo serve ricordare e ogni anno riascoltare il dramma più grande, quello della Shoah, a questo serve parlarne in famiglia per trasmettere l’ orrore e non farlo mai diventare “normalità”.

mercoledì 1 febbraio 2012

Spunti di riflessione

 

In alcuni giorni la vita è difficile, davvero pesante, e pensi che non riuscirai a farcela e che quanto ti succede è davvero troppo; a volte in altri giorni è facile, scorre, addirittura  meravigliosa.

Ma la vita è quella cosa strana che non hai scelto, o almeno non ti ricordi di averlo fatto, in alcuni giorni non ti accorgi nemmeno che sta passando, in altri ti fermi e la senti scorrere, e già che ci sei la percorri e non sai cosa ti aspetta domani, il sole o la pioggia.

La vita infatti e’ il più grande mistero assieme a Dio (e non è un caso), fai dei programmi, ti poni degli obiettivi, e la vita spesso gli scombina richiedendoti di adattarti, di superarti.

A volte cadi e ti fai male, ma scopri che la tua grandezza non sta nel non cadere mai che è utopia, ma nel sapere rialzarsi con rinnovato coraggio e riprovare.

Perchè il vero fallimento è quando non ci provi, ti nascondi, non vuoi crescere.

Scopri che la vita e’ un viaggio, nel quale non sai esattamente dove è il capolinea, ne quando ci arriverai, un pò lo immagini, ma non è mai cosi chiaro.

E mentre percorri questo viaggio a volte umanamente ti accorgi che hai paura, vorresti scendere e cerchi ciò che ti dava sicurezza ma osservi altri viaggiatori e ti accorgi che non è così, non funziona così, perchè se scendi prima non sai cosa ti aspettava all’ angolo, quali risorse avresti trovato in te che non credevi di avere, o quanto sei debole e devi decidere cosa farne ora che lo sai.

Per quanto dura, per quanto atroce, la lezione è che la vita stessa è un incognita, una continua sfida, un trasformarsi, migliorarsi perchè se ti fermi non la hai capita.

E forse lo scopo della vita è proprio capirla.

domenica 29 gennaio 2012

Recensione: “I Viceré di Federico De Roberto”

 

Consigliato da mio figlio ho letto il libro “I Viceré” di Federico De Roberto.

Ho scoperto così un bel romanzo di uno scrittore italiano poco noto del secolo scorso.

Il romanzo storico ci immerge nella Sicilia e nella società con le sue abitudini, pregi e difetti negli anni di poco precedenti e seguenti l’ unità d’ Italia.

La storia infatti racconta le vicende di una famiglia di nobili siciliani, gli Uzeda, nel travagliato ma entusiasmante periodo che va dal 1855 al 1882, e attraverso le vicende di tre generazioni si possono cogliere le trasformazioni storiche ma anche molto private, e sempre irreversibili  e inevitabili che i vari personaggi vivono in maniera diversa subendole, metabolizzandole, adattandole o rifiutandole secondo la propria indole.

Colpisce e da un grande valore al libro la frase che chiude il racconto di cui non vi anticipo niente tranne che è una frase che può e deve far pensare essendo drammaticamente attuale, essendo profondamente vera.

Il libro e l’ autore è iscrivibile alla corrente letteraria del Verismo (per capirci Giovanni Verga) e nella descrizione dei personaggi il De Roberto induce molto nella ricerca psicologica dei vari caratteri.

E’ secondo me opportuno e consigliato nel leggerlo anche per godere appieno del racconto cogliere l’ opportunità di approfondire alcuni fatti storici che sono poi le vicende che hanno portato alla formazione dell’ Italia e che fanno da sfondo alla storia.

Bel libro, per conoscere e capire gli italiani di ieri e di oggi.

venerdì 27 gennaio 2012

Giornata della Memoria–Per non dimenticare mai

 

A qualcuno non piacciono le ricorrenze e in fondo ha in parte ragione.

Si rischia di ricordare solo per quel giorno o i giorni attigui.

Ma ci sono occasioni in cui, io credo, non bisogna MAI dimenticare.

Oggi ricordiamo la GIORNATA DELLA MEMORIA

riporto l’ articolo 1 istitutivo della legge 211 del 20 luglio 2000

« La Repubblica italiana riconosce il giorno 27 gennaio, data dell'abbattimento dei cancelli di Auschwitz, "Giorno della Memoria", al fine di ricordare la Shoah (sterminio del popolo ebraico), le leggi razziali, la persecuzione italiana dei cittadini ebrei, gli italiani che hanno subìto la deportazione, la prigionia, la morte, nonché coloro che, anche in campi e schieramenti diversi, si sono opposti al progetto di sterminio, ed a rischio della propria vita hanno salvato altre vite e protetto i perseguitati. »

Quindi se possiamo almeno oggi leggiamo, ascoltiamo, ricordiamo quanto è successo.

Perchè è successo, può risuccedere.

Facciamo si che appartenga al passato. Non abbassiamo la guardia.

martedì 10 gennaio 2012

Il punto della situazione

 

A vari livelli (chiacchere fra colleghi o leggendo qua e la in internet) leggo e sento che comincia a trasparire fastidio e rabbia per quanto in corso di quest’ anno ci troveremo a dover pagare di più.

Cosa comprensibile. Significa chiaramente dover cambiare abitudini, modi di spendere o a volte non spendere mentre prima potevo.

Fioccano nei discorsi e su internet ragionamenti, post, discussioni alcuni comprensibili, altri condivisibili e purtroppo tanti assolutamente inutili  perchè esclusivamente demagocici o populisti.

Ho l’ impressione che spesso non ci sia la percezione completa di quanto sta avvenendo e soprattutto del perchè.

Il problema di fondo sta nel capire che abbiamo un debito pubblico pari a

1.891.000.000.000 di €

se vi interessa vederlo crescere ecco un contatore.

Debito, che come tutti i debiti in qualche maniera va pagato o quanto meno abbassato, ma sopratutto ad oggi finanziato; per dirla semplice bisogna che qualcuno che ha i soldi decida di comperarsi una parte del debito ricavandone il giusto interesse a ricompensa del rischio.

La manovra battezzata “Salva Italia” (quella per cui ripagheremo l’ ICI o per cui è aumentata la benzina) servirà per far si che nel 2013 il bilancio sia in pari, ma attenzione! non va a risolvere il problema dell’ enorme debito.

Il punto è questo: non riesco davvero a capire alcuni discorsi o alcuni post o alcune vignette su FB in cui si attacca Monti e quanto sta facendo (sicuramente perfettibile sicuramente doloroso per le tasche degli italiani) e non si avvii invece un discorso serio sulle cause che ci hanno portato a questa situazione e sul come uscirne.

Altrimenti qualsiasi altra considerazione lascia il tempo che trova.

Voglio scriverlo a chiare lettere, io ringrazio il Pres Monti per quanto sta facendo con la speranza che riesca a risanare non solo le finanze ma anche il desiderio degli italiani di cambiare il paese e renderlo migliore più competitivo e meno il regno dei furbi.

domenica 25 dicembre 2011

martedì 13 dicembre 2011

Caravaggio

 

Il tempo è spesso tiranno e vicino a Natale sembra che si debba fare tutto e  trovare il tempo per tutto e tutti, ma nei giorni scorsi uno di questi impegni mi ha regalato emozioni e serenità.

Ho partecipato infatti ad una conferenza e mostra organizzata dal locale Circolo Culturale di quartiere (a cui vanno tutte le mie lodi).

La mostra “Caravaggio: L’ urlo e la luce” è davvero interessante, è dedicata a Caravaggio ed articolata su 31 pannelli che ritraggono altrettanti quadri tra i più significativi dipinti da Caravaggio in varie fasi della sua vita.

Oltre che bella la mostra stupefacente è stata la serata introduttiva organizzata all’ interno della locale chiesa di quartiere in cui su un maxi schermo il Prof Roberto Filippetti relatore della serata ha illustrato con grande abilità oratoria stimolando la curiosità dei presenti la vita di Michelangelo Merisi detto il Caravaggio.

Mi ha colpito oltre al grande valore dell’ opera pittorica anche la vicenda dell’ uomo che ho sentito vicino a me, in una vita la sua come la nostra costellata da cadute ed errori, ma anche di grandi risalite e soprattutto di una grandissima sensibilità e umanità che traspare dai suoi quadri.

Veramente piacevole la possibilità alla conferenza grazie alle moderne tecnologie di esaminare nei minimi particolari ingranditi i dipinti sul maxischermo scoprendo dettagli nascosti e piacevole è stato constatare come 400 anni dopo attraverso un linguaggio non scritto sia possibile ancora comunicare cosi tanto, commuovere, emozionarsi per esempio nel vedere negli occhi di un animale dipinto pronto e funzionale al sacrificio in sostituzione del figlio e scoprire in quei occhi in un modo che le parole non saprebbero descrivere la massima fiducia e serenità ad abbandonarsi nelle mani e al volere di Dio.

Ringrazio gli organizzatori e le persone che volontariamente si prestano a tenere aperta e visitabile questa mostra per la possibilità di condividere la bellezza espressa in forma d’ arte che può trasformarci quanto la ricerca di Dio e dare un senso al quotidiano.

Alcuni link

Caravaggio – la voce su Wikipedia

il sito del Prof Filippetti

un sito dove ammirare quadri e dipinti ad alta definizione