sabato 20 ottobre 2007

Ti ricordi di quando si poteva avere un Blog??

DSCF0543 Vorrei che venisse data massima diffusione nel mondo dei blogger a questa notizia:

Più che le mie parole, per capire bene vorrei leggeste la chiarissima esposizione di Paolo Andreis su Punto Informatico

Su Repubblica il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Ricardo Levi precisa che:

"intenzione dell'esecutivo "è promuovere la riforma del settore dell'editoria, a sostegno del quale lo Stato spende somme importanti", per "tutelare e promuovere il pluralismo dell'informazione". Nessuna intenzione "di censurare il libero dibattito" ma quella di "creare le condizioni di un mercato libero, aperto e organizzato". In programma, a questo scopo, l'abolizione della registrazione presso i tribunali, finora obbligatoria per qualsiasi pubblicazione, sostituita "dalla registrazione presso il Registro degli operatori della comunicazione tenuto dal Garante per le comunicazioni". Levi insiste: "Con l'obbligo della registrazione non pensiamo al ragazzo che realizza un sito o un blog ma a chi, con la carta stampata, e con internet, pubblica un vero prodotto editoriale e diviene un autentico operatore del mercato dell'editoria".

Ma il risultato del provvedimento è lo stesso, se non viene scritto a chiare lettere che non riguarda come dice Ricardo Levi  "il ragazzo che realizza un sito o un blog" si rischia cosi di dover registrare qualsiasi blog, anche questo blog simpaticissimo, almeno che non ci si registri al Registro degli Operatori Comunicazioni con relativo esborso e responsabilità penali.

Vorrei anche che leggeste sul blog di Beppe Grillo il suo intervento del 19 ottobre 2007 intitolato: La legge Levi-Prodi e la fine della Rete, scrivendo le Vs. o meglio le ns. ragioni al ministro.

Anche se Grillo a volte lo trovo eccessivo.

Era proprio necessario definire Levi  "perfetto paraculo prodiano".

Avrà avuto oltre 9000 commenti riguardo al post (anche il mio), ma non riesco ad identificarmi con lui.

E' impossibile fare critica costruttiva senza offendere?

Grazie dell' attenzione

giovedì 18 ottobre 2007

Il coraggio e dintorni

DSCF1240 Colgo l' occasione dopo aver letto e commentato un post della mitica Curly, per esporre alcuni miei pensieri sul argomento.

E' tali sono, pensieri. Quindi qualsiasi commento e suggerimento è ben accetto.

Curly, si indigna giustamente per quanto detto dal giornalista del Dolomiten.

Ma la storia, nasce da più lontano e merita qualche riflessione.

Prima leggetevi questo articolo, serve a capire meglio la realtà locale.

Ne cito i passaggi più importanti

" Al di sopra degli 11 anni la larghissima maggioranza ha un rapporto con l’alcol: l’80,8 per cento"
"La provincia di Bolzano è terzultima nel consumo giornaliero. Bevono quasi tutti, ma solo in certe occasioni. E allora si va pesante"
"Bere troppo fino a stare male.
L’Alto Adige è primo tra chi si è ubriacato almeno una volta in un anno (19,9 per cento, contro la media nazionale dell’8,4), è basso in classifica nella categoria 1-3 volte (36,5 contro media nazionale del 51,4) e 4-6 volte all’anno.
Si torna a numeri alti quando si parla di eccessi frequenti. Gli altoatesini sono terzi nel gruppo di chi si è ubriacato 7-13 volte in un anno con il 16,9 per cento (dopo Trento e Friuli) e di nuovo primi tra chi ammette oltre 12 ubriacature all’anno: il 13,4, praticamente il doppio della media nazionale del 6,7."

Come detto sopra corrisponde, purtroppo, perfettamente alla realtà locale.

Lo dico, con cognizione di causa. E con preoccupazione.

Ho due figli adolescenti, uno di 19 anni, e l' altro di 15.

Sono due ragazzi splendidi, con tutte le problematiche di questa bellissima-maledettissima età che si chiama adolescenza.

Una di questa problematiche, forse la maggiore localmente, non nascondiamocelo, si chiama alcool.

Ho, attraverso i miei ragazzi, e i loro amici, avuto modo di tastare "con mano" il problema.

Attenzione, non parlo di bere qualcosa quando si esce.

Ma di uscire PER UBRIACARSI!!!!!!

L' assessore Theiner dice:

"Credo nelle nostre campagne per giovani e adulti che mirano a invertire, non purtroppo in un mese o in un anno, una tendenza culturale così forte"

Perchè di questo si tratta di una TENDENZA CULTURALE.

E' accettato, è tollerato, che ci si ubriachi, ragazzi e ragazze indistintamente, adulti, per dirla in maniera semplice è normale. E non dovrebbe esserlo.

E come dice Theiner su questo piano dovrebbe essere combattuta, sul piano culturale.

Il piano culturale su cui affrontare la questione è secondo me quello del CORAGGIO. Coraggio di essere diversi.

Ubriacarsi non serve, non fa' bene è DISTRUTTIVO, è FACILE. Ci vuole coraggio a fare il contrario.

Ci vuole invece un gran coraggio nella vita, non parlo del coraggio di fare qualcosa di estremo, ma quello (più difficile) necessario a fare la scelta giusta, a dire la cosa giusta.

A darsi un limite, e rispettarlo.

I ragazzi e gli adulti che si ubriacano, non hanno coraggio.

Le leggi che proibiscono l' uso di alcune sostanze (droghe, limitazioni al uso del alcool) sono utili, ma non sono la soluzione.

Solo e quando passerà un modello CULTURALE per cui è disdicevole UBRIACARSI, allora il fenomeno si ridimensionera.

Fino a che i genitori che vanno a prendere il proprio figlio in ospedale con un tasso alcolico da come etilico, vedranno il comportamento del figlio come una marachella allora nessuna legge sarà efficace.

Perchè anche a questi genitori, secondo me, manca CORAGGIO.

Io intendo il CORAGGIO di cercare di migliorarsi, giorno dopo giorno, di non accettare di essere meno di quello che potremmo essere.

Non è semplice.

Io ci sto provando.