lunedì 29 dicembre 2008

Recensione: Centomila Punture di Spillo di Carlo De Benedetti e Federico Rampini

Ho finito il quarto libro di Rampini e ancora una volta mi trovo soddisfatto di averlo letto.

Anzi lo consiglio vivamente a tutti, tanto che tempo fa, su Facebook ho detto che il capitolo uno del libro: "La breve storia di Pantalone" dovrebbe essere messo come lettura obbligatoria a scuola.

Il libro parte raccontando la Storia d' Italia dagli anni 50-60 ad oggi, aiutando il lettore a comprendere come siamo arrivati  ai problemi che bloccano attualmente l' Italia nella crescita economica e sociale.

Spiega ad esempio, sommariamente ma con chiarezza come siamo arrivati ad avere un debito Pubblico pari al 104% del Prodotto Interno Lordo, e di come anche se questo rapporto è in discesa (per fortuna), continuamo in valore ad aumentarlo.

Il libro poi continua spiegando quali sono i punti di forza per affrontare in maniera vincente le sfide della globalizzazione, e i casi di imprese o persone italiane che hanno saputo affrontarle e vincerle.

Conclude poi parlando dei pericoli, delle difficolta' presenti nel mondo e invitando nel ultimo capitolo a cominciare in attesa che la politica si svegli e cominci a cambiare questo paese, a cambiare partendo da noi stessi (le centomila punture di spillo appunto).

Come detto prima il libro mi è piaciuto, e anche molto. Lo consiglio moltissimo e a tutti, permette di "aprire gli occhi" su quello che sta succedendo nel mondo e di capire.

Sembra poco, ma la mia personale opinione è che la maggior parte delle persone, anche con una certa istruzione non ha capito nulla di quanto sta avvenendo.

Si eviterebbe cosi di ascoltare, come mi accade sempre troppo spesso, i classici discorsi "da bar" (dove tutti hanno la soluzione ai problemi del mondo, e si stupiscono che è cosi facile, perchè non lo fanno!!!),  su immigrazione, cina, crisi economica, ecc.

Questo libro come molti altri del genere puo'  aiutarci a capire come stanno le cose e pretendere che le cose cambino, altrimenti che lo vogliamo o meno la nostra vita quotidiana cambiera', e non capiremo il perchè lasciando spazio anche nella nostra mente a estremismi che hanno fatto danni nel secolo scorso e portato a fatti storici che non vorrei vedere o vivere in prima persona.

Concludo con una bellissima frase presente nel libro.

"Le centomila punture di spillo sono semplicemente chi impara una lingua straniera in piu', magari il cinese, il russo o l' arabo."

giovedì 25 dicembre 2008

Buon Natale

 

Buon Natale a tutti quanti.

sabato 6 dicembre 2008

Dubbi

 

Come sicuramente vi sarete accorti nel mondo e particolarmente in Italia, viviamo dei momenti veramenti difficili sotto molti aspetti, quali quello economico, sociale e politico.

In questa fase vanno prese decisioni a livello politico ed economico che se non decideranno, sicuramente indicheranno la strada di quello che saremo noi tutti "da grandi".

Ho letto infatti con grande piacere, che tra le intenzioni di Obama c'è quella di investire con decisione ingenti risorse economiche verso l' ambiente e tutto quanto ne è legato, questo per ovi motivi (forse è il caso di inquinare meno, che ne dite?).

Ma non è solo un impeto di ambientalismo a guidare queste scelte, in effetti anche in questo ottimo articolo del Corriere della Sera, si parla di una possibile "terza rivoluzione industriale" legata allo sviluppo di teconologie legate al ambiente.

Chiaro che se cosi fosse ne conseguirebbe un forte sviluppo economico con conseguente aumento di posti di lavoro e crescita del Pil.

Mi stupisce a questo punto, la posizione del governo italiano rappresentata dal Ministro Prestigiacomo alla conferenza di Poznan, (in sostanza dice che costerebbe troppo alla nostra industria e che comunque se le grandi economie tipo Cina, India e Usa non lo fanno serve a poco) e le scelte fatte dal Ministro Tremonti  in merito alle detrazioni per chi fa' per la propria casa scelte tese a renderla ecologicamente piu' efficente (che di fatto ha reso molto piu' difficile avere la detraibilità di quanto speso in questo settore).

Capisco chiaramente che le condizioni (disastrate) delle nostre finanze pubbliche non permettano molte iniziative, pero' mi chiedo:

Ma noi come "Sistema Italia" rappresentato da tutta la nazione, non  riusciamo mai a prendere il treno dello sviluppo in tempo?

Ci siamo persi la seconda rivoluzione industriale (l' informatica) e ora chiaramente ci attrezziamo per perdere la terza?

E' pazzo Obama a fare scelte di questo tipo? O come sempre mentre il Titanic Italia si inclina sempre di piu' pensiamo che comunque ci salveremo perchè siamo i piu' simpatici?

Forse non era il caso di lasciare perdere per esempio Alitalia, e puntare sul ambiente?

Mah? Boh?

mercoledì 19 novembre 2008

Sondaggio

 

Oh, chiaro Silvio, non ti voto, le tue idee non mi piacciono.

Ma devo dire che la cosa comincia a intrigarmi, curioso come sono, mi chiedo:

Ma al prossimo incontro con un capo straniero cosa farai?

No, no, no non me lo dire mi piacciono le sorprese.

Secondo voi che ci combina??

Godetevi Crozza TROPPO MITICO!!!

domenica 16 novembre 2008

Recensione: L' Audacia della Speranza

Ho appena finito di leggere il libro "L' Audacia della Speranza", scritto nel 2006 da Obama, l' attuale presidente degli Stati Uniti.

Vi consiglio vivamente di leggerlo (sto seriamente pensando di regalarlo a Natale a tutte le persone intelligenti che conosco), per capire meglio quest' uomo, per capire cosa è successo negli Stati Uniti, per capire cosa, (speriamo) potra' succedere.

Il libro è diviso in 9 capitoli divisi per argomenti, nei quali Obama con semplicità e concretezza parla di se stesso, della sua vita, delle sue scelte, di quello che è e vorrebbe fare.

E' un uomo migliore di me, ma è semplice. E' un uomo di sinistra, o come direbbero loro liberal, ma della sinistra che mi piace, e da cui da sempre mi sento attratto, di quella sinistra che conosce il mondo, e vede quanto vi è di brutto, e non smette mai di sognare un mondo diverso, e di provare a cambiarlo, e non accetta di chiudere gli occhi e girarsi dal altra parte. 

Ma di quella sinistra pragmatica che sa scendere a compromessi con i propri sogni e i propri ideali, per realizzare soluzioni imperfette certo, ma che costruiscono giorno dopo giorno un mondo piu' giusto.

E' un uomo che si rende conto della complessità del mondo attuale, e sa che non esistono soluzioni facili a problemi complessi, e che gli slogan e le ideologie del passato che ci hanno portato (spesso bene fino a qui), non sono la strada per il futuro.

Non appare un uomo immobile, un intellettuale astioso che ha capito tutto, ma non riesce a decidere.

Mi ci ritrovo in pieno, mi piace il suo modo di affrontare i problemi, non evitandoli, non cercando una facile retorica, non dando sempre la colpa agli altri.

Mi attrae la sua capacita' di ascoltare, di essere convinto delle proprie ragioni, ma di lasciare una porticina aperta per il dubbio, che forse qualcosa possa essere sfuggita e di non aver capito bene.

Come ho detto piu' volte temo per la sua vita, per il fatto che ci sono persone che non gli perdonano il colore della pelle, per il fatto che se riuscira a portare avanti anche solo un decimo delle sue idee, portera' ad un cambiamento profondo nella società americana e quindi mondiale.

Intendiamoci, non cambiera tutto, andremo ancora a lavorare, a combattere giorno per giorno, per sopravvivere e portare avanti decentemente il nostro vissuto quotidiano, ma qualcosa (spero) cambiera' li lontano negli Stati Uniti, e forse il movimento sara' impercettibile.

Ma in questo libro, di quest uomo che ora è l' uomo al comando della nazione piu' potente della terra ho scoperto una persona, curiosa, intelligente, e semplice.

Ho seguito Dukakis, Clinton, Reagan, i vari Bush, Kerry, Gore, ma questa è una persona che inviterei volentieri una serata a cena a casa mia, con la quale parlare e condividere i pensieri, i dubbi, le angosce.

Il libro ha al inizio una prefazione a cura di Walter Veltroni, e questo mi fa' pensare alla situazione politica in Italia (decisamente penosa) dove ancora stiamo a battibeccare e a darci dei comunisti o fascisti.

Quando saremo noi italiani in grado di eleggere il nostro Obama?

Negli Stati Uniti, il paese dello schiavismo, il paese del Ku Klux Klan, sono riusciti a cambiare a tal punto da eleggere un presidente di pelle nera.

Per non parlare della situazione politica locale, dove si discute e si manifesta per dei monumenti.

Quanto lontana è l' America? Quanto sono lontani i suoi richiami a soluzioni condivise?

e si rafforza sempre di piu' in me il concetto per cui questi cambiamenti partono dal basso, dentro me stesso, e forse gli americani avevano toccato il fondo, ed ora dal fondo quest' uomo gli sta chiedendo di alzarsi e di cominciare un cammino.

Io credo, per quanto vedo intorno a me, che ancora in Italia non siamo pronti, forse ancora non abbiamo toccato il fondo, ancora non ci facciamo le domande giuste, ancora non pretendiamo dalla nostra classe politica quello che in fondo non vogliamo..... (il cambiamento).

venerdì 7 novembre 2008

"Giovane, bello, abbronzato"

Dai diciamolo, a volte può capitare.

E' capitato anche a me, vuoi dire una cosa, e te ne esce un altra.

E anche al Presidente Berlusconi è capitata la stessa cosa, capita.

Poi l' intelligenza e l' umiltà fanno si che uno si accorge del errore, e chiede scusa.

Che ne so, dice:

"Scusatemi, io intendevo dire questo, ma a posteriori mi rendo conto che le parole che ho usato lasciavano intendere altro."

Cose come queste fanno grandi gli uomini.

Ripeto, capita.

Ma considero grave quello che sto leggendo detto dopo la frase incriminata.

Riporto dal Corriere

«Perché c'è qualcuno che ha obiettato? Uno può sempre prendere la laurea del coglione quando vuole. Se uno vuole prendere una laurea pubblica ogni occasione è buona. Io - ha concluso il premier - mi sono veramente rotto e dico quello che penso»."

Non la ha detta vero? Spero che si siano sono inventati tutto i giornalisti.

Ecco se la avesse detta signor Presidente, mi permetta, lei rappresenta l' Italia e non può dire quello che pensa come se fossimo al bar.

Puo sbagliare (capita) e correggersi (fa grande l' uomo), ma non può dire quello che pensa cosi liberamente.

Politicamente non mi riconosco nelle sue politiche, piuttosto in quelle del PD (non mi dia del comunista, che mi arrabbio - vede come si fa', mi veniva incazzo - ma è molto meglio arrabbio, basta stare attenti!!).

Le faccio un esempio, se non sbaglio (non la ho mai conosciuta di persona), lei non è molto alto. Eppure quando uno di idee politiche diverse dalle sue la definisce "un nano", io mi in...ehm arrabbio.

Perchè non è corretto, lei ed io abbiamo idee diverse ma comunque merita il mio rispetto.

Quindi Presidente battuta infelice, ok.

Ma non persista, ci provi, lo dica, ho sbagliato, e che sarà mai ammetterlo.

Ah, dimenticavo Presidente Berlusconi.

Obama oltre a essere "giovane, bello e abbronzato" è pure molto preparato e intelligente e ha delle idee che mi piacciono tantissimo.

E riporto qui la parte che piu' mi piace da pagina 56 del libro di Obama che sto leggendo:

"Forse hanno ragione i critici. Forse non c'è via d'uscita alla nostra grande divisione politica, un infinito scontro armato, e ogni tentativo di cambiare le regole della partecipazione è futile. O forse la banalizzazione della politica ha raggiunto un punto di non ritorno tale che molte persone la vedono solo come un diversivo e nient'altro, uno sport, con i politici come gladiatori panciuti e i simpatizzanti semplici tifosi a bordo campo: ci dipingiamo le facce di rosso o di blu, inneggiamo ai nostri e fischiamo i loro, e se ci vuole un ultimo punto o un colpo basso per battere l'altra squadra, ebbene sia, perché l'importante è vincere.

Io però non la penso così

. Là fuori ci sono, penso tra me, quei cittadini comuni che, cresciuti in mezzo a tutte le battaglie politiche e culturali, hanno trovato un modo - nelle loro vite, almeno - per fare pace con i loro vicini e con se stessi. Immagino il bianco del Sud che crescendo ascoltava suo padre parlare di «negri», ma che in ufficio ha fatto amicizia con un ragazzo di colore e sta cercando di insegnare qualcosa di diverso a suo figlio, e pensa che la discriminazione sia sbagliata ma non vede perché il figlio di un dottore di colore dovrebbe essere ammesso alla Facoltà di legge prima del suo. O l'ex Black Panther che ha deciso di entrare nel mercato immobiliare, ha comprato qualche edificio nel vicinato ed è stanco degli spacciatori di droga di fronte a questi palazzi quanto lo è dei banchieri che non gli concedono un finanziamento per espandere la sua attività. La femminista di mezza età che ancora piange sul suo aborto e la donna cristiana che ha pagato per l'aborto della figlia adolescente, e il milione di cameriere e segretarie temporanee, di infermiere e cassiere del supermercato che ogni fine mese trattengono il fiato nella speranza di avere abbastanza soldi per mantenere i figli che hanno messo al mondo.

Immagino che tutte queste persone stiano aspettando una politica che abbia la maturità di bilanciare idealismo e realismo, di distinguere tra quello su cui si può o non si può venire a patti, di ammettere la possibilità che l'altra parte possa avere ragione qualche volta. Spesso non capiscono le controversie tra destra e sinistra, conservatori e liberai, ma riconoscono la differenza tra dogmatismo e senso comune, responsabilità e irresponsabilità, tra le cose che durano e quelle che passano.Sono là fuori, in attesa che repubblicani e democratici li raggiungano".




Quindi Presidente Berlusconi, secondo me, si scusi.



E caro Veltroni, ok Berlusconi ha sbagliato, ma andiamo avanti.



Negli Stati Uniti sono riusciti a eleggere un presidente nero, da noi possiamo vedere maggioranza e opposizione lavorare



INSIEME per il bene del paese?




Vi diro una cosa, Presidente Berlusconi e On. Veltroni, comincio a invidiare gli americani

mercoledì 5 novembre 2008

Yes they can (si loro possono)

 

Stanotte causa un colpo d' insonnia alle 2.00 ero in piedi, e dopo essermi girato e rigirato nel letto mi sono arreso e alzato per seguire dal mio pc attraverso il sito della CNN le elezioni americane.

Devo dire la verità, speravo vincesse Obama, ma non credevo che lo avrei mai visto nella mia vita, e per un attimo ho pensato davvero, che tutto è possibile.

Mi ha fatto un gran piacere, per diversi motivi.  Ma provo per lui anche tanta pena.

Ecco le mie riflessioni:

 

1) Secondo me il mondo è messo male, talmente male, che le aspettative della gente nei suoi confronti sono elevatissime, e chiaramente Obama non può dal oggi al domani soddisfarle, forse nemmeno in quattro anni.

Quello che può fare, è prendere la barra e invertire con determinazione, ma con delicatezza, la rotta perchè sia chiaro che la direzione verso cui stiamo andando ci porta verso qualcosa di gia' visto, e di non piacevole.

2) Ho sinceramente paura per lui, altre persone hanno usato le stesse parole, indicato la stessa direzione, e poi sappiamo come è finita.

Perchè il "Change", non si esaurisce con l' elezione, ma riguarda tutti, ogni persona d' ora in poi.
Lui da solo non potra' fare niente, il "change" riguarda ognuno di noi, quotidianamente.

Ed è la cosa più difficile del mondo, perchè il "change" fa' male, ti da fastidio, devi cambiare, mollare le tue abitudini, che credevi giuste, che forse erano giuste, ma cambiare fa' paura.

Tanta paura. E alle persone puoi chiedere tutto, ma di cambiare questo, no.

3) sto leggendo il libro scritto da lui, è un uomo abile. Anche Mc Cain, ma Mc Cain assomiglia troppo a quello che gia' viviamo e in cui ho vissuto (bene) i miei primi 43 anni, ma bene e per sempre non vanno d' accordo, e se ancora non ve lo hanno detto, la fuori, fuori dal cortile di casa, intesa come casa, comune, provincia, o nazione sta cambiando tutto.

E bisogna capire cosa sta succedendo, leggere, documentarsi perchè comunque cambiera, anche se non lo vogliamo, e servono uomini che adottini

 

SOLUZIONI COMPLESSE A PROBLEMI COMPLESSI,

NON ESISTONO SOLUZIONI FACILI PER PROBLEMI COMPLESSI

4) il colore della pelle conta, e il fatto che lui sia di pelle nera e sia stato eletto conta il doppio.

E' tragico, ridicolo dirlo, ma è cosi, lui per il colore della sua pelle non deve dimostrare niente, solo di essere un buon presidente.

Se è esistito un problema di pelle, di razza, la colpa è nostra, non sua. In America hanno dimostrato che il "Change" nella testa delle persone in questo senso è possibile, ora Obama è presidente.

Concludo con il titolo:

non yes we can (si noi possiamo), ma yes They can (si loro possono), perchè credo che siamo davvero al anno zero in Italia, e da qui dobbiamo partire.

e per farvi capire vi prego di leggere qui, e ditemi che non è vero, che non lo ha mai detto, nemmeno se non intendeva dire questo.

(P.s. Grazie ministro Maroni, non condivido la sua parte politica, ma in questo caso le sue sono parole giuste)

e poi mi permetto di linkare un post triste ma significativo di un blogger che leggo con attenzione, perchè in questo caso ha davvero ragione, rappresenta dove siamo e bisogna capire che per noi il "change" parte da qui.

Si, perchè non tocca a Obama fare il "Change", tocca a noi cambiare, ognuno di noi, oggi, nelle proprie case, negli uffici, togliendoci il vestitino comodo delle ns. certezze e mettendoci in discussione, leggendo, confrontandoci.

Cominciando a mettere in primo piano il rispetto per chi è diverso da noi.

Cominciando a chiedere soluzioni che siano condivise e non contro qualcun' altro, ma con qualcun altro.

Sono ingenuo? Forse!!!

Ma ho visto eleggere un presidente di colore, comincio a credere che tutto sia possibile......................

YES WE CHANGE

 

domenica 2 novembre 2008

Recensione: Il matematico impertinente di Piergiorgio Odifreddi

Riflettevo sulla strana sensazione che provo quando finisco un libro.

Lo chiudi e sai che probabilmente non lo riprenderai piu' in mano, certo quello che hai letto ti rimane, spesso ti ha cambiato, magari poco, ma ti ha cambiato, ma difficilmente lo riprenderai in mano.

E' un addio, più che un arrivederci.

Il libro che ho letto "Il matematico impertinente" di Piergiorgio Odifreddi è sicuramente un libro da arrivederci, di quelli che finiti ti costringono a tornarci.

Il libro è una raccolta di articoli e  brevi saggi, divisi in 6 categorie: Storia e Politica, Religione, Lingua e Letteratura, Logica, Matematica, Scienze.

In questi saggi attraverso interviste vere o inventate a personaggi che hanno lasciato il segno nella nostra epoca, o parlando di argomenti di attualita' o di domande irrisolte dal uomo nei secoli, evidenzia e approfondisce aspetti che troppo spesso lasciamo per scontati, immersi come siamo in certezze, che in verità poi certezze non lo sono......

Il punto centrale del pensiero del autore è che la scienza e la matematica sono nella nostra cultura preminenti, e ampiamente sottovalutate rispetto ad altre discipline, e che se piu' studiate e comprese molti grossi problemi sociali, religiosi, sarebbero evitabili.

In questo, non posso che dargli completa ragione, ma devo dire in completa onesta, che io per primo, faccio fatica a fare mio questo atteggiamento.

Non penso che la soluzione sia tutta li.

Infatti rimango davvero stupito, e emozionato, quando (cerco) di aiutare mio figlio nello studio di Biologia e Chimica, e nello scoprire la perfezione, e la meraviglia del comportamento della materia vivente.

Ma proprio a questo punto in cui la scienza, mi colpisce e stupisce, ecco che dalla finestra rientra Dio, 
perchè hai l' impressione che abbia lasciato piccole, flebili tracce in ogni cosa, in ogni creazione.
(Nota bene: Dio non le religioni, le quali meriterebbero un post a parte, e Dio, non il Dio di una religione)

E non riesco quindi ritrovarmi completamente nel pensiero del autore. 

Il libro in alcuni punti, sopratutto quando parla di Matematica e Scienze è un po' difficile, e nel leggerlo richiede una particolare attenzione, ma nel suo complesso lo trovo decisamente buono, e sara' uno di quei libri che prenderò in mano spesso per successivi approfondimenti come con una guida.

Ne consiglio la lettura, proprio perchè stimola a confrontarsi con se stessi, e spesso ti può fare sentire a disagio, il che è buon segno, vuol dire avere la necessità di andare più a fondo e capire/capirti meglio, cercando magari di cambiare il proprio modo di osservare le cose, e non darle per scontate, cosa che davvero oggi, richiede un gran coraggio.

lunedì 27 ottobre 2008

Guardando indietro e quello che io vorrei

 

Ho letto ieri una dichiarazione del ministo della Difesa Ignazio La Russa, che mi ha fatto riflettere e venire la voglia di scriverci su.

Come sempre rappresenta solo il mio punto di vista, difatti il sottotitolo del mio blog è: Il mondo visto da Max.

Il ministro della Difesa Ignazio La Russa ha dichiarato che gli piacerebbe fosse imparata e cantata nelle scuole " La canzone del Piave" come momento di memoria.

Qui potete trovare il testo della canzone del Piave

Ne capisco le ragioni, e in parte le condivido, (quando parla di memoria e di aggregazione) visto che da quello che so anche mio nonno paterno arrivo fino a Rovereto dal lontano Salento (oddio e adesso chi lo dice alla Lega) per combattere durante la prima guerra mondiale.

Io credo inoltre che sia giusto e bello ricordare con la celebrazione del 4 novembre, quanti hanno fatto sacrifici enormi per farci arrivare a quello che siamo oggi, ma penso allo stesso tempo che non serva guardare al passato, ma al futuro e cantare o imparare "La canzone del Piave"  secondo me è guardare al passato.

Parla del nemico, di qualcuno contro cui combattere, parla di un tempo che fu' di guerra, che porto' e porta dolore e sofferenza, e che NON DEVE TORNARE.

Propongo invece "Imagine" di John Lennon.

Qui potete trovare il testo della canzone.

Parla di una sfida. Di una sfida più alta, mai vista sulla terra, mai realizzata.

Piu' complessa, meno facile, dove non esistono nemici da combattere, e dove il nemico è solo in noi stessi ed  è la voglia di non cambiare, di rimanare nei soliti schemi di pensiero e di cercare soluzioni facili e slogan per risolvere problemi complessi. 

Questa canzone che canterei, mi fa' pensare che esistano a fronte di problemi complessi come quelli del oggi, soluzioni condivise, che possono e devono essere cercate al di fuori delle ideologie del passato e del futuro, perchè oggi non ci possiamo più permettere vincitori e/o vinti, ne guerre fatte con le armi o le parole. 

E il tempo di crescere.

Ieri il mio voto è andato a chi parla delle mie esigenze e mi spiega quelle di chi è diverso da me (per religione, lingua, etnia, ecc) e di come cercherà di trovare un terreno comune su cui costruire.

 

domenica 26 ottobre 2008

Manifesta 7 - Trento

 

Finalmente sono riuscito ad andare a vedere la seconda tappa di Manifesta 7.

La mostra di arte contemporanea chiude il 02 novembre e  a causa di mille imprevisti non ero mai riuscito ad andarci.

Ieri finalmente ho inforcato l' autostrada e sono andato a Trento.

Prima osservazione, trovarla non è stato difficile, ma nemmeno cosi facile, trovo infatti che per chi come me usciva dal autostrada la segnalazione per arrivare al Palazzo delle Poste dove si trovava la mostra era quantomeno inesistente.

Purtroppo la visita è stata veloce, mentre l' arte moderna secondo me, necessità di tempo per toglierci gli occhiali del quotidiano, sicuro, e abituale modo di vedere le cose, per accettare di prendere quelli del artista.

La mostra è quantitativamente piu' ricca di quella di Bolzano al Alumix, e il palazzo nel centro di Trento è molto belllo.

Tra le opere quella che mi è piaciuta in modo particolare è Keren Cytter, artista che cercherò di approfondire.

Altre che mi hanno colpito sono: Karl Holmqvist, Beth Campbell, Christoph Ruckhaberle, Eyal Weizman, Klaus Webber.

Vi erano poi delle sale allestite come museo nel museo, tra queste la più interessante era il Museum of European Normality.

Devo dire che nonostante non mi sia stato possibile visitarla con calma, la visita è stata comunque molto piacevole.

L' arte contemporanea non è sicuramente immediata, è provocatrice, ma mi lascia sempre con delle domande, delle inquetudini, dei dubbi, se tu quello che so, faccio, penso e dico, tutto quello che è normale, ovvio per me uomo medio di questa società moderna sia poi cosi giusto.

Lo ritengo non poco, e mi fa piacere lasciare questa porta aperta, in un mondo che vive di certezze fatte di superficialità e occhi chiusi.

Sono infatti molto contento di avere iniziato con l' inaugurazione del Museion e con Manifesta un percorso personale per avvicinarmi al arte contemporanea. 

La prossima tappa, imprevisti permettendo è Fortezza.

lunedì 20 ottobre 2008

La rabbia dentro.

Oggi per me è stata una pessima giornata in cui sembra che il peggio del carattere degli esseri umani sia venuto fuori e si sia dato appuntamento.

Vorrei poter dire esattamente quello che penso, con altre, meno misurate parole, ma non è nel mio stile, e ancora una volta, voglio fare qualcosa di diverso e segnalare un ottima iniziativa.

E nel farlo vi ricordo quanto avviene, perchè non è possibile che questo sia normale, che in un paese come l' Italia uno scrittore, un giornalista, Roberto Saviano,   denunci le vicende della Camorra, e debba vivere sotto scorta.

Ma non solo, che sia minacciato di morte e senta la pressione della Camorra tanto vicina e a tal punto da voler abbandonare l' Italia.

No, non è possibile. Non si può passare alla prossima notizia e via. Non è normale, e se lo è per noi è che ormai ci siamo talmente assuefatti che lo meritiamo quanto succede.  

Per cortesia, andate qui e fare la Vs. firma.

Non è vero che non serve a niente, hanno firmato i seguenti premi nobel

 

DARIO FO
MIKHAIL GORBACIOV
GUNTHER GRASS
RITA LEVI MONTALCINI
ORHAN PAMUK
DESMOND TUTU

e al momento 87.000 persone dotate di cervello stanno dicendo che non ci stanno, che non è normale.

Che ancora sono vive e riescono a indignarsi.

Per favore firmate, facciamo sentire in tanti il ns appoggio

Qui trovate il sito di Saviano

Qui l' articolo di Repubblica

sabato 18 ottobre 2008

Buongiorno vi presento Joe

 

Buongiorno, vi presento Joe.

Chi è Joe?

Joe è un cittadino americano che come tutte le persone del mondo desidera realizzarsi.

Ha i suoi sogni e lavorando e risparmiando, vuole comprarsi una casa, avviare un attività in proprio, allevare dei figli e condurre una vita piacevole e soddisfacente.

Joe, in pratica siamo noi. Ognuno di noi.

Per capire bene chi è Joe, e da dove salta fuori vi consiglio di leggere integralmente questo ottimo articolo.

Bene, ora fatte le debite presentazioni, vi spiego perchè ve lo ho presentato.

Dovete sapere che Joe ha incontrato Obama che faceva campagna elettorale e gli ha rivolto alcune domande tra cui una:

"Credi nell'American Dream?".

"Certo che credo nel sogno americano", gli ha risposto Obama.

"Allora perché mi vuoi penalizzare se io cerco di raggiungerlo?"

e ha raccontato che sta mettendo da parte i soldi per comprare la piccola attività per cui lavora da quindici anni, ma che se lo facesse poi guadagnerebbe più di 250mila dollari l'anno e con il piano fiscale del candidato democratico sarebbe costretto a pagare più tasse.

Cosa ha fatto Obama?

Obama gli ha dato una risposta lunghissima, si è fermato a spiegargli che vuole abbassare le tasse al 95 per cento degli americani e ha parlato della necessità di lanciare un piano di aiuti per la classe media che redistribuisca la ricchezza.

Cosa ne pensa Joe della risposta?

"Mi ha un po' spaventato, dice che vuole redistribuire la ricchezza ma a me sembra una cosa socialista: decido io a chi dare i miei soldi, non può essere il governo a dire che se guadagno un po' di più poi lo devo dividere con qualcun altro"

Fin qui fatti, ora la mia opinione.

Spesso si parla delle colpe dei politici (tante davvero), ma la mia opionione è che la colpa se molte cose non funzionano è anche e forse sopratutto la nostra (i Joe della situazione), e della nostra maturità e aspettative.

Scendiamo sul pratico, Joe si preoccupa del aumento delle tasse se diventa imprenditore
(sostanzialmente se oggi guadagno 1000 e pago 400, se domani guadagno 1500 o 2000 pagherò quanto?)

Se ragiono per me, per il mio interesse, Giusto. Giustissimo.

Ma non esisto solo io.

Se ragioni per tutti, per tutta la collettività (e i politici, quelli veri, dovrebbero pensare in questo modo), il ragionamento è sbagliato.

Quindi sbaglia Joe?

Secondo me, si.

Perchè anche se capisco il suo (e mio) desiderio di pagare meno tasse, io credo che lo Stato debba chiedere di piu' a chi ha di piu'.

Può non piacere, ma è giusto.

Lo dice anche un articolo della ns costituzione:

Art. 53.

Tutti sono tenuti a concorrere alle spese pubbliche in ragione della loro capacità contributiva.

Il sistema tributario è informato a criteri di progressività.

Nel pensiero di una parte politica (chiamiamola Destra, ma secondo me non ha nulla a che spartire con le attuali destre) questo è sbagliato e solo diminuendo le tasse alle classi piu' benestanti attraverso la loro voglia di intraprendere e desiderio di arrichirsi, per conseguenza a cascata se ne avrebbero ricadute positive su tutta la società (meno abbiente).

Bello il concetto, ma ha funzionato?

Che negli Stati Uniti (e in tutto il mondo in verità) la middle class stia soffrendo è un dato di fatto.
E non mi sembra che George W. Bush in otto anni abbia fatto delle politiche di sinistra, anzi ha proprio fatto il contrario diminuito le tasse alle classi piu' benestanti, eppure dopo otto anni sono in queste condizioni.

Quindi, la domanda che mi faccio, e che Joe si dovrebbe fare è:

Chi voto? Qualcuno che mi promette di non alzare le tasse? O qualcuno che mi dice che se guadagnerò di più, qualcosa dovro pur dare in piu'?

Il punto è che noi come Joe, votiamo sempre e solo per chi ci propone la via piu' facile,

chi non gli aumentera le tasse, pur sapendo che è impossibile in certe condizioni.

O in Italia per chi da la colpa di tutto sempre e comunque agli altri (terroni, immigrati, comunisti, il precedente governo), e non affronta mai il problema alla fonte, integralmente.

(La verita è che viviamo in un epoca che pone problemi NUOVI, mai visti, e le soluzioni VECCHIE non servono).

Se fossi Joe prima di votare mi chiederei, sto affrontando il problema nel ottica giusta?

Quello che chiederei come Joe della situazione a Obama o a McCain, è che le tasse se divento imprenditore siano giuste (magari più basse) e appropriate, ben spese e utili, e mi permettano se non riusciro come Joe ad avviare un attività in proprio e rimarrò il classico dipendente di condurre un esistenza con un minimo di dignita' .

Ecco dove secondo me noi (noi Joe) sbagliamo.

Io credo che fino a quando non chiederemo a chiare lettere soluzioni chiare, e complete, risposte adeguate ai problemi del nostro tempo, i politici non potranno che prometterci di abbassare le tasse, salvo poi dopo, dire la verità, o dare la colpa al precedente governo.

Tocca a noi chiedere e pretendere soluzioni vere ai problemi.

NON ESISTONO SOLUZIONI SEMPLICI A PROBLEMI COMPLESSI

domenica 12 ottobre 2008

Crisi finanziaria, globalizzazione e Prosecco

 

Stamani sono andato a una bella iniziativa organizzata dal Circolo La Comune presso il locale Liceo Scientifico.

La ConferenzAperitivo di oggi, la prima di una serie, parlava di "Consumismo e globalizzazione", in realtà come ha detto il relatore Dott Corrado Borgogno è diventata crisi finanziaria e globalizzazione, con ovi riferimenti a quanto sta accadendo nel mondo.

Il relatore Dott Borgogno mi è piaciuto molto, sia per la scorrevolezza del intervento, che la semplicità con cui affrontava argomenti e termini non usuali per chi come non si occupa tutto il giorno di queste cose, e ha reso stimolante la conferenza.

Di mio avevo gia' cercato di inquadrare  e comprendere cause, effetti e pericoli di questa crisi, ma la conferenza decisamente mi ha aiutato ancora meglio a comprendere la crisi.

Inoltre l' aperitivo finale ha assieme alle domande e discussioni reso davvero piacevole la tarda mattinata.

Come potete vedere sul sito l' evento si ripetera con una conferenza il 25 Ottobre dal titolo "Cosa sta succedendo in America Latina?" titolo che mi attira gia' da ora.

Io ci saro' e complimenti al Circolo La Comune per questa bella iniziativa

Buon inizio di settimana a tutti!!!

sabato 11 ottobre 2008

Breve

 

Tra pochi giorni nella provincia dove abito si terranno le elezioni provinciali, come sempre tutti si ricordano che esisti e la cassetta della posta straripa di volantini e altro di vari partiti politici.

Tra i tanti in quello delle liste Verdi-Liste Civiche ho trovato una citazione di Günter Grass, scrittore tedesco e premio Nobel per la letteratura.

Mi piace molto e la condivido con Voi:

"Il dovere di un cittadino è di tenere la bocca aperta"

giustissimo direi, e aggiungerei che se magari la bocca è aperta dopo aver cercato di informarsi è ancora meglio.

Buon week end

giovedì 9 ottobre 2008

Sostegno

 

Domani i ragazzi di molte scuole sciopereranno contro la riforma proposta dal ministro Gelmini e approvata dal governo.

Delle rivendicazioni non condivido tutto, ma condivido l' idea che questo non sia il modo per risolvere il problema.

Vorrei mandare loro tutto il mio sostegno, perchè ritengo che quello che sta succedendo sia secondo me grave.

Prego che i ragazzi che aderiranno sapranno dimostrare una grande maturità, essendo informati e chiedendo una scuola di qualita'.

Vi segnalo a tale proposito un sito dove si possono raccogliere diverse informazioni

http://www.studentinpiazza.it/dblog/

Credo che la scuola italiana vada cambiata, la ho vissuta e la sto vivendo attraverso i miei due figli adolescenti che frequentano l' universita' e le superiori.

Credo che vada cambiata, ma non in questa maniera.

Questo è un sistema per fare cassa.

Credo fermamente che NON VADANO TAGLIATI FONDI ALLA SCUOLA, ma anzi che vadano raddoppiati!!!

Vorrei vedere gli insegnanti pagati il doppio, se lo meritano. Ma con la possibilita' di essere valutati, e se non vanno bene rimossi.

Credo che la scuola debba essere laica, pubblica.

Credo che debba essere selettiva, ma anche capace di fare inclusione, non solo selezione.

Credo che una riforma non debba essere calata dal alto, ma partire da una grande riflessione di tutte le componenti scolastiche (docenti, studenti, genitori) chiedendoci cosa veramente vogliamo dalla scuola, e ripartire da queste basi.

Vorrei l' impossibile, una scuola in cui i docenti, i genitori, gli studenti comunichino strettamente e condividano lo stesso progetto educativo, chiaro e visibile a tutte le componenti.

In cui sia chiaro e scritto l' obiettivo finale, materia per materia.

In cui siano chiare le modalita' per raggiungerlo, in cui sia chiaro e condiviso da tutti (genitori, studenti, docenti) il metodo per verificare le competenze acquisite.

Nei provvedimenti di questo governo non trovo nulla di questo.

sabato 27 settembre 2008

Dedicato a una persona speciale

 

Ho inserito nel mio blogroll un blog particolare

http://toninovonmuenchen.blogspot.com/

è un blog creato da un mio cugino che sta affrontando una scelta non facile.

Lo ho inserito perchè:

1) per il coraggio della sua scelta.
Coraggio, perchè in un epoca in cui tutti cercano il cantuccio comodo e sicuro, lui ci prova, apre la finestra e fa entrare aria nuova.

2) perchè è una persona di valore, con qualcosa dentro, come piacciono a me.

3) perchè le persone che attivano un blog sono secondo me speciali.
Il coraggio di raccontarsi, di essere sinceri, di rapportarsi con il grande mare di internet non è comune.
Il fatto di scrivere ti costringe a pulire i tuoi pensieri, a riordinarli e ti aiuta ad essere piu' chiaro con te stesso.

Quindi, caro Marco, spero avrai il tempo, la voglia, di raccontarci le vicende che accadono in quel di Monaco, viste con i tuoi occhi.

E ti auguro tutto il successo possibile......qui noi tifiamo per te, che tu possa trovare amicizie, donne, e anche magari una donna speciale, e tutte le soddisfazioni nel lavoro che ti meriti.

E ti dedico un piccolo filmato da Youtube di un film che ho visto molti anni fa'  e che mi ha colpito profondamente e influenzato la mia vita.

Non te lo racconto, ne spiego. Spero che tu possa guardarlo per intero e che ti piaccia.

Ma trovo bellissime e significative queste parole che ti dedico:

"C'è il paradiso?"

"Oh certo"

"E il luogo dove si avverano i sogni"

 

Che i tuoi sogni si avverino!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!

sabato 13 settembre 2008

Il pugno nello stomaco

 

Spesso parlando con le persone si parla del problema del immigrazione clandestina.

E' chiaro che i problemi esistono, problemi legati ad una cultura diversa, con stili di vita diversi.
E' chiaro che le nostre risorse economiche, sociali non sono infinite.
E che non si può dare tutto a tutti.

Ma quando (purtroppo spesso) ne sento parlare in toni generici e/o superficiali, pongo sempre una domanda:

"Ma tu, pagheresti 3,4, 5000 € per imbarcarti su una bagnarola con cui non attraverserei nemmeno un lago, affrontando il Mediterraneo per arrivare in un paese in cui sei un problema, e se ci arrivi, sarai clandestino, quindi diretto a fare (se ti va bene) un lavoro in nero sottopagato e sfruttato?"

La risposta di solito, non arriva mai.

Quando arriva mi si fa' presente che in effetti non possiamo dare tutto a tutti.
Ed è vero.

Mi si fa' presente che le risorse non sono infinite.
Ed è vero.

Ma io chiedo allora: "Quanta fame ha, quanta paura ha, quanto male sta nel proprio paese, questa gente per venire nel nostro paese nonostante i mille pericoli e insicurezze?"

Le risposte a questo punto non arrivano mai.

Questa è la mia riflessione.

E mi perseguita.

Ma il post lo ho scritto sopratutto per segnalare un articolo di un giornalista di Repubblica  che ha scritto un bellissimo articolo (spiegando molto meglio di me cosa succede) su questo argomento.

Bello, perchè fa' male come un pugno nello stomaco, ti toglie il fiato e non lo dimentichi facilmente.

Non mi interessano le considerazioni politiche. 
Voglio evidenziare l' aspetto umano, le persone, la sofferenza.

Questo conta. Questo mi perseguita. Il resto non mi interessa.

Sia chiaro, io non ho risposte al problema, ma sono felice, i pugni nello stomaco (come questo) mi fanno ancora male, e mi tolgono il fiato come un pugno nello stomaco.

Ricordiamoci questo punto di vista la prossima volta che ne parliamo........pretendiamo soluzioni vere e nuove al problema, libere da ogni demagogia.

 

sabato 6 settembre 2008

Recensione: La coscienza di Zeno di Italo Svevo

 

  Qualche giorno fa' ho finito di leggere il libro "La coscienza di Zeno", di Italo Svevo.

Il libro racconta la vita di Zeno Cosini, che impareremo a conoscere attraverso quello che scrive prescrittogli come terapia.

Zeno Cosini infatti ritiene di essere malato, ma è in realtà un malato immaginario, con una grande paura di vivere e di affrontare le proprie debolezze.

Il libro non mi è piaciuto particolarmente al inizio, ma poi un po' alla volta ti prende, e seguendo la vita e le vicende permette di aprire una finestra sulla società triestina del inizio del secolo scorso.

Inoltre penso che ognuno di noi è "Zeno Cosini", con le proprie paure, e malattie piu' o meno immaginarie, ed è facile immaginarsi al suo posto.

Difficile come per lui  è staccarsi dalle proprie abitudini.

Ma non posso dire molto di piu'. Non mi ha affascinato e preso come altri libri ( es Resurrezione di Tolstoj).

domenica 31 agosto 2008

Quando parlo di modi nuovi di risolvere i problemi

 

Spesso chiaccherando di attualità con parenti, amici e conoscenti dico che ci vogliono modi nuovi di risolvere problemi vecchi.

Spesso mi guardano come un marziano, anche se poi quando spieghi, motivi, ti danno ragione.

Ieri con piacere ho letto una notizia sul Corriere e oggi la ho trovata sul sito di Repubblica.

Succede che a Colonia (bellissima città della Germania) un sindaco coraggioso, di nome Fritz Schramma, che appartiene alla CDU (praticamente la DC della Germania) ha fatto approvare la costruzione di una moschea, anzi la piu' grande moschea della Germania, contro una parte del suo stesso partito.

Trovo bellissime le parole che ha detto:

"diamo un esempio di tolleranza della nostra cattolica città, lasciamo costruire un adeguato luogo di preghiera ai 120 mila concittadini di religione musulmana"

e altrettanto bello quello che è stato scritto in diversi messaggi sul sito online della tv araba Al-Arabiya cito dal sito di Repubblica

«Grazie Germania, grazie a Dio», dicono mille messaggi sul sito online della tv araba Al-Arabiya, e qualcuno aggiunge autocritico: «Seguiamo l' esempio, lasciamo ai cristiani costruire chiese da noi»

Ci sono due passaggi che mi piacciono particolarmente e credo, spero, possano diventare la regola nei rapporti tra le persone, nazioni e civilta'.

Li riscrivo uno dopo l' altro, e li evidenzio, perchè credo oggi giorno sia INDISPENSABILE imparare a gestire i problemi economici, sociali e politici con questo spirito a tutti i livelli.

"diamo un esempio di tolleranza della nostra cattolica città, lasciamo costruire un adeguato luogo di preghiera ai 120 mila concittadini di religione musulmana"

e

«Seguiamo l' esempio, lasciamo ai cristiani costruire chiese da noi»

Rispetto reciproco, interessi e obiettivi comuni, soluzioni condivise.

Io credo che come cittadini dobbiamo rifletterci e farlo diventare un nostro stile personale.
Pretenderlo dalla classe politica, e non usare vecchi schemi per risolvere problemi nuovi.

Il messaggio del sindaco di Colonia, è proiettato al futuro.

Ci sei, ti riconosco, riconosco le tue esigenze sociali e religiose.

Ci vuole coraggio per fare scelte di questo tipo, è piu' facile fare come da noi dove sempre e comunque si dicono dei no a prescindere.

Sia chiaro, per esempio in questo caso il rispetto deve essere reciproco, e ci sono certo, come scritto nel articolo di Repubblica molti problemi, (per esempio è giusto che le moschee non diventino centro in cui si fomenta l' odio religioso, e se non è cosi chi predica l' odio va allontanato) ma la strada giusta è questa.

Tutte le altre soluzioni portano a cose gia' viste (crociate, guerre ecc...)

Mi piacerebbe leggere piu' spesso notizie di questo tipo in Italia.

Ma correggetemi se sbaglio, da noi la tendenza è opposta.

Invidio alla Germania politici cosi..

sabato 23 agosto 2008

La maggioranza non ha sempre ragione!

 

Ai primi di agosto ho letto questa notizia

che vi spiego in sintesi, anche se vi invito a leggere per intero, perchè merita.

In pratica: Il Wall Street Journal, si chiede se Obama sia in sintonia con l' elettorato statunitense.

Obama è alto 1,86 m, e pesa 81 Kg, e questo potrebbe essere un problema, in un paese in cui il

"66 per cento dell'elettorato adulto è grasso e il 32 per cento è addirittura obeso"

L' ho letta almeno tre volte sul Corriere la notizia, e ci ho riflettuto stabilendo una scaletta di norme di buon senso (che sembra una cavolata, ma oggi giorno secondo me manca proprio)  e quindi in assoluto:

1) essere magri (non anoressici) è meglio per ovi motivi di salute.
2) se non lo sei non è un reato (anche se leggete qui), ma stai sbagliando.
3) non sei obbligato a farlo, ma se lo fai è meglio, per te', per il sistema sanitario, e quindi non è chi è nel peso forma a dover ingrassare ma il contrario.

Quindi il buon Obama cosa dovrebbe fare per essere eletto? Ingrassare? E' questa la soluzione adeguarsi alla massa, anche quando la massa sbaglia?

Mi chiedo questo perchè ultimamente si stanno profilando a livello mondiale, nazionale, e locale (eh si, anche nella mia provincia) problemi che secondo me affondano le loro radici in scelte mai fatte nel passato, o fatte male.

Problemi complessi, che travalicano i nostri confini comunali, provinciali, regionali, nazionali e spesso addirittura continentali.

Sarebbe necessario che dalla classe politica a tutti i livelli venissero prese decisioni NUOVE, complesse e non demagociche (NON ESISTONO SOLUZIONI FACILI A PROBLEMI COMPLESSI), percorrendo strade inesplorate, e cogliendo nuove opportunità.

Ma come si fa' se come detto un potenziale presidente degli Stati Uniti, probabilmente innovatore,  rischia di non venire eletto perchè "troppo  in forma", rispetto ai suoi elettori?

Ve lo immaginate quando magari gli chiedera' di fare un passo avanti verso riforme ecologiche, economiche, sociali, magari complesse al inizio, ma che potrebbero cambiare radicalmente la STORIA UMANA!!!

Eh, questi non gli starebbero dietro.....sai che fiatone. No, meglio fermarsi, mi viene l' infarto...

Prendiamo il caso sopra descritto di Obama,  come dicevo prima è semplice no?

Non è lui non in sintonia con il paese, è il paese che deve sintonizzarsi con lui in questo caso.

E se un politico (tranquilli in Italia non corriamo il rischio) volesse percorrere strade nuove e arrivare a risolvere i problemi diversamente dal passato come fa' ?

Il cittadino medio, la middle-class (noi praticamente), è pronto a cambiare? a seguirlo?

La mia risposta è: NO, NON VUOLE. 

Se anche ci fosse un leader che avesse le doti e la visione per portarci in terreni inesplorati e vivere meglio, io credo che NON LO SEGUIREMO.

E allora forza Obama, ingozzati, ingrassa, vinci le elezioni e portaci, magari a passi lenti e piu' pesanti verso un migliore futuro.

 

Beh gia' che ci sono vi do' il mio peso e altezza:

sono alto 1,92 m e peso 89 Kg

Che faccio mi candido? Sono piu' in sintonia con l' elettorato degli States? Voi mi votate?

Anzi no, sapete che faccio, ricomincio a correre (il mio link al sito della Nike testimonia la mia incoerenza).

domenica 17 agosto 2008

"Strano gioco: l' unica mossa vincente è non giocare"?

 

Uffa, oggi ultimo giorno di ferie. Mi ci stavo abituando.

Mi è venuta voglia di scrivere un post, leggendo la notizia che i Russi stanno attrezzando la loro flotta del Baltico con missili nucleari.

Lo trovo sconcertante, anche perchè mi ricorda di quando ero molto giovane, sarà stato poco dopo il 1980 quando cominciavo a interessarmi di politica, economia e quanto mi circonda leggendo i primi giornali, non solo per la cronaca sportiva.

Ricordo chiaramente che i due blocchi monolitici di allora, Patto di Varsavia e Nato (diciamo pure URSS e Stati Uniti), si contrapponevano decisamente e con una ricca dotazione di armi nucleari.

Era palpabile, in chi come me cercava di tenersi informato, la sensazione di pericolo incombente, pericolo dissuasivo certo, potenziale, ma comunque sempre presente.

Piccolo gossip: infatti se potete guardatevi "Wargames", da cui è tratta la frase che fa da titolo al mio post, il film è dell epoca, e racconta, anche se è una commediola leggera di quei anni e del atmosfera del epoca, e sopratutto è stato il film che ho visto al primo appuntamento con mia moglie!!!

Ma, dopo questa divagazione torno al punto.

Oggi, oltre 20 anni dopo, non è cambiato niente.

Siamo ancora li?

La Polonia, giustamente vuole stare sotto la copertura della Nato, e si dichiara disponibile ad ospitare siti di lancio per missili nucleari.

La Russia, giustamente si sente accerchiata, e risponde allo stesso modo attrezzando la flotta del Baltico.

Tutti hanno le loro ragioni, ma tutti hanno torto.

Io mi faccio la solita domanda. Me la facevo oltre vent' anni fa', me la faccio ora?

Possibile che in queste situazioni e posizioni non ci sia un punto di equilibrio che non preveda di schierare armi di tale portata e distruttività?

Ma a cosa sono serviti questi 20 anni?

Possibile che da allora non abbiamo capito niente?

Rispetto a vent anni fa'  siamo cambiati (io ho un sacco di capelli bianchi), e abbiamo pc in tutte le case, 2 telefonini a testa, internet, ecc, ma i problemi li risolviamo ancora allo stesso modo (non risolvendoli).

E' normale?

Mi chiedo se il tempo sia passato per niente.

Quando "cambieremmo" veramente?

Quando ci sveglieremo da questo torpore per pretendere che le cause che portano a questi situazioni siano rimosse DEFINITIVAMENTE?

domenica 3 agosto 2008

Manifesta 7 - 1 tappa Alumix

 

Con l' occasione del inaugurazione del Museion, ho cominciato un percorso tutto mio personale per conoscere e capire l' arte contemporanea.

Quest' anno le occasioni per conoscerla non mancano, e per prima logicamente ho visitato la mostra "Sguardo periferico e corpo collettivo" al Museion di cui ho riferito in questo post.

Sabato scorso (non ieri) ho visitato "Manifesta 7".

Manifesta 7, come dettagliatamente spiegato nel sito si articola in 4 sedi museali, Bolzano, Trento, Rovereto e Fortezza.

Il biglietto d' ingresso valido per  tutte e 4 le sedi museali è di € 15.

La sede di Bolzano si trova al interno di un capannone dismesso del Alumix, e questo è gia' un motivo di interesse per farci una visita.

(Vi consiglio di prendere il folder "Alumix un momunento in rosso")

Infatti, è bello osservare questo luogo dove in passato un intera generazione ha vissuto, lavorato, e spesso si è ammalata passandoci un intera vita.

A tale proposito, vi segnalo l' opera del artista Jilavu (se riuscite immergetevi in quell' opera, a me è piaciuta moltissimo, è bello pensare di poter essere invisibili e vedere la vita di quegli anni che vi scorre intorno)

Devo dire che io sono stato anche più fortunato degli altri, essendo andato alla mostra con mio suocero, che per un periodo ha lavorato in quella fabbrica, e ho potuto quindi avere un punto di vista privilegiato sulle condizioni di lavoro di quei tempi.

Ma veniamo alla mostra, il titolo della mostra di Bolzano è "The Rest of Now".

Premetto, come sempre, che l' arte contemporanea non è secondo me di facile e immediata lettura.

Richiede pazienza, attenzione, voglia e desiderio di cambiare gli occhiali con i quali osserviamo la realtà, e uscire dagli schemi quotidiani.

Allora, e solo allora, si può capirla.

Tra le opere che piu' mi hanno colpito ci sono quelle del Prof. Brad Trip (veramente inquetanti alcuni suoi quadri, ma significativi),

forse perchè sono sensibile ai temi del immigrazione mi sono piaciute moltissimo le rappresentazioni video di Vaindorf,

e molto bella anche quella di Ziura (se vi lasciate andare potete entrare nella sua opera e viaggiare nei luoghi lontani che lui ha visitato e perdervi nella quotidianeità di quei luoghi),

ed inoltre la rappresentazione video di Huner,

e l' opera direttamente sulla torre del acqua al interno della fabbrica di M-City.

Vi consiglio decisamente una visita, mi ha lasciato molta curiosità, e voglia di approfondire, oltre che fatto riflettere, cosa che di questi tempi non guasta mai.

Prossima tappa: Fortezza.

domenica 27 luglio 2008

Recensione: La chiave segreta per l'universo di Stephen Hawking e Lucy Hawking

 

Per me, questo è un libro molto particolare.

Infatti, anche se non è il primo, è un libro che ho letto assieme a mio figlio che frequenta la seconda liceo scientifico.

Leggere un libro con i propri figli è un esperienza che consiglio caldamente.

Un esperienza unica, che crea ponti e affinità culturale, legami particolari che è difficile spiegare a parole.

Se potete fatelo, magari leggendo un capitolo a testa.

E parlatene, di cosa il libro evoca in voi. Vostro figlio vi  poi parlera'  di cosa provoca in lui.

Parliamo ora del libro.

Il libro racconta le vicende di un ragazzo, un ragazzo come tanti.

Con la scusa di raccontare le vicende semplici che accadono al ragazzo, Hawking e la figlia spiegano anche alcuni concetti di fisica e astronomia, e il tutto in maniera semplice e scorrevole.

Intendiamoci, se siete esperti o cultori di fisica e astronomia qui non troverete nulla di nuovo.

Se invece, non ne capite niente, se volete capire meglio ma un manuale di astronomia è troppo,
se volete incuriosire un adolescente alla scienza, se volete condividere del tempo con i vs. figli o nipoti 
allora fa' per voi.

A presto Randy

 

Spesso la vita è come quando stai in una stanza con le finestre chiuse per tanto tempo, e non ti accorgi che l' aria è viziata, poi esci dalla stanza, passi vicino a una finestra aperta, senti l' aria fresca che ti entra nei polmoni e ti accorgi che sei vivo, che respiri senti l' aria che entra nei polmoni, e ascolti il tuo respiro,  e pensi eppure lo hai fatto fino a poco prima, nella stanza, ma solo adesso con l' aria fresca, in quel momento, senti di essere vivo, e ti accorgi di quanto è bello essere vivi, della sensazione che provoca.

 

Beh, questa premessa e per parlarvi, di un amico.

Che stamani non avevo, e stasera si.

Che mi ha fatto respirare aria fresca, e mi sono sentito vivo, vivo per davvero.....

Un amico che è venuto a mancare, che è morto.

Ucciso dal cancro.

Lui faceva il professore negli Stati Uniti, ed ha tenuto un ultima lezione,
e voglio condividere con voi la sua ultima lezione, perchè è come l' aria fresca...............

Ho trovato la traduzione completa della lezione in italiano e se volete leggerla eccola qui

E in realtà ha poi tenuto altre lezioni, prima di morire, una piu' bella del altra.

Grazie Randy.

vedi anche qui

e qui  http://lucachittaro.nova100.ilsole24ore.com/2008/02/la-nuova-lezion.html

e qui http://lucachittaro.nova100.ilsole24ore.com/2008/02/usare-meglio-e.html

e qui http://lucachittaro.nova100.ilsole24ore.com/2008/06/la-terza-lezion.html

«Avete capito la finta di gambe? La lezione non è su come realizzare i vostri sogni. Ma su come vivere la vostra vita... saranno i vostri sogni a raggiungervi».

"Siate bravi in qualcosa: vi rende persone di valore."

"Trovate in ogni persona ciò che c’è in lei di meglio. Una delle cose che Jon Snoddy - come vi ho raccontato - mi aveva detto è la seguente: “Potresti dover aspettare a lungo, anche anni, ma alla fine la gente ti mostrerà sempre il suo lato migliore». Aspettate, non importa quanto ci vorrà. Nessuno è malvagio. Tutti hanno un lato buono, basta saper aspettare e prima o poi salterà fuori."

"Siate pronti. La fortuna è quel momento in cui la preparazione incontra l’opportunità."

"Non mollate mai. Io non ero entrato alla Brown University. Ero nella lista d’attesa. Telefonavo e un bel giorno hanno deciso che stava diventando una vera seccatura ricevere una mia telefonata ogni santo giorno, così mi ammisero."

venerdì 25 luglio 2008

This is the moment

 

Questo è il momento.

A volte penso che sappiamo tutto, non siamo nati ieri, e siamo disincantati, ne abbiamo viste tante, e che nulla cambiera' ma poi penso che sembrava impossibile che il Muro di Berlino cadesse, eppure!!!!

E mi chiedo e se fosse questo il momento.....

 

Il mio inglese non è cosi buono da tradurvelo e quindi copio-incollo dal sito di Repubblica e il Corriere.

"Le persone del mondo devono guardare Berlino, dove il muro è caduto e dove la storia ha provato che non c'è una sfida che non si può combattere per il mondo unito"

"Europa e Stati Uniti Devono lavorare insieme per sconfiggere il terrore e prosciugare il pozzo dell'estremismo che lo appoggia"

"L'America non può isolarsi - ha continuato Obama -, l'Europa neanche. È arrivato il momento di costruire nuovi ponti. Bisogna abbattere tutti i muri che restano ancora in piedi, i muri tra vecchi alleati e l'altra parte dell'Atlantico non possono resistere.

I muri tra i Paesi che hanno di più e quelli che hanno di meno non possono resistere, non possono resistere i muri tra le razze, le tribù, gli immigrati e i nativi, tra cristiani, musulmani ed ebrei"

fonti

Repubblica

Corriere

Ah...ecco questo si è importante

 

Vi ricordate di Alitalia, si quella che prima delle elezioni il nostro caro Presidente avrebbe salvato.

Beh, poco fa' ho letto questa notizia.

Ed ecco la pubblicità incriminata.

E non so se piangere o ridere.

Scusate,  mah, non avete di meglio a cui pensare?

Perchè non ne sono sorpreso?

 

In questo periodo si fa' un gran parlare del lodo Alfano.

Sapete cosa è?

Se non lo sapete leggete, se avete tempo e voglia, su questo sito : Lodo Alfano

In pratica riassumendo, per le 4 piu' alte cariche dello stato prevede che:

- i processi penali nei confronti dei soggetti che rivestono la qualità di Presidente della Repubblica, di Presidente del Senato della Repubblica, di Presidente della Camera dei deputati e di Presidente del Consiglio dei ministri siano sospesi dalla data di assunzione e fino alla cessazione della carica o della funzione.

- La sospensione si applica anche ai processi penali per fatti antecedenti l'assunzione della carica o della funzione

come sempre, come cittadino medio non ho mai tempo di fare tutte le cose indispensabili, figuriamoci quelle che non lo sono, eppure so che se non lo trovo, se non lo troviamo il tempo di occuparci, di informarci di queste cose, qualcuno deciderà per noi.

Ho cosi scoperto amaramente, (ma come dice il titolo del post non ne sono sorpreso), che in realtà il lodo Alfano è un anomalia (seguite il link per capire meglio), qualcosa di anomalo, di strano.

Infatti, anche senza approfondire mi sembrava strano, mi domandavo perchè anche per fatti antecedenti l' assunzione della carica?

La risposta è molto semplice, e basta leggere un po' in giro su Internet per capire, ma io non voglio parlare di questo.

Quello che vorrei capire e sapere, davvero con sincerita' e senza polemica è:

Ma ora caro Presidente Berlusconi, ora che abbiamo anche questa legge, che in tutta sincerità non sento molto utile a noi cittadini, le dispiacerebbe finalmente partire "seriamente" e mettere mano a questa nazione?

No perchè, magari ho capito male io (cosa probabile), ma non mi sembra che dalle norme della Finanziaria 2009 ne trarrò grande giovamento, e l' autunno, con le bollette in vertiginoso aumento incombe.

Inoltre, cosa che piu' mi colpisce, quando sento parlare di tagli alla Scuola e Università, il mio primo pensiero è: "Cosi ero capace anch' io", non era forse il caso di fare il contrario, aumentare i fondi, razionalizzare, ma pretendere di piu' ?

E' impressionante leggere che:

«Risulta infatti che se si aumentano dell'1% gli investimenti del settore produttivo si ottiene, sul lungo periodo, un aumento del prodotto pro-capite dell'1,3-1,5 per cento.

Se parallelamente si innalza di un anno il livello medio di istruzione della popolazione in età di 15-64 anni, nel medesimo periodo s'ottiene un aumento del 3,8-6,8%»

Ah, no dimenticavo, c' era un problema piu' grave quello del grembiulino..

Mi faccia sapere Presidente

giovedì 17 luglio 2008

Lo so.

 

Lo so, ho 43 anni e non dovrei essere ancora idealista e ingenuo.

Ma mi piace credere che un mondo diverso, un mondo migliore è possibile, allora in quei momenti cerco qualcosa, qualcuno che riesca a infiammare il mio cuore, a farmi sentirmi cittadino, a entusiasmarmi per la politica.

Ed è bello trovare messaggi come questo

 

 

Poi per svegliarsi ( o riaddormentarsi?) basta leggere i giornali o accendere la tv.

domenica 22 giugno 2008

Cercasi fango

Ieri sfogliando alcuni giornali ho letto la notizia.

Non mi aveva particolarmente colpito, ma oggi ho approfondito e mi ha spinto a trarne alcune conclusioni.

In pratica, concluse oramai le elezioni primarie con la consacrazione di Barack Obama come candidato del partito democratico, nelle prossime elezioni di novembre negli Stati Uniti, la lotta è tra McCain e appunto Barack Obama.

Ora, guarda caso, spunta di nuovo un personaggio, Floyd Brown, che attraverso un sito http://exposeobama.com/  cercherà di trovare argomenti per colpire Obama in punti e modi dove McCain "ufficialmente", per motivi di correttezza non può arrivare.

Non essendo nato ieri, immagino, anche se non condivido, che anche nel altro schieramento si farà cosi, scavando nel fango e insinuando su McCain.

Ma la domanda che mi pongo è questa:

"Davvero come cittadini siamo cosi stupidi?"

"Davvero è un problema che su un documento di anni fa' del candidato democratico che viveva allora con il padre in Indonesia ci fosse scritto religione musulmana?"

"Davvero qualcuno non lo votera' per questo e altro fango?"

Non è piu' importante il suo programma, il coraggio di cambiare e di tirarci fuori dalla drammatica situazione in cui ci hanno portato otto anni di Bush?

Mi chiedo, e questo vale anche per l' Italia, non è che il vero problema delle democrazie moderne sono io, siamo noi, cittadini medi?

Davvero ci interessano queste cose?

La meritiamo una democrazia?

Qui trovate tutto l' articolo di Repubblica

lunedì 2 giugno 2008

Cronache di una visita: Museion

Ieri finalmente sono riuscito a visitare il nuovo Museion.

Complice la giornata del porte aperte, verso le 15.00 sono arrivato con mia moglie attraverso i due bellissimi ponti che congiungono i due lati del fiume e relative passeggiate.

Sul lato del Museion rivolto verso il fiume, si stava svolgendo la manifestazione anti-rana degli Schutzen, manifestazione decisamente fallita visto che c' erano più o meno 40 persone, giornalisti compresi.

Questo mi ha reso felice perchè pur riconoscendo a tutti il diritto di manifestare liberamente la loro opinione, non riesco a capire le ragioni di questa protesta e delle polemiche (vedi post precedente), dopo le spiegazioni sul senso del opera di Kippenberger.

Ma veniamo alla mostra.

Il mio consiglio è di andarci, ma di andarci con una mente aperta.

Cosa significa?

Per me mente aperta significa per un paio d' ore lasciare a casa la propria mentalità, le proprie esperienze, i propri pregiudizi, le proprie credenze, le proprie certezze, anche i propri dubbi e di trasformarci in bambini.

Si proprio dei bambini.

Con la bellissima capacità che hanno spesso i bambini di entusiasmarsi, ascoltare e di non avere pregiudizi, e di non dover catalogare subito e per forza tutto quello che vediamo e sentiamo in base al proprio vissuto.

Se affronterete la mostra con questo spirito sarà un ottima occasione per indossare gli occhiali del artista e vedere come vede lui.

Io lo ho fatto ed ho passato due ore veramente belle.

L' arte moderna non è facile.

Mi sono reso conto che esce, (almeno che non siate gia'  degli esperti del arte moderna) dai canoni classici di bellezza e dal gusto del cittadino comune.

E a tale proposito per inquadrare meglio le opere esposte vi consiglio vivamente di aggregarvi e ascoltare l' ottimo personale che fa da guida illustrandone le opere.

Confesso, non tutte le opere le ho apprezzate, non tutte le ho capite.

Alcune proprio non riesco a inquadrarle.

Ma tutte comunque, come dal titolo della mostra "Sguardo periferico e corpo colletivo", inducono ad appropriarsi di uno "sguardo periferico" e non abituale per osservare il nostro mondo.

Cosa rara di questi tempi.

Tra tutte le opere mi sono piaciute quelle di Cattelan, Fischli e Weiss, Ortega, e bellissima quella di Michael Smith.

Con l' occasione mi sono comperato un libro in tema dal titolo "Lo potevo fare anch' io" di di Franceso Bonami nel annesso Bookshop.

Per concludere, e collegandomi al post precedente c' era anche la Rana, si, quella di Kippenberger.

E' in alto, a destra, appena entrati, sopra l' entrata del Bookshop tanto che se non ci fosse stato tanto clamore non la noteresti nemmeno.

Vi consiglio anche di vedere nei piani superiori un altra opera di Kippenberger, la quale se ben spiegata, fa capire ancora meglio Kippenberger e la "scandalosa" Rana. 

sabato 31 maggio 2008

La Rana

Di per se non è che come animale mi sia simpaticissimo.

Ma in questa bellissima terra che è l Alto Adige, una rana sta sollevando un polverone incredibile.

Se volete vedere di chi parlo andate qui.

Ma partiamo dal inizio.

Tutto nasce da sabato scorso, quando hanno inaugurato il Museion, cioè il nuovo Museo di Arte Moderna a Bolzano.

Purtroppo fino ad ora non sono riuscito a visitarlo, ma mi sono ripromesso di farlo al più presto.

Ma torniamo alla rana.

Pare che, dico pare, perchè come detto ancora non lo ho visitato, al ingresso, in alto dove in ogni edificio di questa terra trovi un crocifisso, ci sia quest' altro crocifisso con tanto di rana appesa come da foto. 

Si tratta di un opera d' arte, arte contemporanea. E l' autore è Martin Kippenberger.

Si è scatenata subito in questa terra con forti  radici cattoliche, una forte polemica.

Tra chi ritiene offensiva della religione cattolica l' opera, e chi invece la vede come e solo un opera d' arte. 

Io vi racconto semplicemente come ho vissuto la vicenda, per rifletterci su e condividerla con voi.

Premetto che secondo me, in generale, prima di giudicare, sopratutto per l' arte

BISOGNA FARSI DELLE DOMANDE!!!

tipo:

COSA SIGNIFICA?

COSA VOLEVA INTENDERE L' AUTORE?

poi passare alla domanda successiva:

MI PIACE, CONDIVIDO IL MESSAGGIO? 

NON SONO PER NIENTE D' ACCORDO?

Mi pare che qui il problema sia, come al solito, stato affrontato al contrario.

Prima ci dividiamo, pro o contro, bianco o nero, destra  o sinistra.

Poi forse, ma molto forse, e molto poi, cerchiamo di capire.

Io, non sono un critico d' arte, nemmeno principiante, mi sento più un bambino, (provo infatti lo stupore di un bambino) che si sta accorgendo di quanto interessante, bello e meraviglioso è il mondo del arte, e di quanto può darti.

Sto infatti con molta umiltà, e a piccoli passi, leggendo e informandomi, per  avere uno sguardo d' insieme e una mappa concettuale per capire meglio e più a fondo quanto vedo.

E anche per quest' opera andava fatto cosi.

Confesso che appena vista la foto sul giornale, anch' io sono rimasto perplesso.

Mah, chissa? Non sarà una provocazione fine a se stessa?

Colpire, colpisce. Ma cosa vuole dire?

Poi ho letto, e vi invito a leggere, la spiegazione riguardante quest' opera d' arte.

E ho capito. E tutto, almeno ai miei occhi, ha assunto una luce diversa.

Quindi, secondo me, cara la mia Rana e caro Kippenberger

Promossi, e promossi a pieni voti.

Colpito in pieno con il vostro messaggio.

Cerchero di capire e di non trovarmi "abbrutito"

Non capisco invece, ma rispetto, le reazioni di chi non è d' accordo.

Cito dal sito del Alto Adige:

Il vescovo Egger

"La rana crocifissa ha stupito tanti visitatori del Museion e li ha feriti nei loro sentimenti religiosi. Anche se l'autore e il Museion non hanno avuto questo scopo, esiste il diritto che i propri sentimenti religiosi vengano rispettati. Oggi i simboli della fede cristiana vengono spesso disprezzati. Oggi giorno però è fondamentale il rispetto per i simboli e i sentimenti religiosi. Una mostra di opere simili non aiuta la pace tra le culture e le religioni"

Mi permetta vescovo.

Non aiuta la pace tra culture? In che senso?

Sinceramente, almeno con me Kippenberger ha colpito nel segno, e mi sono chiesto "dove e in che modo mi sto abbruttendo? Cosa posso fare per evitarlo?"

In altro modo, e con altri simboli, ma non è il vostro lavoro?

Il segretario generale della Cei, mons. Giuseppe Betori, ha parlato di un'opera che «offende il sentimento religioso di gran parte del popolo italiano» e ha detto che «non è possibile che questo episodio passi sotto silenzio». Secondo Betori, più in generale, «il mondo dell'arte ha perso il dialogo con il mondo religioso».

Mi perdoni mons. Betori, ma il sentimento religioso, secondo me conta poco, conta molto di più il mio comportamento come cattolico, nella vita quotidiana, e quest' opera ben spiegata può scuotere le coscienze, con la mia lo ha fatto.

Diverso è se l' autore volesse dichiaratamente denigrare e offendere Gesù, ma da quello che leggo il senso è esattamente il contrario.

Mi chiedo quindi, perchè non dichiarare:

Avremmo preferito un bel crocifisso, ma se quest' opera  vedendola e comprendendo il senso indurra anche una sola persona a non abbruttirsi, anzi ad elevarsi verso Dio, ben venga.

No, non era possibile?

Possibile, che questa Chiesa non colga l' occasione?

Sbaglio pensando che il problema non è il simbolo o il senso religioso, ma il cambiamento che il simbolo provoca stabilmente in me? Il malessere e il senso di desiderio di cambiamento che provoca in me?

Perchè ancora una volta mi sento più vicino a Dio e meno a questa Chiesa?

mercoledì 28 maggio 2008

Studiando con mio figlio

Ieri stavo aiutando mio figlio più grande a studiare filosofia. Nietzsche, per la precisione.

Infatti se tutto va bene, fra qualche settimana dovrebbe dare l' esame di maturità.

Aiutandolo a ripassare ho trovato una frase molto bella e voglio semplicemente condividerla con tutti coloro che la leggeranno.

La dedico alle persone che stanno passando momenti difficili, o alle persone che li passeranno.

"La vita, dunque, è volontà, e la volontà è forza espansiva infinita.
Che la vita distrugga poi ciò che produce e significhi per l'uomo dolore e crudeltà,
non deve spingere a rinunciare alla vita, a volere il nulla:
di fronte alla crudeltà della vita bisogna essere più crudeli, occorre rispondere con "più vita"

Grazie Friedrich

P.s. se volete saperne di più Nietzsche

sabato 24 maggio 2008

Recensione: Voglia di Cambiare di Salvatore Giannella

Vogliadicambiare  Ho appena finito di leggerlo.

E sinceramente non so se consigliarvene la lettura. Non perchè il libro non sia bello, anzi!!

Ma perchè fa male leggerlo, fa veramente male.

Il libro è diviso in vari capitoli, in ogni capitolo viene trattato uno dei tanti problemi (es. la sicurezza del lavoro, i servizi al infanzia, il problema dei rifiuti, ecc) che bloccano il nostro paese, e viene raccontato come per quel problema una nazione (ad esempio la Spagna) ha risolto in modo eccellente il problema. 

Mentre lo leggerete, la domanda che sorgerà spontanea è:

Ma perchè da noi in Italia, non è possibile?

Dove sta il problema? Perchè in quella nazione funziona e da noi no?

Leggere il libro, come dicevo, fa stare male. 

Sia chiaro, anche in questi paesi ci sono cose che non funzionano, ma la cosa che colpisce è che nel nostro paese nessuno di questi problemi ha avuto negli ultimi 20 anni soluzione.

Colpa della "Casta"?

Sicuramente!

Ma come sempre più mi convinco, la colpa è anche mia, è anche nostra.

Faccio un esempio, uno solo per stuzziccarvi alla lettura, in una città della Germania volevano costruire una centrale nucleare, la popolazione si è opposta duramente, fermamente.

Ma non è stato un no e basta.

La cittadinanza ha proposto un no costruttivo, (cosa MAI VISTA in Italia), ed è nata una gara a cercare soluzioni ecologiche, ed alternative al nucleare.

Il finale? Ve lo lascio immaginare....lo scoprirete leggendolo.

Il modo italiano di risolvere il problema?

Venti anni fa' abbiamo fatto un referendum, (io votai a favore del nucleare), ed è emerso che NON VOLEVAMO IL NUCLEARE.

Benissimo, abbiamo fatto da allora qualcosa come cittadini? Siamo scesi in piazza per chiedere a gran voce l' eolico o altre energie alternative?

NO!

Al italiana, non abbiamo affrontato il problema, lo abbiamo spostato, lo abbiamo rimosso.

Mi piacerebbe vedere questo libro sulla scrivania di ogni politico, e vederli determinati a risolvere i problemi in maniera concreta, non ideologica, e non di parte.

Risolvendo il problema, e non spostandolo.

Cito un altro capitolo, quello, secondo me bellissimo della Flessicurezza, immaginate la situazione: il mio capo, può licenziarmi in 5 gg, non perchè sono un pelandrone, non perchè rubo, ma perchè nella mia azienda non servo.

Immaginate pero' che il giorno dopo l' ufficio di collocamento si metta in moto, io riceva l' 80% dello stipendio per un anno e in qualche giorno mi venga proposto un piano di formazione attraverso il quale io possa trovare in un anno un lavoro adeguato e spesso migliore.

Fantascienza?

Da noi si, parè che in Danimarca funzioni.

Certo costa, certo in Danimarca pagheranno delle tasse molto alte, ma è meglio tenere tutto il personale e far volare una compagnia aerea che perde ATTENZIONE PERDE NON GUADAGNA quasi 1 milione di Euro al giorno?

Chi credete che paghi?

Leggendo il libro ho rafforzato la mia personale opinione, il problema del Italia non è solo "La Casta", siamo anche noi come cittadini che dobbiamo cambiare, e fino a che questo libro non sara' sul comodino di molti, moltissimi italiani, fino a che a scuola, negli uffici, nelle fabbriche questi problemi non diventeranno il centro della discussione, fino a che non saranno lavati da ideologie e non saranno affrontati in maniera pragmatica, in Italia non cambiera niente, ma come sul Titanic  l' orchestra continuera a suonare, per non spaventarci, quando invece sarebbe il caso di preoccuparci e muoversi.

Leggetelo, spegniamo la lavatrice del cervello (=televisione), e parliamone ovunque possibile.

lunedì 12 maggio 2008

Leggere di Corrado Augias

Leggere Di solito mi piace scrivere la recensione di un libro che leggo dicendo se mi è piaciuto o meno.

Mi sono accorto che in realtà, di tutti, ma proprio tutti i libri che ho letto dico sempre che è bello, bellissimo se arriva ad emozionarmi.

Troppo buono? Forse!

Ma non ci posso fare niente, sono fatto cosi.

Infatti credo che un libro sia in realtà come un amico, come gli amici ognuno è diverso, ognuno di cui condividiamo e ci piacciono alcune cose e non capiamo altre, ma nel insieme questa diversità ci arrichisce.

I libri, e i relativi autori sono uguali.

Tornando al libro appena letto diciamo che questo libro è decisamente buono.

Il libro è scritto da Corrado Augias, ed è molto piacevole da leggere. Non è una pedante lezione sul perchè dobbiamo leggere.

Leggerlo è come trovarsi con un caro amico seduti parlando di una passione comune, i libri.

Questo amico ha tanto da darti e ti racconta del perchè lui legge (e nel caso di Augias legge tanto) e accorgerti che sta dicendo con le sue parole quello che tu hai nel cuore riguardo ai libri.

Mentre lui parla, ti accorgi che alcuni, forse molti libri li hai letti anche tu, e sei contento di aver in un certo senso fatto lo stesso cammino, o per lo meno di essere arrivato per strade diverse ad uno stesso luogo, uno stesso libro.

Ti ricordi cosa ti ha lasciato quel libro, cosa ti hanno lasciato quelle pagine, e ti accorgi  spesso che i sentimenti sono gli stessi, solo che lui (Augias) aggiunge particolari e accende riflettori su un punto che non avevi notato e ti si aprono nuovi orizzonti.

Ve lo consiglio caldamente.

Se vi piacciono i libri troverete mille altre ragioni per leggere.

Se non vi piacciono?

Prendo a prestito le parole della poesia del poeta romano del ottocento

Gioacchino Belli dal titolo "20 marzo 1834"

 

"Ch'er mercoledì a mmercato, ggente mie,
sce siino ferravecchi e scatolari,
rigattieri, spazzini, bbicchierari,
stracciaroli e ttant'antre marcanzie,
nun c'è ggnente da dì. Ma ste scanzie
de libbri, e sti libbracci, e sti libbrari,
che cce vienghen' a ffà? ccosa sc'impari
da tanti libbri e ttante libbrarie?
Tu pijja un libbro a ppanza vòta, e ddoppo
che ll'hai tienuto per cquarc'ora in mano,
dimme s'hai fame o ss'hai maggnato troppo.
Che ppredicava a la Missione er prete?
"Li libbri non zò rrobba da cristiano:
fijji, per ccarità, nnu li leggete"

Augias conclude dicendo:

"Foss' anche solo per questo, varrebbe la pena di leggere"

Sante parole signor Augias, e grazie per questo bel libro.