mercoledì 11 aprile 2007

Niemoeller


Ieri ho letto su Repubblica un articolo che mi ha dato lo spunto per scrivere questo post, e vorrei parlarvene.

L' articolo parla indirettamente di Martin Niemoeller.
Era un pastore evangelico che fu' impigionato nel campo di concentramento di Dachau, per otto anni.




Questo per un sermone che fece infuriare terribilmente Hitler.

Leggete una sua citazione che mi ha colpito:

"Prima vennero per i comunisti,
e io non dissi nulla
perché non ero comunista.

Poi vennero per i socialdemocratici
io non dissi nulla
perché non ero socialdemocratico

Poi vennero per i sindacalisti,
e io non dissi nulla
perché non ero sindacalista.

Poi vennero per gli ebrei,
e io non dissi nulla
perché non ero ebreo.

Poi vennero a prendere me.
E non era rimasto più nessuno che potesse dire qualcosa"



La ho trovata molto bella, e piena di significato.
Parla di diversità e di rispetto reciproco.

Riflettevo infatti su come quando ero piccolo, era più facile.
Ricordo che la società, le persone, le regole del vivere comune
erano più chiare, più semplici, di certo non più giuste.

Oggi non è più cosi, e non sarà mai più cosi.
Le cose come è giusto che sia, cambiano.
Cio che non cambia, muore.

Oggi camminando nelle strade di casa nostra, vediamo persone di diverse etnie,
con abitudini, consuetudini e religioni diverse.

Il mondo, anche quello vicino a casa nostra è cambiato,
non si può fare finta di non vederlo.

E come tutti i cambiamenti a volte spaventa,
e quando si ha paura si cercano certezze,
spesso nel passato, nelle nostre vecchie e sicure abitudini,
ma è un errore.

Perchè il mondo non si ferma,
ed è complesso,
e non esistono soluzioni semplici a problemi complessi.

Io penso, che se non riconosciamo agli "altri",
qualsiasi essi siano, il rispetto e la tolleranza,
per la loro diversità, sia pur chiaramente nel rispetto di regole comuni
di convivenza

Verra un giorno che gli "altri" saremo noi,
e quando verranno a prenderci,
non sarà rimasto nessuno per dire qualcosa.