domenica 2 novembre 2008

Recensione: Il matematico impertinente di Piergiorgio Odifreddi

Riflettevo sulla strana sensazione che provo quando finisco un libro.

Lo chiudi e sai che probabilmente non lo riprenderai piu' in mano, certo quello che hai letto ti rimane, spesso ti ha cambiato, magari poco, ma ti ha cambiato, ma difficilmente lo riprenderai in mano.

E' un addio, più che un arrivederci.

Il libro che ho letto "Il matematico impertinente" di Piergiorgio Odifreddi è sicuramente un libro da arrivederci, di quelli che finiti ti costringono a tornarci.

Il libro è una raccolta di articoli e  brevi saggi, divisi in 6 categorie: Storia e Politica, Religione, Lingua e Letteratura, Logica, Matematica, Scienze.

In questi saggi attraverso interviste vere o inventate a personaggi che hanno lasciato il segno nella nostra epoca, o parlando di argomenti di attualita' o di domande irrisolte dal uomo nei secoli, evidenzia e approfondisce aspetti che troppo spesso lasciamo per scontati, immersi come siamo in certezze, che in verità poi certezze non lo sono......

Il punto centrale del pensiero del autore è che la scienza e la matematica sono nella nostra cultura preminenti, e ampiamente sottovalutate rispetto ad altre discipline, e che se piu' studiate e comprese molti grossi problemi sociali, religiosi, sarebbero evitabili.

In questo, non posso che dargli completa ragione, ma devo dire in completa onesta, che io per primo, faccio fatica a fare mio questo atteggiamento.

Non penso che la soluzione sia tutta li.

Infatti rimango davvero stupito, e emozionato, quando (cerco) di aiutare mio figlio nello studio di Biologia e Chimica, e nello scoprire la perfezione, e la meraviglia del comportamento della materia vivente.

Ma proprio a questo punto in cui la scienza, mi colpisce e stupisce, ecco che dalla finestra rientra Dio, 
perchè hai l' impressione che abbia lasciato piccole, flebili tracce in ogni cosa, in ogni creazione.
(Nota bene: Dio non le religioni, le quali meriterebbero un post a parte, e Dio, non il Dio di una religione)

E non riesco quindi ritrovarmi completamente nel pensiero del autore. 

Il libro in alcuni punti, sopratutto quando parla di Matematica e Scienze è un po' difficile, e nel leggerlo richiede una particolare attenzione, ma nel suo complesso lo trovo decisamente buono, e sara' uno di quei libri che prenderò in mano spesso per successivi approfondimenti come con una guida.

Ne consiglio la lettura, proprio perchè stimola a confrontarsi con se stessi, e spesso ti può fare sentire a disagio, il che è buon segno, vuol dire avere la necessità di andare più a fondo e capire/capirti meglio, cercando magari di cambiare il proprio modo di osservare le cose, e non darle per scontate, cosa che davvero oggi, richiede un gran coraggio.

1 commento:

  1. E' vero è proprio un addio... certe volte quando finisco un libro... e lo metto via mi sento proprio triste!

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