venerdì 28 dicembre 2007

Recensione: L' ombra di Mao

Mao

E con questo fanno tre.

Infatti, è il terzo libro che leggo in breve tempo di Federico Rampini. L' argomento è ancora quel continente inesplorato (almeno per me) che si chiama Asia; dove stanno avvenendo cambiamenti epocali che condizionano, e condizioneranno sempre di più la nostra vita quotidiana nel immediato e nel lontano futuro.

Rampini questa volta parla di Mao, e il libro, come gli altri due è molto bello, piacevole da leggere.

Mao è stato il leader politico della Cina per quasi 30 anni, la sua personalità ha condizionato nel bene e nel male, la storia recente della Cina.
Quello che la Cina è oggi, in positivo e negativo, è la conseguenza delle scelte e della volontà di Mao e dei suoi successori.

Questo libro mi ha permesso di capire meglio fatti accaduti quando ero un bambino, e poi adolescente; ne ho capito le ragioni, e di giudicarli liberi dal ideologia. 
Mi ha permesso inoltre di capire meglio la figura di quest' uomo, che come tutti i grandi leader ha avuto pregi e difetti.

Non è una biografia, è scritto in modo che i fatti  della storia, si incrocino con la vita quotidiana dei cinesi di oggi, dimostando la stretta correlazione tra le scelte del passato e la Cina di oggi. 

Lo considero un buon libro.

Io giudico i libri buoni da quelli cattivi, dal potere che hanno una volta finiti, di lasciarmi con altre, nuove domande, e la voglia di cercare in altri libri le risposte.

E questo libro è sicuramente buono, la domanda principale che mi ha lasciato è:

Grandi fenomeni storici come il Grande Balzo in avanti (leggetevi il libro o se siete pigri Wikipedia), oppure come la Rivoluzione Culturale hanno provocato milioni di morti.

Per non parlare di personaggi come Pol Pot, che in circa tre anni ha ridotto la popolazione del proprio paese di un terzo, torturando, uccidendo tra i due e tre milioni di cambogiani.

Il tutto, in nome di ideologie, che nei principi, nascono per migliorare l' uomo, partendo spesso da condizioni  difficili, drammatiche, e poi arrivano a risultati peggiori di quelli iniziali.

Ma, la domanda valida per quei tempi, per quelle terre, ma valida anche e sopratutto  per il nostro tempo, per le nostre terre, (non scordiamoci che abbiamo avuto nella civiltà occidentale il Nazismo e il Fascismo) è questa:

Ma come sono potute avvenire cose simili?

L' uomo della strada, io, voi, l' uomo medio dove era?

A cosa pensava? Cosa desiderava?  Cosa vuole la maggioranza silenziosa?

Esiste un limite nel mio, nel nostro animo, invalicabile, di rispetto per la vita umana, per cui qualsiasi ideologia passa in secondo piano, ed evita stragi di milioni di persone?

Rischiamo di imbambolarci per qualchè prossima ideologia?

Potremmo evitare i prossimi milioni di morti? 

1 commento:

  1. L'ho inserito nella mia wish list su anobii.com! grazie!

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