lunedì 12 maggio 2008

Leggere di Corrado Augias

Leggere Di solito mi piace scrivere la recensione di un libro che leggo dicendo se mi è piaciuto o meno.

Mi sono accorto che in realtà, di tutti, ma proprio tutti i libri che ho letto dico sempre che è bello, bellissimo se arriva ad emozionarmi.

Troppo buono? Forse!

Ma non ci posso fare niente, sono fatto cosi.

Infatti credo che un libro sia in realtà come un amico, come gli amici ognuno è diverso, ognuno di cui condividiamo e ci piacciono alcune cose e non capiamo altre, ma nel insieme questa diversità ci arrichisce.

I libri, e i relativi autori sono uguali.

Tornando al libro appena letto diciamo che questo libro è decisamente buono.

Il libro è scritto da Corrado Augias, ed è molto piacevole da leggere. Non è una pedante lezione sul perchè dobbiamo leggere.

Leggerlo è come trovarsi con un caro amico seduti parlando di una passione comune, i libri.

Questo amico ha tanto da darti e ti racconta del perchè lui legge (e nel caso di Augias legge tanto) e accorgerti che sta dicendo con le sue parole quello che tu hai nel cuore riguardo ai libri.

Mentre lui parla, ti accorgi che alcuni, forse molti libri li hai letti anche tu, e sei contento di aver in un certo senso fatto lo stesso cammino, o per lo meno di essere arrivato per strade diverse ad uno stesso luogo, uno stesso libro.

Ti ricordi cosa ti ha lasciato quel libro, cosa ti hanno lasciato quelle pagine, e ti accorgi  spesso che i sentimenti sono gli stessi, solo che lui (Augias) aggiunge particolari e accende riflettori su un punto che non avevi notato e ti si aprono nuovi orizzonti.

Ve lo consiglio caldamente.

Se vi piacciono i libri troverete mille altre ragioni per leggere.

Se non vi piacciono?

Prendo a prestito le parole della poesia del poeta romano del ottocento

Gioacchino Belli dal titolo "20 marzo 1834"

 

"Ch'er mercoledì a mmercato, ggente mie,
sce siino ferravecchi e scatolari,
rigattieri, spazzini, bbicchierari,
stracciaroli e ttant'antre marcanzie,
nun c'è ggnente da dì. Ma ste scanzie
de libbri, e sti libbracci, e sti libbrari,
che cce vienghen' a ffà? ccosa sc'impari
da tanti libbri e ttante libbrarie?
Tu pijja un libbro a ppanza vòta, e ddoppo
che ll'hai tienuto per cquarc'ora in mano,
dimme s'hai fame o ss'hai maggnato troppo.
Che ppredicava a la Missione er prete?
"Li libbri non zò rrobba da cristiano:
fijji, per ccarità, nnu li leggete"

Augias conclude dicendo:

"Foss' anche solo per questo, varrebbe la pena di leggere"

Sante parole signor Augias, e grazie per questo bel libro.

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