venerdì 28 dicembre 2007

Recensione: L' ombra di Mao

Mao

E con questo fanno tre.

Infatti, è il terzo libro che leggo in breve tempo di Federico Rampini. L' argomento è ancora quel continente inesplorato (almeno per me) che si chiama Asia; dove stanno avvenendo cambiamenti epocali che condizionano, e condizioneranno sempre di più la nostra vita quotidiana nel immediato e nel lontano futuro.

Rampini questa volta parla di Mao, e il libro, come gli altri due è molto bello, piacevole da leggere.

Mao è stato il leader politico della Cina per quasi 30 anni, la sua personalità ha condizionato nel bene e nel male, la storia recente della Cina.
Quello che la Cina è oggi, in positivo e negativo, è la conseguenza delle scelte e della volontà di Mao e dei suoi successori.

Questo libro mi ha permesso di capire meglio fatti accaduti quando ero un bambino, e poi adolescente; ne ho capito le ragioni, e di giudicarli liberi dal ideologia. 
Mi ha permesso inoltre di capire meglio la figura di quest' uomo, che come tutti i grandi leader ha avuto pregi e difetti.

Non è una biografia, è scritto in modo che i fatti  della storia, si incrocino con la vita quotidiana dei cinesi di oggi, dimostando la stretta correlazione tra le scelte del passato e la Cina di oggi. 

Lo considero un buon libro.

Io giudico i libri buoni da quelli cattivi, dal potere che hanno una volta finiti, di lasciarmi con altre, nuove domande, e la voglia di cercare in altri libri le risposte.

E questo libro è sicuramente buono, la domanda principale che mi ha lasciato è:

Grandi fenomeni storici come il Grande Balzo in avanti (leggetevi il libro o se siete pigri Wikipedia), oppure come la Rivoluzione Culturale hanno provocato milioni di morti.

Per non parlare di personaggi come Pol Pot, che in circa tre anni ha ridotto la popolazione del proprio paese di un terzo, torturando, uccidendo tra i due e tre milioni di cambogiani.

Il tutto, in nome di ideologie, che nei principi, nascono per migliorare l' uomo, partendo spesso da condizioni  difficili, drammatiche, e poi arrivano a risultati peggiori di quelli iniziali.

Ma, la domanda valida per quei tempi, per quelle terre, ma valida anche e sopratutto  per il nostro tempo, per le nostre terre, (non scordiamoci che abbiamo avuto nella civiltà occidentale il Nazismo e il Fascismo) è questa:

Ma come sono potute avvenire cose simili?

L' uomo della strada, io, voi, l' uomo medio dove era?

A cosa pensava? Cosa desiderava?  Cosa vuole la maggioranza silenziosa?

Esiste un limite nel mio, nel nostro animo, invalicabile, di rispetto per la vita umana, per cui qualsiasi ideologia passa in secondo piano, ed evita stragi di milioni di persone?

Rischiamo di imbambolarci per qualchè prossima ideologia?

Potremmo evitare i prossimi milioni di morti? 

domenica 16 dicembre 2007

Le radici ca tieni (Le radici che hai)

In queste ultime settimane, ho con gran piacere attivato l' adsl a mia sorella.

Ha cominciato a smanettare e subito ha scoperto You Tube,

vi trova di tutto, avete presente le vecchie sigle dei cartoni animati degli anni 80,

lei le trova.

Avete presente le più dimenticate canzoni degli anni 80,

lei le trova.

Ma una cosa che ha trovato voglio, con orgoglio, segnalarvela, per due motivi:

1) parla della terra di origine di mio padre , il Salento.

PAPAMio padre, purtroppo, è morto nel 1999, a soli 58 anni, lasciando un vuoto incolmabile nella vita di chi lo conosceva e mi ha insegnato ad amare quella bellissima terra, e a rispettare le tradizioni di questa (l' Alto Adige) in cui sono nato e sto vivendo, proprio come dice la canzone.

Anche se sono nato a Bolzano, e non ci vado cosi spesso come vorrei, mi sento molto legato e sento come dice la canzone, che li sono le mie radici.

2) mi ritrovo perfettamente nelle bellissime parole della canzone che parlano di rispetto di tutte le culture, e rispecchiano esattamente quello che da sempre penso e dico.

Godetevela tutta, è cantata in dialetto salentino, ma è sottotitolata,
e un grazie particolare a mia sorella Monica che la ha scovata.

Vi rivolgo una domanda: quali sono le vostre radici? e perchè ne siete orgogliosi?

domenica 11 novembre 2007

Fate la vostra scelta, fate il vostro gioco......

Notte insonne.

Dopo essermi girato nel letto, per non rovinare il sonno a mia moglie, che beata lei, adora dormire mi collego in internet e mi informo.

Mi sono imbattuto in questa notizia.

In pratica:

A Padova il capogruppo della Lega Nord al comune ha fatto l' ennesima passeggiata con un maiale, cosi il terreno su cui si ipotizzava la costruzione di una moschea non verrà più utilizzato per tali scopi.

Il sindaco Flavio Zanonato dichiara

"In città e nell'area metropolitana vivono almeno settemila persone provenienti da stati dell'area musulmana: con questa comunità stiamo cercando una via di convivenza pacifica. Atti di questo tipo vanno nella direzione opposta". "Credo che la stessa vergogna e disgusto che provo io la provi anche la parte moderata della Lega come Roberto Maroni e gli altri esponenti del Carroccio - conclude il sindaco - che ragionano di cose concrete, vanificate da gente di questo genere che sotto la stessa bandiera si comporta in una maniera inqualificabile».

Credo che non sarà la prima, ne l' ultima volta che succederanno cose del genere.

Ma voglio dire la mia con questo post, segnalare e discuterne.

Voglio farmi coraggio, nella speranza che davvero ci siano sempre più persone che possano considerare queste cose come

INQUALIFICABILI

Non sono ingenuo, ne idealista, vivo e vedo quotidianamente sulla mia pelle i problemi di convivenza con gli extracomunitari di religione musulmana.

Hanno abitudini, consuetudini, diverse dalle mie, ma sono assolutamente certo  che è possibile  trovare un compromesso, una convivenza pacifica.

Sicuramente difficile da trovare, ma una soluzione dove ognuno perde qualcosa, ma alla fine vincono tutti.

Facciamo la nostra scelta, facciamo il nostro gioco, pretendiamo soluzioni serie a problemi difficili.

Non accettiamo che qualcuno possa dire:
«È una questione di difesa dell'identità italiana  il pacchetto sicurezza recentemente decretato dal governo prevede che per la costruzione di nuove moschee l'amministrazione comunale debba indire un referendum consultivo tra i cittadini del quartiere. Vogliamo che anche a Padova questo referendum si faccia».

Far passeggiare un maiale su quel terreno va in direzione opposta al referendum!!

Io non lo accetto!!

Io credo nel dialogo, nel confronto, credo nel rispetto; lo pretendo dagli altri, ma devo darlo per primo io.

Scriviamolo nei blog, puntualizziamolo nelle chiaccherate tra amici, pretendiamolo dalla classe politica,  basta a soluzioni superficiali.

Facciamo la nostra scelta, facciamo il nostro gioco.

Perchè non esistono soluzioni semplici per un mondo complicato.

Tocca a noi scegliere, tocca a noi fare il nostro gioco.

giovedì 8 novembre 2007

Ma cosa posso farci?

DSCF1248 Stamane ho accompagnato mio figlio più grande a togliersi un dente del giudizio, e visto che l' attesa era lunga mi sono comprato La Repubblica e il Corriere della Sera.

Tra i tanti ho letto un articolo, che parla per l' ennesima volta dei problemi ambientali, economici e sociali che ci aspettano.

Vi chiedo di leggerlo prima di leggere il resto del mio post.

Ma vi riassumo qui i concetti principali:

Il petrolio sta aumentando vertiginosamente, oramai è arrivato a 100 dollari il barile. La causa oltre che la speculazione, è dovuta al desiderio che si sta materializzando per tre miliardi e mezzo di cinesi e indiani di vivere meglio, di passare dalla fame a modi di vivere più occidentali.

Rampini scrive: Gli equilibri geopolitici, la sicurezza interna dei nostri paesi, la stabilità e la pace sono minacciate. Da una parte Cina e India si affacciano con piglio sempre più aggressivo in Medio Oriente, Africa e America latina a contenderci le stesse fonti di approvvigionamento da cui dipendiamo; d'altra parte la nuova ricchezza finanziaria generata dalla penuria energetica andrà a concentrarsi in zone come il Golfo Persico dove il fondamentalismo islamico è terreno di coltura del terrorismo.

L'aumento delle temperature scioglie i ghiacciai dell'Himalaya che alimentano i grandi fiumi d'Oriente. Desertificazione, diminuzione delle terre coltivabili, penuria d'acqua, aprono scenari di crisi alimentari che possono sfociare su conflitti armati, in zone ad alta densità di eserciti e testate nucleari.

Non siamo al riparo noi, vista la rapidità con cui il nuovo inquinamento made in Cindia arriva nei nostri cieli o sulle nostre tavole.


Il rapporto dell'Aie è un antidoto all'egoismo dei paesi ricchi. Riconoscere il peso esorbitante di Cindia nei consumi energetici e nell'effetto-serra, non significa che spetti solo a quei paesi prevenire il disastro. L'Aie ricorda che "le emissioni carboniche pro capite della Cina nel 2030 raggiungeranno solo il 40% di quelle degli Stati Uniti,

ogni italiano col suo tenore di vita continua e continuerà a emettere molti più gas carbonici di un cinese o di un indiano. Ai paesi dove si concentra la maggior parte della popolazione mondiale non si può chiedere di bloccarsi. I primi a inquinare siamo stati noi, continuiamo a farlo - pro capite - molto più di loro, l'aspirazione al benessere non è un nostro monopolio.

Il rapporto dell'Aie è categorico:

"Bisogna attuare immediatamente misure politiche e trasformazioni tecnologiche senza precedenti".

In ordine di efficacia gli interventi da privilegiare per l'Aie sono "efficienza e conservazione dell'energia; sviluppo del nucleare e delle fonti rinnovabili; diffusione delle tecnologie per un carbone pulito".

Quando leggo notizie come queste, penso alla mia vita, un lavoro, due figli adolescenti, una moglie e giornate che trascorrono velocissime.

Intanto il mondo, il mio mondo, il mio unico mondo va in questa direzione, avvengono avvenimenti che sfuggono completamente alle mie possibilità e mi chiedo se sia possibile fare veramente qualcosa.

Avete letto Rampini, in futuro le cose non andranno meglio se non vengono da subito prese iniziative serie per cambiare le cose.

Ma io cosa posso fare?

Cerco di fare raccolta differenziata, di spegnere la luce dove posso, cammino a Bolzano e uso la macchina il meno possibile, ma leggendo articoli come questo mi sento come se cercassi di svuotare l' oceano con il cucchiaino.

Dovrebbero essere il compito dei politici, ma basta vedere come si comportano su argomenti meno importanti, dove non riescono a trovare un terreno comune per lavorare sul bene del Italia, nemmeno sulle cose più ovvie.

Immaginiamoci su argomenti come questi dove bisogna cambiare, subito, e probabilmente sarà difficile.

Provo preoccupazione, frustrazione ma anche rabbia.

Rabbia, nei confronti di noi italiani, che considero come degli eterni adolescenti.

Rabbia, se penso a questa nazione l' Italia, e a come circa 20 anni fa' hanno detto no al nucleare, (hanno perchè io votai Si), nel frattempo sono passati 20 anni, e non siamo andati in nessuna direzione, tutto è rimasto uguale, tranne il costo del petrolio.

E non era imprevedibile.

Rabbia se penso a cari amici che allora si dichiaravano contro il nucleare, e non si rendevano conto che per un paese come l' Italia senza fonti energetiche era l' unica possibilità di salvezza, economica e ambientale, e cercano oggi nuovi colpevoli, nuovi responsabili (i cinesi e gli indiani, come si permettono di voler vivere meglio?!).

Rimango, tristemente con la mia domanda:

Ma io cosa posso fare?

sabato 20 ottobre 2007

Ti ricordi di quando si poteva avere un Blog??

DSCF0543 Vorrei che venisse data massima diffusione nel mondo dei blogger a questa notizia:

Più che le mie parole, per capire bene vorrei leggeste la chiarissima esposizione di Paolo Andreis su Punto Informatico

Su Repubblica il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Ricardo Levi precisa che:

"intenzione dell'esecutivo "è promuovere la riforma del settore dell'editoria, a sostegno del quale lo Stato spende somme importanti", per "tutelare e promuovere il pluralismo dell'informazione". Nessuna intenzione "di censurare il libero dibattito" ma quella di "creare le condizioni di un mercato libero, aperto e organizzato". In programma, a questo scopo, l'abolizione della registrazione presso i tribunali, finora obbligatoria per qualsiasi pubblicazione, sostituita "dalla registrazione presso il Registro degli operatori della comunicazione tenuto dal Garante per le comunicazioni". Levi insiste: "Con l'obbligo della registrazione non pensiamo al ragazzo che realizza un sito o un blog ma a chi, con la carta stampata, e con internet, pubblica un vero prodotto editoriale e diviene un autentico operatore del mercato dell'editoria".

Ma il risultato del provvedimento è lo stesso, se non viene scritto a chiare lettere che non riguarda come dice Ricardo Levi  "il ragazzo che realizza un sito o un blog" si rischia cosi di dover registrare qualsiasi blog, anche questo blog simpaticissimo, almeno che non ci si registri al Registro degli Operatori Comunicazioni con relativo esborso e responsabilità penali.

Vorrei anche che leggeste sul blog di Beppe Grillo il suo intervento del 19 ottobre 2007 intitolato: La legge Levi-Prodi e la fine della Rete, scrivendo le Vs. o meglio le ns. ragioni al ministro.

Anche se Grillo a volte lo trovo eccessivo.

Era proprio necessario definire Levi  "perfetto paraculo prodiano".

Avrà avuto oltre 9000 commenti riguardo al post (anche il mio), ma non riesco ad identificarmi con lui.

E' impossibile fare critica costruttiva senza offendere?

Grazie dell' attenzione

giovedì 18 ottobre 2007

Il coraggio e dintorni

DSCF1240 Colgo l' occasione dopo aver letto e commentato un post della mitica Curly, per esporre alcuni miei pensieri sul argomento.

E' tali sono, pensieri. Quindi qualsiasi commento e suggerimento è ben accetto.

Curly, si indigna giustamente per quanto detto dal giornalista del Dolomiten.

Ma la storia, nasce da più lontano e merita qualche riflessione.

Prima leggetevi questo articolo, serve a capire meglio la realtà locale.

Ne cito i passaggi più importanti

" Al di sopra degli 11 anni la larghissima maggioranza ha un rapporto con l’alcol: l’80,8 per cento"
"La provincia di Bolzano è terzultima nel consumo giornaliero. Bevono quasi tutti, ma solo in certe occasioni. E allora si va pesante"
"Bere troppo fino a stare male.
L’Alto Adige è primo tra chi si è ubriacato almeno una volta in un anno (19,9 per cento, contro la media nazionale dell’8,4), è basso in classifica nella categoria 1-3 volte (36,5 contro media nazionale del 51,4) e 4-6 volte all’anno.
Si torna a numeri alti quando si parla di eccessi frequenti. Gli altoatesini sono terzi nel gruppo di chi si è ubriacato 7-13 volte in un anno con il 16,9 per cento (dopo Trento e Friuli) e di nuovo primi tra chi ammette oltre 12 ubriacature all’anno: il 13,4, praticamente il doppio della media nazionale del 6,7."

Come detto sopra corrisponde, purtroppo, perfettamente alla realtà locale.

Lo dico, con cognizione di causa. E con preoccupazione.

Ho due figli adolescenti, uno di 19 anni, e l' altro di 15.

Sono due ragazzi splendidi, con tutte le problematiche di questa bellissima-maledettissima età che si chiama adolescenza.

Una di questa problematiche, forse la maggiore localmente, non nascondiamocelo, si chiama alcool.

Ho, attraverso i miei ragazzi, e i loro amici, avuto modo di tastare "con mano" il problema.

Attenzione, non parlo di bere qualcosa quando si esce.

Ma di uscire PER UBRIACARSI!!!!!!

L' assessore Theiner dice:

"Credo nelle nostre campagne per giovani e adulti che mirano a invertire, non purtroppo in un mese o in un anno, una tendenza culturale così forte"

Perchè di questo si tratta di una TENDENZA CULTURALE.

E' accettato, è tollerato, che ci si ubriachi, ragazzi e ragazze indistintamente, adulti, per dirla in maniera semplice è normale. E non dovrebbe esserlo.

E come dice Theiner su questo piano dovrebbe essere combattuta, sul piano culturale.

Il piano culturale su cui affrontare la questione è secondo me quello del CORAGGIO. Coraggio di essere diversi.

Ubriacarsi non serve, non fa' bene è DISTRUTTIVO, è FACILE. Ci vuole coraggio a fare il contrario.

Ci vuole invece un gran coraggio nella vita, non parlo del coraggio di fare qualcosa di estremo, ma quello (più difficile) necessario a fare la scelta giusta, a dire la cosa giusta.

A darsi un limite, e rispettarlo.

I ragazzi e gli adulti che si ubriacano, non hanno coraggio.

Le leggi che proibiscono l' uso di alcune sostanze (droghe, limitazioni al uso del alcool) sono utili, ma non sono la soluzione.

Solo e quando passerà un modello CULTURALE per cui è disdicevole UBRIACARSI, allora il fenomeno si ridimensionera.

Fino a che i genitori che vanno a prendere il proprio figlio in ospedale con un tasso alcolico da come etilico, vedranno il comportamento del figlio come una marachella allora nessuna legge sarà efficace.

Perchè anche a questi genitori, secondo me, manca CORAGGIO.

Io intendo il CORAGGIO di cercare di migliorarsi, giorno dopo giorno, di non accettare di essere meno di quello che potremmo essere.

Non è semplice.

Io ci sto provando.

giovedì 27 settembre 2007

Qualcosa di buono

Copio pari-pari dal sito di Repubblica, e giro a chiunque possa leggerla una piccola iniziativa per dare un piccolo segnale e contributo alle persone che stanno lottando per la propria libertà in Birmania.

Leggete sul sito

e riporto qui il testo

"Venerdì 28 settembre indossiamo una maglia rossa. Chiunque legga questo messaggio lo trasmetta a quante più persone sensibili a questo gravissimo problema gli sarà possibile. GRAZIE DI CUORE"

Se volete capirne di più dei fatti precedenti.

http://it.wikipedia.org/wiki/Storia_della_Birmania

Grazie

lunedì 13 agosto 2007

Recensione: Come diventare un Buddha in 5 settimane



Eccomi qui, altro post.

Questa volta per recensire un libro che ho letto qualchjavascript:void(0)
Pubblica poste mese fa', ma che solo ora trovo il tempo di recensire.

Il titolo è:
"Come diventare un Buddha in 5 settimane", si tratta di un libro scritto da Giulio Cesare Giacobbe, autore anche di "Come smettere di farsi le seghe mentali e godersi la vita", e "Alla ricerca delle coccole perdute".

Lo ho letto per due motivi,
il primo culturale; conoscevo poco della filosofia buddhista, e desideravo conoscerla un pò meglio.
E il secondo, perchè il sottotitolo " Manuale serio di autorealizzazione", mi ha incuriosito, visto che cerco sempre, anche nella vita spicciola di tutti i giorni di trovare un senso più alto, che le dia significato.

Il libro è interessante, dà alcuni buoni spunti da applicare ogni giorno, visto che per chi come noi vive e lavora nella società occidentale, è quasi impossibile rallentare i ritmi, per lo meno imparare a gestire lo stress, non è male.


Il libro parte elencando le 4 nobili verità, e prosegue parlando degli otto nobili sentieri.
Conclude elencando gli esercizi che in 5 settimane portano a farle diventare proprie.

Nel libro lo scrittore, come dice al inizio non parla della religione buddhista, piuttosto ci indica un sentiero psicologico da seguire alla luce dei principi.

Uno dei concetti che più mi ha incuriosito, ed a cui ero parzialmente arrivato anche prima di leggerere il libro, è che spesso molti dei nostri problemi, non provenono dal esterno, ma da come noi interpretiamo quello che ci accade intorno.

Lo ho trovato molto giusto, e spesso cerco di applicarlo con risultati positivi.
Il risultato: una maggiore felicità e serenità, conscio che quello che accade intorno non è ne bene, ne male, lo diventa a seconda di come lo osserviamo.

Spetta a noi decidere se farsi travolgere dai sentimenti, o dominarli.

domenica 12 agosto 2007

Un passo avanti e due indietro, ovvero Debiti Formativi e esami di Riparazione


Se fosse un ballo sarebbe anche divertente, un passo avanti, due indietro, gira a destra e poi a sinistra.

Credo che anche io sarei capace di ballarlo, visto che sono negato per il ballo
( che invidia Richard Gere in Shall We Dance!!!! - Lo avete visto?? ).

Ma ho scelto questo titolo per il post, perchè purtroppo ho l' impressione che in Italia si faccia un passo avanti, verso la competitività, l' innovazione, e due indietro.

Nel post voglio parlare di questa bella, ma strana nazione, e di un ministro della Pubblica Istruzione
http://www.governo.it/Governo/Biografie/ministri/fioroni_beppe_it.html,
che recentemente vedi il link ha avuto una bella pensata, ha detto cose che condivido, tranne una (ecco il motivo del post), e non ha colto, secondo me, il punto del problema.

Fioroni ha detto il 31 luglio 2007:

"Il 41% dei ragazzi accede con debito all’anno successivo di corso e di questi, negli anni scorsi e fino ad oggi, solo uno su quattro riesce a recuperare.

Tre studenti su quattro, invece, sostengono gli esami e si diplomano pur avendo delle lacune non colmate.

Questo con la nuova legge sull’esame di Stato non sarà più possibile.

Ho dunque avviato un monitoraggio e ho stanziato
30 milioni di euro aggiuntivi per i corsi di recupero delle scuole.

Se, nonostante ciò, dovesse perdurare questa situazione anche dopo le verifiche,

credo di dover rimettere mano al ripristino degli esami di riparazione

perché c’è la necessità di avere una data certa che permetta di sapere se il debito è stato superato”. E’ quanto ha affermato oggi il Ministro della Pubblica Istruzione Giuseppe Fioroni presentando i dati sugli scrutini delle superiori con particolare riguardo alla situazione dei debiti scolastici."

Io, come padre di due ragazzi che frequentano le scuole superiori, mi sento parte in causa,
e vorrei dire al Ministro Fioroni (anche se dubito che legga il mio blog):

Trovo come lei preoccupante che 4 ragazzi su 10 vengano promossi con un debito formativo,
ma, ci siamo chiesti perchè questo avviene?

E' possibile che questi 4 su 10 siano sempre e solo ragazzi che non hanno voglia di studiare,
oppure oltre a chi non ha voglia, ci sono anche ragazzi che per qualche motivo,
non traggono il giusto profitto dalle lezioni classiche?

Se cosi fosse come porvi rimedio?

Cosa non ha funzionato in classe affinche il ragazzo non abbia capito con profitto?
Perchè l' alunno in tutto un anno non è riuscito a fare propri gli argomenti?

Ora, certamente il sistema dei debiti non è perfetto,

ma col sistema dei debiti, il ragazzo, la sua famiglia non sono lasciati soli, e impegna o dovrebbe impegnare il sistema scuola, non solo a verificare,
ma anche ad aiutare attraverso i corsi di recupero a colmare il debito formativo.

E cosa facciamo, lo sostitutiamo con gli esami di riparazione, tradotto in parole semplici,
ti rimando a settembre, affari tuoi la preparazione, anzi dei tuoi genitori che sborsano per le ripetizioni, e la scuola è "free", libera.

Ma che soluzione è??

Non è forse troppo facile scaricare la responsabilità solo sugli alunni e i relativi genitori?

Cosa non funziona?

Sono i ragazzi che non hanno voglia di studiare, e di impegnarsi?

Sono forse anche alcuni professori che non sperimentano, non diversificano nuove strade per evitare la dispersione scolastica, per cercare di spiegare in modi che non siano quelli classici (la classica lezione frontale), e che permettano ai ragazzi di imparare, di farsi una cultura?

Viene chiesto anche agli insegnanti il perchè di tanti debiti?
viene chiesto loro cosa possono fare per evitarli?

Vengono pagati adeguatamente?

Sono valutati gli insegnanti?

Da chi, come, in base a quali risultati?

La mie naturalmente sono delle domande retoriche, infatti avendo due ragazzi che frequentano la scuola superiore, ho avuto modo di conoscere dal di dentro, a vari livelli (rappresentante di classe, consiglio di istituto), il "mondo scuola", e i relativi insegnanti.

Ho conosciuto insegnanti meravigliosi (attenzione, non ho detto insegnanti che promuovevano i miei figli), insegnanti che ci mettono una grande passione e altri.....meno (diciamo cosi).

Il problema è, secondo me, che il sistema non funziona e non funzionera fino a che l' insegnante, non sarà responsabile del insuccesso scolastico del alunno, mettendolo in grado attraverso lezioni individualizzate durante l' estate di recuperare quello che non ha capito durante l' anno.

Chiaro, non salveremo il mondo, i pigri, i fannulloni ci saranno sempre,
ma quanti sono?

Quanti sono quelli che semplicemente con lezioni individualizzate capirebbero?

Questa mia affermazione può suonare utopica nella scuola di oggi, ma la domanda da farsi è:
il ragazzo che non colma il debito oggi, che forse andrà zoppicando avanti fino alla maturità,
che forse abbandonerà la scuola, o sceglierà qualcosa di più facile,
quanto costa alla società?

E attenzione, non parlo del costo dei professori, della struttura scuola, ecc,
ma di quello che poteva sapere e non sà.

Di quello che avrebbe potuto fare, lavorativamente parlando e non fà.

Non stupiamoci poi se nei settori trainanti del economia mondiale (software, biotecnologie, telecomunicazioni) siamo drammaticamente indietro.

Un ragazzo che oggi non ha capito la matematica, domani non brevettera un nuovo software,
creando in Italia, lavoro e benessere, al massimo comprera un telefonino prodotto altrove,
o comprera un videogioco prodotto naturalmente altrove.

Un ragazzo che oggi non ha capito la biologia o la chimica, non creera un nuovo farmaco,
lo faranno altrove, noi lo compreremo a prezzo più alto che al estero naturalmente.

Esagero?

Leggetevi, "Il Secolo Cinese", e "L' impero di Cindia" di Rampini.

I ragazzi, sono capitale.

Ministro, lei ha detto:
"Stiamo minando le basi del leggere, scrivere e far di conto – ha commentato Fioroni – e mi chiedo come si sia potuto accumulare in questi anni un debito che per mole e gravità dovrebbe preoccuparci anche di più di quello delle casse dello Stato in quanto più destabilizzante per l’economia del Paese di quello pubblico.

Condivido!

Ma allora andiamo al punto, e con coraggio
1) raddoppiamo lo stipendio agli insegnanti
2) responsabilizziamoli del successo o insuccesso scolastico dei ragazzi;
eliminati i ragazzi fannulloni che non smuoveremo nemmeno con le cannonate, andiamo a recuperare i ragazzi che per qualche motivo, non hanno capito durante l' anno
3) Facciamolo fare agli stessi insegnanti che hanno dato il debito, che si mettano in gioco,
che trovino strategie durante l' estate per recuperare questo "capitale umano" altrimenti perso,
con costi enormi per la società e la competitività della nazione.


P.s. Siccome credo fortemente nel confronto, e nella diversità come ricchezza,
vi linko il sito dove firmare se siete a favore del ripristino degli esami di riparazione.

Naturalmente, io non sono per niente d' accordo, credo come detto che sia un tornare indietro a una scuola che non diventa più seria, migliore.

Ma solo più ingiusta, selettiva nel modo sbagliato, e meno attenta e responsabile della società che ha attorno.
Un passo indietro, insomma.







sabato 9 giugno 2007

Di quando un classico della letteratura ti aiuta ad essere un genitore migliore....



Commentando il post di Curly ho sentito la necessità di scrivere questo mio post, visto che il brutto fatto di cronaca locale avvenuto vicino a noi, mi ha fatto ricordare di una buona lettura di qualche anno fa', dei miei figli quando erano piccoli, e l' inesperienza di un giovane padre(io).

Premetto, non voglio insegnare nulla a nessuno.
Solo raccontare cosa ne penso, e la mia esperienza in merito, nella speranza che riflettendoci si possano evitare fatti come quello avvenuto a Bressanone.

17 anni fa' ero un giovane padre con un figlio di 1 anno, poca esperienza, e tanta passione per la lettura e le lunghe chiacchierate su tutti gli argomenti possibili e immaginabili.
Fare il genitore è il mestiere più difficile del mondo, sia che hai 25, 35 0 45 anni, e spesso con amici e conoscenti, ci si scambiava esperienze, e naturalmente anche se fosse giusto o meno alzare le mani sui figli a scopo educativo (la classica sculacciata), ognuno aveva la sua opinione, e mia moglie ed io non avevamo una idea precisa.
In quel periodo stavo leggendo "Gente di Dublino" di James Joyce, libro veramente bello, e ho letto il racconto "Rivalsa".

Per favore, leggetelo.

Parla di un padre frustrato, forse fragile, sicuramente in difficoltà.
E di come si sfoghi sul figlio, il primo che trova.

Non è il mio caso, sicuramente non è il vostro caso, e Joyce estremizza, ma il messaggio è lo stesso, e allora come adesso lo sento vero per me.

Quando alziamo le mani sui bambini, i motivi sono sempre poco nobili, e ancor meno educativi.
E se cio avviene è perchè abbiamo abdicato alla nostra funzione di educatori.
Da allora, in questi anni non ho mai alzato le mani con i miei figli, anche se a volte se le meritavano ( i famosi capricci).

Oggi, ne sono contento.
Perchè, forse potrei essere io sul giornale al posto di quel padre.

Il confine tra la sculacciata e la violenza, è più sottile di quanto si pensi.





sabato 2 giugno 2007

Cronache di una visita





Vi ricordate chi erano gli Unni, i Visigoti, e i Goti?

Riesumando i miei ricordi scolastici, li associo ad un popolo barbaro (nei modi), guerriero e poco civilizzato.

E invece, come sempre, ti accorgi che spesso la realtà è molto diversa.





Oggi, ho visitato la mostra "Ori dei cavalieri delle Steppe", al Castello del Buonconsiglio a Trento.

Vi consiglio caldamente di andare a vederla, visto che almeno a me, ha aperto la mente su un mondo che a scuola avevo liquidato e catalogato in maniera superficiale.

Se vi piace la storia (come a me) vi affascinera, e se non vi piace ( come mia moglie), resterete stupiti dagli oggetti esposti, e dalla competenza degli artigiani dell epoca.

La mostra, si svolge in diverse sale del Castello, (che merita da solo una visita, che voglio fare a breve), e ruotando attorno al tema degli Ori (gioielli, collane, arredi funerari, ecc), parla della storia, cultura e civiltà di questi popoli.

Quello che più mi ha colpito, è come dai miei ricordi scolastici, avessi catalogato questi popoli come Barbari.

Mentre osservando gli oggetti esposti visitando le sale che seguono una progressione temporale ( dal 5000-4000 ac. al 1000 dc ), ci si accorge come anche nelle lontante steppe dell' Ucraina ci fosse una civiltà con valori, religione, e una loro cultura plasmata da quello che avevano intorno.

Ci si accoge come non ci fosse solo uno scontro, ma anche un incontro, e una reciproca influenza tra quel mondo e il nostro occidentale, e quindi un vicendevole arrichimento tra i due.
(dedicato a chi parla di scontro tra civiltà, o di superiorità di una cultura rispetto all' altra).

Da segnalare:
Particolarmente bella la prima sala, sopratutto il filmato "Steppe al tramonto di Giorgio Salomon" le cui musice creano un ambiente suggestivo, tanto che sembra di esserci in quelle steppe, e di ritrovarvi un senso di pace e simbiosi con l' ambiente che ti circonda.

Notevole, anche la sala che io chiamo dei "Kurgan", che sono i loro tumuli funerari.

Un consiglio: visitatela, e fatemi sapere.

P.s. per inquadrare storicamente il periodo

sabato 26 maggio 2007

Dedicato ad una blogger


Ci sono persone che si conoscono benissimo,
le vedi tutti i giorni,
ci parli tutti i giorni,
eppure non le conosci.

Ci sono persone che non conosci,
e forse non conoscerai mai.
Non le vedi tutti i giorni, non ci parli tutti i giorni.
Eppure le conosci bene.




Le conosci perchè parlano la tua stessa lingua,
la lingua del cuore, dei sentimenti,
della voglia di esprimersi,
di mettere a nudo la propria anima.

A volte per dire cose semplici,
mai banali, perchè vere,
quando escono dal cuore.

Ma non le puoi ascoltare,
le puoi solo leggere,
sono le persone che scrivono nei blog,
nei blog veri,
quelli in cui quando li leggi vedi la loro anima,
vedi la loro sofferenza, vedi la loro felicità.

La cosa strana, è che ti guardi attorno,
hai tanti amici, mille colleghi, montagne di parenti e conoscenti,
e ci parli, scambi milioni di parole, di immagini, di cose,
ma non riesci ad andare oltre quel invisibile muro di gomma,
non riesci a conoscerli.....

Succede invece leggendo i blog,
di leggere cose bellissime,
leggi pensieri, opinioni, domande,
che ti fanno tirare un sospiro di sollievo,
e pensare che fino a che leggi questi post,
c' è speranza e che non sei solo
a chiederti perchè,
non importa quale perchè?
ma a continuare a chiederti perchè?

E' ti accorgi che ci sono migliaia di blog,
di persone che conosci,
non le hai mai viste,
ma le conosci perchè parlano la tua lingua.

E ti regalano la stessa emozione, di quando guardi il cielo stellato,
milioni di stelle, tutte assieme a brillare, ognuna per se,
ma tutte assieme in uno spettacolo che ti toglie il fiato.

Voglio per concludere, dedicare questo mio post,
a una stella che sta brillando di meno.

E' una blogger, una persona che non ho mai visto,
se non attraverso le sue foto, che sta attraversando uno strano periodo,
e ha perso la voglia di scrivere.

Mi dispiace.

I periodi, non sono tutti uguali, e ci sono momenti in cui per poter dire qualcosa,
qualcosa di vero, bisogna fermarsi, e stare in silenzio, ad ascoltare e ascoltarsi.
Spero che sia solo questo, e che presto torneremo a leggerti.

Forza Curly.

sabato 5 maggio 2007

Buon giorno!!!!!!!!

Sembra impossibile, in tutti i giorni della settimana penso:
Dai forza, manca un giorno o due a sabato, e sabato cascasse il mondo dormo.
E invece eccomi qui sono le 05.20 e mi sono alzato,
apro le finestre, assaporo l' aria fresca.

Mi lamento, ma in fondo, mi piace.
Fin da quando ero piccolo, mi piace svegliarmi presto, e ascoltare il mondo...

Ti accorgi, che è bello, anzi bellissimo,
e ascolti il silenzio di questa nuova giornata,

nuova, mai scritta, mai letta, mai vissuta,
e oggi potrebbe succedere di tutto.

Tutto il bello del mondo, e tutto il peggio del mondo.

Anche nella tua vita.
Potresti trovare le risposte che cercavi da anni,
Potresti trovare la persona che cerchi,

Ma tu non lo sai, e ti rimane solo che fare una cosa:
viverla, viverla con tutto l' impegno, la passione, l' allegria, la forza di cui sei capace
per scrivere poi stasera:

Sabato 05 Maggio 2007, è finita la giornata, valeva la pena di viverla..........

venerdì 4 maggio 2007

I 5 libri più belli che ho letto........



Ciao a tutti,
rieccomi qui.

E' da un po' che non scrivevo, anche se mi riprometto di farlo più spesso.

Ma stasera prendo spunto da un post di Curly,
per continuare la catena lanciata da Perlina, di indicare i 5 libri più importanti della nostra vita.




Dunque, i 5 libri più importanti della mia vita:

1) La metamorfosi di Kafka: perchè mi ha insegnato il vero significato di cosa significa sentirsi "diverso".

2) Baudolino di Umberto Eco: bello, bellissimo, come molti altri libri di Umberto Eco, mi ha insegnato che la vita è cosi strana, cosi imprevedibile che bisogna prenderla con il sorriso, gustare il momento fino in fondo, e coglierne l' ironia anche nei momenti più difficili.

3) Cent' anni di Solitudine di Gabriel Garcia Marquez: perchè mi ha affascinato, di più mi ha stregato.

4) Gente di Dublino di Joyce, perchè mi ha insegnato ad essere un genitore migliore, o almeno a provarci...

5) e infine due saggi, Il Secolo Cinese e L' impero di Cindia di Federico Rampini : due libri che mi hanno aperto gli occhi su quello che sta avvenendo, e fatto capire che non esistono soluzioni facili a problemi complessi.
Ne ho parlato in un precedente post.

A presto, prometto che scrivero di più.

mercoledì 11 aprile 2007

Niemoeller


Ieri ho letto su Repubblica un articolo che mi ha dato lo spunto per scrivere questo post, e vorrei parlarvene.

L' articolo parla indirettamente di Martin Niemoeller.
Era un pastore evangelico che fu' impigionato nel campo di concentramento di Dachau, per otto anni.




Questo per un sermone che fece infuriare terribilmente Hitler.

Leggete una sua citazione che mi ha colpito:

"Prima vennero per i comunisti,
e io non dissi nulla
perché non ero comunista.

Poi vennero per i socialdemocratici
io non dissi nulla
perché non ero socialdemocratico

Poi vennero per i sindacalisti,
e io non dissi nulla
perché non ero sindacalista.

Poi vennero per gli ebrei,
e io non dissi nulla
perché non ero ebreo.

Poi vennero a prendere me.
E non era rimasto più nessuno che potesse dire qualcosa"



La ho trovata molto bella, e piena di significato.
Parla di diversità e di rispetto reciproco.

Riflettevo infatti su come quando ero piccolo, era più facile.
Ricordo che la società, le persone, le regole del vivere comune
erano più chiare, più semplici, di certo non più giuste.

Oggi non è più cosi, e non sarà mai più cosi.
Le cose come è giusto che sia, cambiano.
Cio che non cambia, muore.

Oggi camminando nelle strade di casa nostra, vediamo persone di diverse etnie,
con abitudini, consuetudini e religioni diverse.

Il mondo, anche quello vicino a casa nostra è cambiato,
non si può fare finta di non vederlo.

E come tutti i cambiamenti a volte spaventa,
e quando si ha paura si cercano certezze,
spesso nel passato, nelle nostre vecchie e sicure abitudini,
ma è un errore.

Perchè il mondo non si ferma,
ed è complesso,
e non esistono soluzioni semplici a problemi complessi.

Io penso, che se non riconosciamo agli "altri",
qualsiasi essi siano, il rispetto e la tolleranza,
per la loro diversità, sia pur chiaramente nel rispetto di regole comuni
di convivenza

Verra un giorno che gli "altri" saremo noi,
e quando verranno a prenderci,
non sarà rimasto nessuno per dire qualcosa.

sabato 31 marzo 2007

Soli


Siamo più di sei miliardi sulla terra, ma a volte capita di sentirsi irrimediabilmente soli.

sabato 3 marzo 2007

Steve Jobs

Ciao a tutti.

Non chiedetemi come ci sono arrivato, stavo girovagando su Internet e ho letto questo bel discorso di Steve Jobs.
Si, quello dei Macintosh, degli Ipod, ecc....
Devo dire la verità, non mi è mai stato particolarmente simpatico, ma questo discorso merita

http://www.italiamac.it/general/vintage-il-discorso-di-steve-jobs-alla-cerimonia-delle-lauree-a-sta-2.html

cito una parte che mi piace particolarmente:

"Il vostro tempo è limitato, perciò non sprecatelo vivendo la vita di qualcun’altro. Non rimanete intrappolati nei dogmi, che vi porteranno a vivere secondo il pensiero di altre persone. Non lasciate che il rumore delle opinioni altrui zittisca la vostra voce interiore. E, ancora più importante, abbiate il coraggio di seguire il vostro cuore e la vostra intuizione: loro vi guideranno in qualche modo nel conoscere cosa veramente vorrete diventare. Tutto il resto è secondario."

A presto

sabato 24 febbraio 2007

Mark Twain

Pubblico una frase di Mark Twain che mi piace molto, letta sul ultimo numero di HackerJournal

"Tra vent' anni non sarete delusi dalle cose che avete fatto, ma di quelle che non avete fatto.

Allora levate le ancore, abbandonate i porti sicuri,

catturate il vento nelle vele.

Esplorate, Sognate, Scoprite"

domenica 11 febbraio 2007

Grazie Sara

Ciao a tutti.
Prima di leggere il post, leggetevi questo articolo che mi ha spinto a scriverlo.
http://www.repubblica.it/2007/02/sezioni/scuola_e_universita/servizi/bullismo-3/predappio/predappio.html

Letto??

Non si chiama Sara, essendo minorenne, il giornale ha messo un nome di fantasia.
Ma poco importa.

Vorrei ringraziarti, per il tuo coraggio.
Vorrei ringraziare i genitori, per il modo intelligente con cui hanno affrontato il problema.

Vorrei aggiungere qualche mia considerazione, serve a questo un blog.

Da diverso tempo, parlando con i miei due figli, leggendo, navigando, cercando di tenermi informato mi sto rendendo conto che stiamo sbagliando qualcosa.

Guardo i miei ragazzi, crescono sani, belli, non gli manca niente, o quasi niente, ma forse stiamo dimenticando, noi stessi per primi, e poi ai nostri figli di insegnare qualcosa di veramente importante.

Quindi leggendo l' articolo di Repubblica, e conoscendo i miei figli (che sono dei tipici adolescenti uno di 18 e l' altro di 15 anni),
mi chiedo se abbiamo spiegato abbastanza il significato e il valore di democrazia.

Se abbiamo parlato loro di cosa significa la mancanza di democrazia.

Se abbiamo spiegato loro cosa fosse un campo di concentramento.

Se abbiamo fatto capire cosa significasse in quei tempi, essere ebreo.

Se lo sappiamo, noi?????????

Se lo abbiamo chiarito a noi stessi!!!!

Perchè??

Perchè non è detto che non possano tornare tempi in cui un tiranno decida per tutti.

Perchè non è detto che io mi trovi dalla parte giusta, potrei essere per qualche motivo dalla parte di quelli che vengono perseguitati...

Ed allora ho deciso di trovare il tempo di farlo in casa nostra, partendo dal articolo di repubblica, e spiegando cosa significhi democrazia.

Spiegando che, nel caso di Sara, il problema non è andare a Predappio,
ma il motivo per cui si va a Predappio.

Mi spiego meglio, Predappio si trova in Emilia Romagna, vicino a Forli, ed è nota per aver dato i natali a Benito Mussolini.

Se visitare Predappio significa visitare un luogo storico, dopo averlo inquadrato nel contesto del epoca, aver parlato di cosa Mussolini e il fascismo hanno fatto di bene e di male, per trarne delle conclusioni ed evitare che nel futuro accadano errori fatti nel passato.

Questo è giusto.

Se la visita (attenzione, fatta con la scuola, privatamente ognuno fa quello che vuole!!), significa adulazione di un personaggio politico, senza spirito critico, senza la possibilità di valutarne gli aspetti positivi e negativi, e di formarsi una propria opinione allora questo è sbagliato.

Attenzione: lo stesso discorso è valido, se si dovesse visitare la citta natale di Lenin o di Stalin.

E allora "Grande Sara", perchè con il tuo coraggio, hai creato un caso, che permetterà ad ognuno di pensare, di parlarne, di confrontarsi, e trarre delle conclusioni.

Pensare, ad esempio che se fossimo in un regime "di sinistra" quei ragazzi "di destra", non avrebbero potuto andare a Predappio.

Pensare, ad esempio che se fossimo in un regime "di destra", forse Sara non esisterebbe perchè il nonno di Sara, sarebbe forse morto nel campo di concentramento, e lei non sarebbe mai nata.

Pensare che forse il più grande valore che abbiamo ereditato dai nostri nonni, è proprio la democrazia in cui viviamo.

Imperfetta forse, ma bella comunque perchè ognuno nel reciproco rispetto può dire e fare ciò che gli sembra più giusto.

Di nuovo, Grazie Sara

sabato 3 febbraio 2007

Sveglia!!!!!!

Ciao a tutti,

oggi ho finito di leggere il libro di Federico Rampini "L' impero di Cindia".
E desidero condividere con voi le mie impressioni.
Il libro mi è piaciuto molto, scorrevole e intrigante si legge (se l' argomento interessa) molto velocemente.
Lo consiglio calorosamente a tutti, perché gli argomenti trattati sono importantissimi, e toccano la vita quotidiana di ognuno di noi.
Questo libro parla dei cambiamenti sociali, economici e politici che stanno avvenendo in Cina, e in questo libro anche del India.
Detto cosi, sembra che parli di cose noiose e lontane dalla vita quotidiana.
Ma non è cosi. Infatti, quando al mercato vediamo una maglia di buona fattura a 5 €, o quando vediamo telefonini con ottime caratteristiche a 50-100 €, dovremmo farci alcune domande,
del tipo, chi li ha prodotti?? dove?? che impatto avrà sulla mia vita??
Leggendo il libro mi sono reso conto che quello che sta avvenendo e avverrà in questi due paesi, comporterà una svolta epocale rispetto a tutto quello che a cui eravamo abituati, ai nostri consumi, e la cosa più sbagliata da fare è (come sempre) non pensarci,non informarsi.
Si corre il rischio non essendo informati di ascoltare e fare proprie opinioni di altri, (spesso con interessi specifici), se non peggio di cadere nel razzismo che è sempre e comunque stupido.
Cina e India stanno crescendo economicamente moltissimo, la previsione di crescita del Pil Cinese 2007 è del 9,4%, quello del India del 6,3%, quello del Italia??? Solo 1,3%!!!
Per chi non lo sapesse il Pil è il valore complessivo dei beni e servizi prodotti all'interno di un paese in un anno. Serve a misurare la ricchezza prodotta in un Paese.
Si tratta quindi di economie giovani, molto attive in cui letteralmente milioni di persone passano da un economia di sussistenza a una società di tipo moderno con i relativi consumi e inquinamento.
E' che ci piaccia, o no, è inarrestabile.
Nel leggere il libro mi sono reso conto di quanto fragile e complessa sia la posizione del Italia come sistema-nazione.
Fragile, perché in molti settori ( per esempio auto, tessile) le nostre aziende sopravvivono grazie a norme restrittive delle importazioni imposte su pressione dei relativi settori alla Comunità Economica Europea.
Questo comportamento è certamente comprensibile (se lavorassi per una di queste aziende caldeggerei soluzioni di questo tipo, pur di salvare la mia occupazione), ma non funziona nel lungo periodo.
La globalizzazione, permette di avere una maggiore interconnessione tra le varie economie nazionali, e nel nostro piccolo quotidiano vuol dire che possiamo avere più scelta di beni, ad un costo minore.
Quindi ci sono vantaggi ( minore costo dei beni, perché prodotti in paesi in cui il costo del lavoro è molto più basso), ma anche svantaggi ( le aziende delocalizzano la produzione dei beni in paesi come Cina e India, perché da noi non conviene=maggiore disoccupazione).
La soluzione proposta da alcuni è quella di continuare ad imporre limitazioni al importazione di beni prodotti da quei paesi, ma secondo l' autore, e io condivido in pieno, non è la strada più giusta.
Decisamente migliore è quella di non competere in settori in cui il costo del lavoro incide fortemente perché persa in partenza ( il costo del lavoro è imbattibile da loro ),
e puntare su settori maturi con prodotti di alta qualità (moda, design), o su settori ad alta tecnologia (informatica, biotecnologie).
Per fare questo servono grossi investimenti nel istruzione, (più tecnici, più informatici, più laureati in materie scientifiche) e un mercato del lavoro più snello e flessibile in entrata e in uscita.
In poche parole, per concludere, la vedo dura per l' Italia, paese in cui l' obiettivo per molti è ancora il posto fisso statale.
Per concludere, consiglio caldamente di leggere questo libro.
Serve ad aprire gli occhi è focalizzare meglio quello che giorno dopo giorno succede attorno a noi, e appunto a darci la sveglia!!!!

sabato 6 gennaio 2007

La sottile linea rossa

Bentrovati a tutti e Buon 2007!!!!

Oggi è una giornata di festa: si festeggia l' Epifania.
La maggior parte delle persone ( me compreso prima di una ricerca) non sa però cosa si festeggia.
Si tratta di una festività cristiana, in essa si commemora:
il suo battesimo nel Giordano, l' adorazione dei Magi, e il suo primo miracolo.

Come dicevo in questo blog raccogliero i miei pensieri.
Ed infatti oggi vorrei parlarvi di religione, per lo meno della mia personale religione.

Premessa:
Sono nato cattolico, il che essendo nato in Italia, casa madre del cattolicesimo è quasi ovvio.
I miei genitori, come molti, mi hanno battezzato e spronato ad andare a messa, almeno la domenica. Ricordo con piacere che verso gli 8-9 anni andavo in chiesa volontariamente, e con estrema attenzione ascoltavo le parole del parroco.

In particolare una domenica ricordo di aver provato il forte senso di capire, al di la della parole del parroco, cosa significasse quello che ascoltavo, e di capirlo a fondo, e non viverlo come qualcosa che si fa' perchè tutti lo fanno, perchè sono nato cattolico, circondato da cattolici, e quindi perchè porsi il problema?

Di capire, veramente......

Beh, passarono gli anni, e non ho trovai nessuna risposta.
Forse, non ho fatto le domande alle persone giuste.
Forse, non ho fatto le domande giuste.

Crescendo, la domanda rimase, anche se meno impellente, meno urgente.
E verso i 17 anni, le risposte mi provenivano dalla scienza.
Con la caratteristica irruenza di quel età avevo solo certezze:
Dio non esiste, è chiaro.
La scienza spiega tutto, risolve tutto.

Verso i 19 anni ho grazie a mia moglie, che già ne faceva parte avuto modo di conoscere i Mormoni, e per circa 10 anni ne ho fatto parte.

E' stato per me un bel periodo, in cui la religione ha assunto un ruolo molto importante.
Durante questo periodo ho avuto modo di approfondire molto l' argomento e di farmi delle belle esperienze.
Ho avuto occasione di leggere molto la Bibbia, naturalmente il Libro di Mormon e di conoscere molte persone.
Le ricordo, chi più, chi meno, con grande piacere, e mi rendo conto che ognuna sia come esempio positivo che negativo ha contribuito a farmi crescere.

Oggi, dopo 10 anni da quando ne sono uscito dalla chiesa Mormone, non frequento nessuna chiesa, intendiamoci, mi sento bene, ma come è nella mia indole mi interrogo........

Su cosa?

Sulla religione, sulla necessità o meno, per me di aderire ad una religione, questo pensiero che sto scrivendo nasce da un esperienza che ho vissuto ieri.

Ho partecipato al funerale del padre di una mia cara collega, al inizio della messa abbiamo ascoltato della musica molto bella, che ha creato ( almeno per me ) una forte spiritualità, ma durante la messa poco a poco ho fatto fatica a seguirlo, attenzione il parroco era anche bravo, ma io non sentivo ( intendo nel animo ) le sue parole......

Guardavo, da lontano la bara e consideravo il fatto che prima o poi tocca a tutti, e ancora una volta dopo 32 anni, mi sono tornate le stesse domande, solo più articolate, grazie a molteplici letture e altrettante esperienze:

Cosa ci sarà dopo la morte? Da dove veniamo? Perchè siamo qui?

Ho bisogno di una religione??

Li conosco i miei pensieri, stanno li, sembra che non ci siano, li ho dimenticati pensi...
e invece..
Mi capita di essere occupato a fare altro e al improvviso, un flash, e riemergono,

uguali ma diversi,

uguale perchè mi riporta la stessa sensazione, lo stesso senso di ansia, lo stesso bisogno impellente di risposta;
diverso perchè si è ricombinato e spesso porta con se la soluzione, tutto appare più chiaro....

Infatti, oggi pomeriggio e riemerso e da qui il post che state leggendo.

E la risposta è chiara:
Credo di non avere bisogno di frequentare una religione, ma di essere più spirituale, si!!!

Chiarisco il mio pensiero, ogni religione, per lo meno quelle che io conosco asseriscono di essere nel giusto.
Quindi le altre sono nel errore.

Ogni religione ha delle regole, dei dogmi, delle credenze, degli obblighi, e appartenerci significa aderire ad esse, condividerle, conoscerle.

Queste regole, dogmi, credenze tendono spesso più a dividere che ad unire.

Di questo non ne ho bisogno!!!

Spesso quando siamo in una religione, quando facciamo quello che essa dice ci sentiamo bene, ci sembra di essere nel giusto. Ci sentiamo sicuri. La comunità stessa, gli altri cattolici, gli altri mormoni ci danno una sensazione di sicurezza.

Ma io credo che ( per lo meno per me ) non sia necessario, mi sono accorto in questi anni che in realtà la domanda da farsi non sia:

Quale è la chiesa giusta?

Ma piuttosto,

quanto sono giusto, quanto sto mirando al mio progresso spirituale?

il seguito... alla prossima puntata