domenica 16 novembre 2008

Recensione: L' Audacia della Speranza

Ho appena finito di leggere il libro "L' Audacia della Speranza", scritto nel 2006 da Obama, l' attuale presidente degli Stati Uniti.

Vi consiglio vivamente di leggerlo (sto seriamente pensando di regalarlo a Natale a tutte le persone intelligenti che conosco), per capire meglio quest' uomo, per capire cosa è successo negli Stati Uniti, per capire cosa, (speriamo) potra' succedere.

Il libro è diviso in 9 capitoli divisi per argomenti, nei quali Obama con semplicità e concretezza parla di se stesso, della sua vita, delle sue scelte, di quello che è e vorrebbe fare.

E' un uomo migliore di me, ma è semplice. E' un uomo di sinistra, o come direbbero loro liberal, ma della sinistra che mi piace, e da cui da sempre mi sento attratto, di quella sinistra che conosce il mondo, e vede quanto vi è di brutto, e non smette mai di sognare un mondo diverso, e di provare a cambiarlo, e non accetta di chiudere gli occhi e girarsi dal altra parte. 

Ma di quella sinistra pragmatica che sa scendere a compromessi con i propri sogni e i propri ideali, per realizzare soluzioni imperfette certo, ma che costruiscono giorno dopo giorno un mondo piu' giusto.

E' un uomo che si rende conto della complessità del mondo attuale, e sa che non esistono soluzioni facili a problemi complessi, e che gli slogan e le ideologie del passato che ci hanno portato (spesso bene fino a qui), non sono la strada per il futuro.

Non appare un uomo immobile, un intellettuale astioso che ha capito tutto, ma non riesce a decidere.

Mi ci ritrovo in pieno, mi piace il suo modo di affrontare i problemi, non evitandoli, non cercando una facile retorica, non dando sempre la colpa agli altri.

Mi attrae la sua capacita' di ascoltare, di essere convinto delle proprie ragioni, ma di lasciare una porticina aperta per il dubbio, che forse qualcosa possa essere sfuggita e di non aver capito bene.

Come ho detto piu' volte temo per la sua vita, per il fatto che ci sono persone che non gli perdonano il colore della pelle, per il fatto che se riuscira a portare avanti anche solo un decimo delle sue idee, portera' ad un cambiamento profondo nella società americana e quindi mondiale.

Intendiamoci, non cambiera tutto, andremo ancora a lavorare, a combattere giorno per giorno, per sopravvivere e portare avanti decentemente il nostro vissuto quotidiano, ma qualcosa (spero) cambiera' li lontano negli Stati Uniti, e forse il movimento sara' impercettibile.

Ma in questo libro, di quest uomo che ora è l' uomo al comando della nazione piu' potente della terra ho scoperto una persona, curiosa, intelligente, e semplice.

Ho seguito Dukakis, Clinton, Reagan, i vari Bush, Kerry, Gore, ma questa è una persona che inviterei volentieri una serata a cena a casa mia, con la quale parlare e condividere i pensieri, i dubbi, le angosce.

Il libro ha al inizio una prefazione a cura di Walter Veltroni, e questo mi fa' pensare alla situazione politica in Italia (decisamente penosa) dove ancora stiamo a battibeccare e a darci dei comunisti o fascisti.

Quando saremo noi italiani in grado di eleggere il nostro Obama?

Negli Stati Uniti, il paese dello schiavismo, il paese del Ku Klux Klan, sono riusciti a cambiare a tal punto da eleggere un presidente di pelle nera.

Per non parlare della situazione politica locale, dove si discute e si manifesta per dei monumenti.

Quanto lontana è l' America? Quanto sono lontani i suoi richiami a soluzioni condivise?

e si rafforza sempre di piu' in me il concetto per cui questi cambiamenti partono dal basso, dentro me stesso, e forse gli americani avevano toccato il fondo, ed ora dal fondo quest' uomo gli sta chiedendo di alzarsi e di cominciare un cammino.

Io credo, per quanto vedo intorno a me, che ancora in Italia non siamo pronti, forse ancora non abbiamo toccato il fondo, ancora non ci facciamo le domande giuste, ancora non pretendiamo dalla nostra classe politica quello che in fondo non vogliamo..... (il cambiamento).

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