sabato 18 ottobre 2008

Buongiorno vi presento Joe

 

Buongiorno, vi presento Joe.

Chi è Joe?

Joe è un cittadino americano che come tutte le persone del mondo desidera realizzarsi.

Ha i suoi sogni e lavorando e risparmiando, vuole comprarsi una casa, avviare un attività in proprio, allevare dei figli e condurre una vita piacevole e soddisfacente.

Joe, in pratica siamo noi. Ognuno di noi.

Per capire bene chi è Joe, e da dove salta fuori vi consiglio di leggere integralmente questo ottimo articolo.

Bene, ora fatte le debite presentazioni, vi spiego perchè ve lo ho presentato.

Dovete sapere che Joe ha incontrato Obama che faceva campagna elettorale e gli ha rivolto alcune domande tra cui una:

"Credi nell'American Dream?".

"Certo che credo nel sogno americano", gli ha risposto Obama.

"Allora perché mi vuoi penalizzare se io cerco di raggiungerlo?"

e ha raccontato che sta mettendo da parte i soldi per comprare la piccola attività per cui lavora da quindici anni, ma che se lo facesse poi guadagnerebbe più di 250mila dollari l'anno e con il piano fiscale del candidato democratico sarebbe costretto a pagare più tasse.

Cosa ha fatto Obama?

Obama gli ha dato una risposta lunghissima, si è fermato a spiegargli che vuole abbassare le tasse al 95 per cento degli americani e ha parlato della necessità di lanciare un piano di aiuti per la classe media che redistribuisca la ricchezza.

Cosa ne pensa Joe della risposta?

"Mi ha un po' spaventato, dice che vuole redistribuire la ricchezza ma a me sembra una cosa socialista: decido io a chi dare i miei soldi, non può essere il governo a dire che se guadagno un po' di più poi lo devo dividere con qualcun altro"

Fin qui fatti, ora la mia opinione.

Spesso si parla delle colpe dei politici (tante davvero), ma la mia opionione è che la colpa se molte cose non funzionano è anche e forse sopratutto la nostra (i Joe della situazione), e della nostra maturità e aspettative.

Scendiamo sul pratico, Joe si preoccupa del aumento delle tasse se diventa imprenditore
(sostanzialmente se oggi guadagno 1000 e pago 400, se domani guadagno 1500 o 2000 pagherò quanto?)

Se ragiono per me, per il mio interesse, Giusto. Giustissimo.

Ma non esisto solo io.

Se ragioni per tutti, per tutta la collettività (e i politici, quelli veri, dovrebbero pensare in questo modo), il ragionamento è sbagliato.

Quindi sbaglia Joe?

Secondo me, si.

Perchè anche se capisco il suo (e mio) desiderio di pagare meno tasse, io credo che lo Stato debba chiedere di piu' a chi ha di piu'.

Può non piacere, ma è giusto.

Lo dice anche un articolo della ns costituzione:

Art. 53.

Tutti sono tenuti a concorrere alle spese pubbliche in ragione della loro capacità contributiva.

Il sistema tributario è informato a criteri di progressività.

Nel pensiero di una parte politica (chiamiamola Destra, ma secondo me non ha nulla a che spartire con le attuali destre) questo è sbagliato e solo diminuendo le tasse alle classi piu' benestanti attraverso la loro voglia di intraprendere e desiderio di arrichirsi, per conseguenza a cascata se ne avrebbero ricadute positive su tutta la società (meno abbiente).

Bello il concetto, ma ha funzionato?

Che negli Stati Uniti (e in tutto il mondo in verità) la middle class stia soffrendo è un dato di fatto.
E non mi sembra che George W. Bush in otto anni abbia fatto delle politiche di sinistra, anzi ha proprio fatto il contrario diminuito le tasse alle classi piu' benestanti, eppure dopo otto anni sono in queste condizioni.

Quindi, la domanda che mi faccio, e che Joe si dovrebbe fare è:

Chi voto? Qualcuno che mi promette di non alzare le tasse? O qualcuno che mi dice che se guadagnerò di più, qualcosa dovro pur dare in piu'?

Il punto è che noi come Joe, votiamo sempre e solo per chi ci propone la via piu' facile,

chi non gli aumentera le tasse, pur sapendo che è impossibile in certe condizioni.

O in Italia per chi da la colpa di tutto sempre e comunque agli altri (terroni, immigrati, comunisti, il precedente governo), e non affronta mai il problema alla fonte, integralmente.

(La verita è che viviamo in un epoca che pone problemi NUOVI, mai visti, e le soluzioni VECCHIE non servono).

Se fossi Joe prima di votare mi chiederei, sto affrontando il problema nel ottica giusta?

Quello che chiederei come Joe della situazione a Obama o a McCain, è che le tasse se divento imprenditore siano giuste (magari più basse) e appropriate, ben spese e utili, e mi permettano se non riusciro come Joe ad avviare un attività in proprio e rimarrò il classico dipendente di condurre un esistenza con un minimo di dignita' .

Ecco dove secondo me noi (noi Joe) sbagliamo.

Io credo che fino a quando non chiederemo a chiare lettere soluzioni chiare, e complete, risposte adeguate ai problemi del nostro tempo, i politici non potranno che prometterci di abbassare le tasse, salvo poi dopo, dire la verità, o dare la colpa al precedente governo.

Tocca a noi chiedere e pretendere soluzioni vere ai problemi.

NON ESISTONO SOLUZIONI SEMPLICI A PROBLEMI COMPLESSI

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