sabato 27 settembre 2008

Dedicato a una persona speciale

 

Ho inserito nel mio blogroll un blog particolare

http://toninovonmuenchen.blogspot.com/

è un blog creato da un mio cugino che sta affrontando una scelta non facile.

Lo ho inserito perchè:

1) per il coraggio della sua scelta.
Coraggio, perchè in un epoca in cui tutti cercano il cantuccio comodo e sicuro, lui ci prova, apre la finestra e fa entrare aria nuova.

2) perchè è una persona di valore, con qualcosa dentro, come piacciono a me.

3) perchè le persone che attivano un blog sono secondo me speciali.
Il coraggio di raccontarsi, di essere sinceri, di rapportarsi con il grande mare di internet non è comune.
Il fatto di scrivere ti costringe a pulire i tuoi pensieri, a riordinarli e ti aiuta ad essere piu' chiaro con te stesso.

Quindi, caro Marco, spero avrai il tempo, la voglia, di raccontarci le vicende che accadono in quel di Monaco, viste con i tuoi occhi.

E ti auguro tutto il successo possibile......qui noi tifiamo per te, che tu possa trovare amicizie, donne, e anche magari una donna speciale, e tutte le soddisfazioni nel lavoro che ti meriti.

E ti dedico un piccolo filmato da Youtube di un film che ho visto molti anni fa'  e che mi ha colpito profondamente e influenzato la mia vita.

Non te lo racconto, ne spiego. Spero che tu possa guardarlo per intero e che ti piaccia.

Ma trovo bellissime e significative queste parole che ti dedico:

"C'è il paradiso?"

"Oh certo"

"E il luogo dove si avverano i sogni"

 

Che i tuoi sogni si avverino!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!

sabato 13 settembre 2008

Il pugno nello stomaco

 

Spesso parlando con le persone si parla del problema del immigrazione clandestina.

E' chiaro che i problemi esistono, problemi legati ad una cultura diversa, con stili di vita diversi.
E' chiaro che le nostre risorse economiche, sociali non sono infinite.
E che non si può dare tutto a tutti.

Ma quando (purtroppo spesso) ne sento parlare in toni generici e/o superficiali, pongo sempre una domanda:

"Ma tu, pagheresti 3,4, 5000 € per imbarcarti su una bagnarola con cui non attraverserei nemmeno un lago, affrontando il Mediterraneo per arrivare in un paese in cui sei un problema, e se ci arrivi, sarai clandestino, quindi diretto a fare (se ti va bene) un lavoro in nero sottopagato e sfruttato?"

La risposta di solito, non arriva mai.

Quando arriva mi si fa' presente che in effetti non possiamo dare tutto a tutti.
Ed è vero.

Mi si fa' presente che le risorse non sono infinite.
Ed è vero.

Ma io chiedo allora: "Quanta fame ha, quanta paura ha, quanto male sta nel proprio paese, questa gente per venire nel nostro paese nonostante i mille pericoli e insicurezze?"

Le risposte a questo punto non arrivano mai.

Questa è la mia riflessione.

E mi perseguita.

Ma il post lo ho scritto sopratutto per segnalare un articolo di un giornalista di Repubblica  che ha scritto un bellissimo articolo (spiegando molto meglio di me cosa succede) su questo argomento.

Bello, perchè fa' male come un pugno nello stomaco, ti toglie il fiato e non lo dimentichi facilmente.

Non mi interessano le considerazioni politiche. 
Voglio evidenziare l' aspetto umano, le persone, la sofferenza.

Questo conta. Questo mi perseguita. Il resto non mi interessa.

Sia chiaro, io non ho risposte al problema, ma sono felice, i pugni nello stomaco (come questo) mi fanno ancora male, e mi tolgono il fiato come un pugno nello stomaco.

Ricordiamoci questo punto di vista la prossima volta che ne parliamo........pretendiamo soluzioni vere e nuove al problema, libere da ogni demagogia.

 

sabato 6 settembre 2008

Recensione: La coscienza di Zeno di Italo Svevo

 

  Qualche giorno fa' ho finito di leggere il libro "La coscienza di Zeno", di Italo Svevo.

Il libro racconta la vita di Zeno Cosini, che impareremo a conoscere attraverso quello che scrive prescrittogli come terapia.

Zeno Cosini infatti ritiene di essere malato, ma è in realtà un malato immaginario, con una grande paura di vivere e di affrontare le proprie debolezze.

Il libro non mi è piaciuto particolarmente al inizio, ma poi un po' alla volta ti prende, e seguendo la vita e le vicende permette di aprire una finestra sulla società triestina del inizio del secolo scorso.

Inoltre penso che ognuno di noi è "Zeno Cosini", con le proprie paure, e malattie piu' o meno immaginarie, ed è facile immaginarsi al suo posto.

Difficile come per lui  è staccarsi dalle proprie abitudini.

Ma non posso dire molto di piu'. Non mi ha affascinato e preso come altri libri ( es Resurrezione di Tolstoj).