domenica 31 agosto 2008

Quando parlo di modi nuovi di risolvere i problemi

 

Spesso chiaccherando di attualità con parenti, amici e conoscenti dico che ci vogliono modi nuovi di risolvere problemi vecchi.

Spesso mi guardano come un marziano, anche se poi quando spieghi, motivi, ti danno ragione.

Ieri con piacere ho letto una notizia sul Corriere e oggi la ho trovata sul sito di Repubblica.

Succede che a Colonia (bellissima città della Germania) un sindaco coraggioso, di nome Fritz Schramma, che appartiene alla CDU (praticamente la DC della Germania) ha fatto approvare la costruzione di una moschea, anzi la piu' grande moschea della Germania, contro una parte del suo stesso partito.

Trovo bellissime le parole che ha detto:

"diamo un esempio di tolleranza della nostra cattolica città, lasciamo costruire un adeguato luogo di preghiera ai 120 mila concittadini di religione musulmana"

e altrettanto bello quello che è stato scritto in diversi messaggi sul sito online della tv araba Al-Arabiya cito dal sito di Repubblica

«Grazie Germania, grazie a Dio», dicono mille messaggi sul sito online della tv araba Al-Arabiya, e qualcuno aggiunge autocritico: «Seguiamo l' esempio, lasciamo ai cristiani costruire chiese da noi»

Ci sono due passaggi che mi piacciono particolarmente e credo, spero, possano diventare la regola nei rapporti tra le persone, nazioni e civilta'.

Li riscrivo uno dopo l' altro, e li evidenzio, perchè credo oggi giorno sia INDISPENSABILE imparare a gestire i problemi economici, sociali e politici con questo spirito a tutti i livelli.

"diamo un esempio di tolleranza della nostra cattolica città, lasciamo costruire un adeguato luogo di preghiera ai 120 mila concittadini di religione musulmana"

e

«Seguiamo l' esempio, lasciamo ai cristiani costruire chiese da noi»

Rispetto reciproco, interessi e obiettivi comuni, soluzioni condivise.

Io credo che come cittadini dobbiamo rifletterci e farlo diventare un nostro stile personale.
Pretenderlo dalla classe politica, e non usare vecchi schemi per risolvere problemi nuovi.

Il messaggio del sindaco di Colonia, è proiettato al futuro.

Ci sei, ti riconosco, riconosco le tue esigenze sociali e religiose.

Ci vuole coraggio per fare scelte di questo tipo, è piu' facile fare come da noi dove sempre e comunque si dicono dei no a prescindere.

Sia chiaro, per esempio in questo caso il rispetto deve essere reciproco, e ci sono certo, come scritto nel articolo di Repubblica molti problemi, (per esempio è giusto che le moschee non diventino centro in cui si fomenta l' odio religioso, e se non è cosi chi predica l' odio va allontanato) ma la strada giusta è questa.

Tutte le altre soluzioni portano a cose gia' viste (crociate, guerre ecc...)

Mi piacerebbe leggere piu' spesso notizie di questo tipo in Italia.

Ma correggetemi se sbaglio, da noi la tendenza è opposta.

Invidio alla Germania politici cosi..

sabato 23 agosto 2008

La maggioranza non ha sempre ragione!

 

Ai primi di agosto ho letto questa notizia

che vi spiego in sintesi, anche se vi invito a leggere per intero, perchè merita.

In pratica: Il Wall Street Journal, si chiede se Obama sia in sintonia con l' elettorato statunitense.

Obama è alto 1,86 m, e pesa 81 Kg, e questo potrebbe essere un problema, in un paese in cui il

"66 per cento dell'elettorato adulto è grasso e il 32 per cento è addirittura obeso"

L' ho letta almeno tre volte sul Corriere la notizia, e ci ho riflettuto stabilendo una scaletta di norme di buon senso (che sembra una cavolata, ma oggi giorno secondo me manca proprio)  e quindi in assoluto:

1) essere magri (non anoressici) è meglio per ovi motivi di salute.
2) se non lo sei non è un reato (anche se leggete qui), ma stai sbagliando.
3) non sei obbligato a farlo, ma se lo fai è meglio, per te', per il sistema sanitario, e quindi non è chi è nel peso forma a dover ingrassare ma il contrario.

Quindi il buon Obama cosa dovrebbe fare per essere eletto? Ingrassare? E' questa la soluzione adeguarsi alla massa, anche quando la massa sbaglia?

Mi chiedo questo perchè ultimamente si stanno profilando a livello mondiale, nazionale, e locale (eh si, anche nella mia provincia) problemi che secondo me affondano le loro radici in scelte mai fatte nel passato, o fatte male.

Problemi complessi, che travalicano i nostri confini comunali, provinciali, regionali, nazionali e spesso addirittura continentali.

Sarebbe necessario che dalla classe politica a tutti i livelli venissero prese decisioni NUOVE, complesse e non demagociche (NON ESISTONO SOLUZIONI FACILI A PROBLEMI COMPLESSI), percorrendo strade inesplorate, e cogliendo nuove opportunità.

Ma come si fa' se come detto un potenziale presidente degli Stati Uniti, probabilmente innovatore,  rischia di non venire eletto perchè "troppo  in forma", rispetto ai suoi elettori?

Ve lo immaginate quando magari gli chiedera' di fare un passo avanti verso riforme ecologiche, economiche, sociali, magari complesse al inizio, ma che potrebbero cambiare radicalmente la STORIA UMANA!!!

Eh, questi non gli starebbero dietro.....sai che fiatone. No, meglio fermarsi, mi viene l' infarto...

Prendiamo il caso sopra descritto di Obama,  come dicevo prima è semplice no?

Non è lui non in sintonia con il paese, è il paese che deve sintonizzarsi con lui in questo caso.

E se un politico (tranquilli in Italia non corriamo il rischio) volesse percorrere strade nuove e arrivare a risolvere i problemi diversamente dal passato come fa' ?

Il cittadino medio, la middle-class (noi praticamente), è pronto a cambiare? a seguirlo?

La mia risposta è: NO, NON VUOLE. 

Se anche ci fosse un leader che avesse le doti e la visione per portarci in terreni inesplorati e vivere meglio, io credo che NON LO SEGUIREMO.

E allora forza Obama, ingozzati, ingrassa, vinci le elezioni e portaci, magari a passi lenti e piu' pesanti verso un migliore futuro.

 

Beh gia' che ci sono vi do' il mio peso e altezza:

sono alto 1,92 m e peso 89 Kg

Che faccio mi candido? Sono piu' in sintonia con l' elettorato degli States? Voi mi votate?

Anzi no, sapete che faccio, ricomincio a correre (il mio link al sito della Nike testimonia la mia incoerenza).

domenica 17 agosto 2008

"Strano gioco: l' unica mossa vincente è non giocare"?

 

Uffa, oggi ultimo giorno di ferie. Mi ci stavo abituando.

Mi è venuta voglia di scrivere un post, leggendo la notizia che i Russi stanno attrezzando la loro flotta del Baltico con missili nucleari.

Lo trovo sconcertante, anche perchè mi ricorda di quando ero molto giovane, sarà stato poco dopo il 1980 quando cominciavo a interessarmi di politica, economia e quanto mi circonda leggendo i primi giornali, non solo per la cronaca sportiva.

Ricordo chiaramente che i due blocchi monolitici di allora, Patto di Varsavia e Nato (diciamo pure URSS e Stati Uniti), si contrapponevano decisamente e con una ricca dotazione di armi nucleari.

Era palpabile, in chi come me cercava di tenersi informato, la sensazione di pericolo incombente, pericolo dissuasivo certo, potenziale, ma comunque sempre presente.

Piccolo gossip: infatti se potete guardatevi "Wargames", da cui è tratta la frase che fa da titolo al mio post, il film è dell epoca, e racconta, anche se è una commediola leggera di quei anni e del atmosfera del epoca, e sopratutto è stato il film che ho visto al primo appuntamento con mia moglie!!!

Ma, dopo questa divagazione torno al punto.

Oggi, oltre 20 anni dopo, non è cambiato niente.

Siamo ancora li?

La Polonia, giustamente vuole stare sotto la copertura della Nato, e si dichiara disponibile ad ospitare siti di lancio per missili nucleari.

La Russia, giustamente si sente accerchiata, e risponde allo stesso modo attrezzando la flotta del Baltico.

Tutti hanno le loro ragioni, ma tutti hanno torto.

Io mi faccio la solita domanda. Me la facevo oltre vent' anni fa', me la faccio ora?

Possibile che in queste situazioni e posizioni non ci sia un punto di equilibrio che non preveda di schierare armi di tale portata e distruttività?

Ma a cosa sono serviti questi 20 anni?

Possibile che da allora non abbiamo capito niente?

Rispetto a vent anni fa'  siamo cambiati (io ho un sacco di capelli bianchi), e abbiamo pc in tutte le case, 2 telefonini a testa, internet, ecc, ma i problemi li risolviamo ancora allo stesso modo (non risolvendoli).

E' normale?

Mi chiedo se il tempo sia passato per niente.

Quando "cambieremmo" veramente?

Quando ci sveglieremo da questo torpore per pretendere che le cause che portano a questi situazioni siano rimosse DEFINITIVAMENTE?

domenica 3 agosto 2008

Manifesta 7 - 1 tappa Alumix

 

Con l' occasione del inaugurazione del Museion, ho cominciato un percorso tutto mio personale per conoscere e capire l' arte contemporanea.

Quest' anno le occasioni per conoscerla non mancano, e per prima logicamente ho visitato la mostra "Sguardo periferico e corpo collettivo" al Museion di cui ho riferito in questo post.

Sabato scorso (non ieri) ho visitato "Manifesta 7".

Manifesta 7, come dettagliatamente spiegato nel sito si articola in 4 sedi museali, Bolzano, Trento, Rovereto e Fortezza.

Il biglietto d' ingresso valido per  tutte e 4 le sedi museali è di € 15.

La sede di Bolzano si trova al interno di un capannone dismesso del Alumix, e questo è gia' un motivo di interesse per farci una visita.

(Vi consiglio di prendere il folder "Alumix un momunento in rosso")

Infatti, è bello osservare questo luogo dove in passato un intera generazione ha vissuto, lavorato, e spesso si è ammalata passandoci un intera vita.

A tale proposito, vi segnalo l' opera del artista Jilavu (se riuscite immergetevi in quell' opera, a me è piaciuta moltissimo, è bello pensare di poter essere invisibili e vedere la vita di quegli anni che vi scorre intorno)

Devo dire che io sono stato anche più fortunato degli altri, essendo andato alla mostra con mio suocero, che per un periodo ha lavorato in quella fabbrica, e ho potuto quindi avere un punto di vista privilegiato sulle condizioni di lavoro di quei tempi.

Ma veniamo alla mostra, il titolo della mostra di Bolzano è "The Rest of Now".

Premetto, come sempre, che l' arte contemporanea non è secondo me di facile e immediata lettura.

Richiede pazienza, attenzione, voglia e desiderio di cambiare gli occhiali con i quali osserviamo la realtà, e uscire dagli schemi quotidiani.

Allora, e solo allora, si può capirla.

Tra le opere che piu' mi hanno colpito ci sono quelle del Prof. Brad Trip (veramente inquetanti alcuni suoi quadri, ma significativi),

forse perchè sono sensibile ai temi del immigrazione mi sono piaciute moltissimo le rappresentazioni video di Vaindorf,

e molto bella anche quella di Ziura (se vi lasciate andare potete entrare nella sua opera e viaggiare nei luoghi lontani che lui ha visitato e perdervi nella quotidianeità di quei luoghi),

ed inoltre la rappresentazione video di Huner,

e l' opera direttamente sulla torre del acqua al interno della fabbrica di M-City.

Vi consiglio decisamente una visita, mi ha lasciato molta curiosità, e voglia di approfondire, oltre che fatto riflettere, cosa che di questi tempi non guasta mai.

Prossima tappa: Fortezza.