lunedì 5 maggio 2008

Addio Nicola

Sono sconvolto.

Negli ultimi anni, sopratutto grazie a Internet ci arrivano valanghe di notizie, informazioni e quanto altro.

Spesso ci passano cosi, nemmeno le notiamo.

Oppure, a volte ci provocano "l' indignazione da 5 minuti", i 5 minuti a tavola coi colleghi a pranzo, o al bar con gli amici, dove ognuno ha la soluzione del problema pronta in tasca, e poi via con il seguente argomento.

Ma questa notizia no. Non facciamola scivolare.

E' morto Nicola.

Chi era Nicola?

Nicola era un ragazzo, ragazzo qualsiasi, uno dei miei figli per esempio.

E per cosa è morto?

Perchè non ha offerto una sigaretta.

Come è morto?

Pestato, pestato a sangue, pestato a morte da altri cinque ragazzi.

Su tutti i giornali e telegiornali si leggono e si leggeranno particolari, orientamenti politici dei ragazzi che lo hanno aggredito, cause, motivi e conclusioni ed ognuno può dare la propria.

Io ho un pensiero solo:

La violenza non è mai la soluzione. Non è nemmeno un mezzo per arrivare alla soluzione.

Non esiste una buona ragione politica, religiosa, sociale per cui una persona debba morire.

Mai.

Non esiste una buona ragione per cui Nicola sia morto.

Parliamone.

Non impediremo che in futuro muoia un altro "Nicola", ma almeno con i nostri figli, con i nostri amici, con i nostri colleghi ne avremmo parlato e forse uno dei 5 che picchiavano non sara' nostro figlio, non sara' un nostro amico, non sara' un nostro collega.

Inoltre, anche le parole fanno male.

Leggo e linko un post che mi piace moltissimo su un blog - Verona Blog che leggo spesso e con piacere.

Non voglio porre il riflettore su Tosi, il sindaco di Verona.

Ad ognuno può piacere o dispiacere il personaggio, ad ognuno la sua scelta.

Quello che mi preme far notare sono solo le parole che non condivido in nessuno dei due casi:

parlando di Claudiu Stoleru:

"questi criminali"

parlando degli aggressori di Nicola:

"Cinque brutali teppisti neofascisti"

Smettiamola, per cortesia.

Smettiamola di non vedere, che continuamo a mettere etichette (extracomunitario, fascista, comunista, bianco, nero, rosso, giallo, del nord, del sud ecc) serve solo a spostare il problema.

Un ragazzo ha fatto un terribile omicidio

e cinque ragazzi hanno ucciso per futili motivi un altro ragazzo.

Non mi importa se fosse rumeno, non mi importa se fossero neofascisti, mi importa che altri ragazzi la prossima volta ci pensino, ci pensino due, tre, mille volte e scelgano diversamente, scelgano un altra strada invece che quella della violenza. 

Cosi un "Nicola" vivra'.

Addio Nicola.

2 commenti:

  1. non ho parole... sul serio...

    RispondiElimina
  2. Ciao Max, il guaio è che molti si sforzano ad attribuire a quei ragazzi ideologie, colori di partito che indubbiamente condizionano, ma penso che la cosa terribile è che la tragedia sia avvenuta "per noia" per mancanza di ideali, sappiamo che erano studenti (di quale scuola mi chiedo io? Che professori hanno avuto?) erano figli "normali"
    è questa la normalità che insegniamo noi genitori? Ecco perchè al posto di quel povero ragazzo si poteva trovare ognuno di noi, la sigaretta è un pretesto per quei ragazzi, occorre cambiare tutto di questa società, quindi di ognuno di noi.
    Ma l'eco della notizia è già scemato, la macchia pulita dalla efficiente "lavatrice del cervello" e ora usciamo con la nuova veste linda, come la strada ormai pulita dal giovane sangue.

    RispondiElimina