giovedì 8 novembre 2007

Ma cosa posso farci?

DSCF1248 Stamane ho accompagnato mio figlio più grande a togliersi un dente del giudizio, e visto che l' attesa era lunga mi sono comprato La Repubblica e il Corriere della Sera.

Tra i tanti ho letto un articolo, che parla per l' ennesima volta dei problemi ambientali, economici e sociali che ci aspettano.

Vi chiedo di leggerlo prima di leggere il resto del mio post.

Ma vi riassumo qui i concetti principali:

Il petrolio sta aumentando vertiginosamente, oramai è arrivato a 100 dollari il barile. La causa oltre che la speculazione, è dovuta al desiderio che si sta materializzando per tre miliardi e mezzo di cinesi e indiani di vivere meglio, di passare dalla fame a modi di vivere più occidentali.

Rampini scrive: Gli equilibri geopolitici, la sicurezza interna dei nostri paesi, la stabilità e la pace sono minacciate. Da una parte Cina e India si affacciano con piglio sempre più aggressivo in Medio Oriente, Africa e America latina a contenderci le stesse fonti di approvvigionamento da cui dipendiamo; d'altra parte la nuova ricchezza finanziaria generata dalla penuria energetica andrà a concentrarsi in zone come il Golfo Persico dove il fondamentalismo islamico è terreno di coltura del terrorismo.

L'aumento delle temperature scioglie i ghiacciai dell'Himalaya che alimentano i grandi fiumi d'Oriente. Desertificazione, diminuzione delle terre coltivabili, penuria d'acqua, aprono scenari di crisi alimentari che possono sfociare su conflitti armati, in zone ad alta densità di eserciti e testate nucleari.

Non siamo al riparo noi, vista la rapidità con cui il nuovo inquinamento made in Cindia arriva nei nostri cieli o sulle nostre tavole.


Il rapporto dell'Aie è un antidoto all'egoismo dei paesi ricchi. Riconoscere il peso esorbitante di Cindia nei consumi energetici e nell'effetto-serra, non significa che spetti solo a quei paesi prevenire il disastro. L'Aie ricorda che "le emissioni carboniche pro capite della Cina nel 2030 raggiungeranno solo il 40% di quelle degli Stati Uniti,

ogni italiano col suo tenore di vita continua e continuerà a emettere molti più gas carbonici di un cinese o di un indiano. Ai paesi dove si concentra la maggior parte della popolazione mondiale non si può chiedere di bloccarsi. I primi a inquinare siamo stati noi, continuiamo a farlo - pro capite - molto più di loro, l'aspirazione al benessere non è un nostro monopolio.

Il rapporto dell'Aie è categorico:

"Bisogna attuare immediatamente misure politiche e trasformazioni tecnologiche senza precedenti".

In ordine di efficacia gli interventi da privilegiare per l'Aie sono "efficienza e conservazione dell'energia; sviluppo del nucleare e delle fonti rinnovabili; diffusione delle tecnologie per un carbone pulito".

Quando leggo notizie come queste, penso alla mia vita, un lavoro, due figli adolescenti, una moglie e giornate che trascorrono velocissime.

Intanto il mondo, il mio mondo, il mio unico mondo va in questa direzione, avvengono avvenimenti che sfuggono completamente alle mie possibilità e mi chiedo se sia possibile fare veramente qualcosa.

Avete letto Rampini, in futuro le cose non andranno meglio se non vengono da subito prese iniziative serie per cambiare le cose.

Ma io cosa posso fare?

Cerco di fare raccolta differenziata, di spegnere la luce dove posso, cammino a Bolzano e uso la macchina il meno possibile, ma leggendo articoli come questo mi sento come se cercassi di svuotare l' oceano con il cucchiaino.

Dovrebbero essere il compito dei politici, ma basta vedere come si comportano su argomenti meno importanti, dove non riescono a trovare un terreno comune per lavorare sul bene del Italia, nemmeno sulle cose più ovvie.

Immaginiamoci su argomenti come questi dove bisogna cambiare, subito, e probabilmente sarà difficile.

Provo preoccupazione, frustrazione ma anche rabbia.

Rabbia, nei confronti di noi italiani, che considero come degli eterni adolescenti.

Rabbia, se penso a questa nazione l' Italia, e a come circa 20 anni fa' hanno detto no al nucleare, (hanno perchè io votai Si), nel frattempo sono passati 20 anni, e non siamo andati in nessuna direzione, tutto è rimasto uguale, tranne il costo del petrolio.

E non era imprevedibile.

Rabbia se penso a cari amici che allora si dichiaravano contro il nucleare, e non si rendevano conto che per un paese come l' Italia senza fonti energetiche era l' unica possibilità di salvezza, economica e ambientale, e cercano oggi nuovi colpevoli, nuovi responsabili (i cinesi e gli indiani, come si permettono di voler vivere meglio?!).

Rimango, tristemente con la mia domanda:

Ma io cosa posso fare?

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