mercoledì 5 novembre 2008

Yes they can (si loro possono)

 

Stanotte causa un colpo d' insonnia alle 2.00 ero in piedi, e dopo essermi girato e rigirato nel letto mi sono arreso e alzato per seguire dal mio pc attraverso il sito della CNN le elezioni americane.

Devo dire la verità, speravo vincesse Obama, ma non credevo che lo avrei mai visto nella mia vita, e per un attimo ho pensato davvero, che tutto è possibile.

Mi ha fatto un gran piacere, per diversi motivi.  Ma provo per lui anche tanta pena.

Ecco le mie riflessioni:

 

1) Secondo me il mondo è messo male, talmente male, che le aspettative della gente nei suoi confronti sono elevatissime, e chiaramente Obama non può dal oggi al domani soddisfarle, forse nemmeno in quattro anni.

Quello che può fare, è prendere la barra e invertire con determinazione, ma con delicatezza, la rotta perchè sia chiaro che la direzione verso cui stiamo andando ci porta verso qualcosa di gia' visto, e di non piacevole.

2) Ho sinceramente paura per lui, altre persone hanno usato le stesse parole, indicato la stessa direzione, e poi sappiamo come è finita.

Perchè il "Change", non si esaurisce con l' elezione, ma riguarda tutti, ogni persona d' ora in poi.
Lui da solo non potra' fare niente, il "change" riguarda ognuno di noi, quotidianamente.

Ed è la cosa più difficile del mondo, perchè il "change" fa' male, ti da fastidio, devi cambiare, mollare le tue abitudini, che credevi giuste, che forse erano giuste, ma cambiare fa' paura.

Tanta paura. E alle persone puoi chiedere tutto, ma di cambiare questo, no.

3) sto leggendo il libro scritto da lui, è un uomo abile. Anche Mc Cain, ma Mc Cain assomiglia troppo a quello che gia' viviamo e in cui ho vissuto (bene) i miei primi 43 anni, ma bene e per sempre non vanno d' accordo, e se ancora non ve lo hanno detto, la fuori, fuori dal cortile di casa, intesa come casa, comune, provincia, o nazione sta cambiando tutto.

E bisogna capire cosa sta succedendo, leggere, documentarsi perchè comunque cambiera, anche se non lo vogliamo, e servono uomini che adottini

 

SOLUZIONI COMPLESSE A PROBLEMI COMPLESSI,

NON ESISTONO SOLUZIONI FACILI PER PROBLEMI COMPLESSI

4) il colore della pelle conta, e il fatto che lui sia di pelle nera e sia stato eletto conta il doppio.

E' tragico, ridicolo dirlo, ma è cosi, lui per il colore della sua pelle non deve dimostrare niente, solo di essere un buon presidente.

Se è esistito un problema di pelle, di razza, la colpa è nostra, non sua. In America hanno dimostrato che il "Change" nella testa delle persone in questo senso è possibile, ora Obama è presidente.

Concludo con il titolo:

non yes we can (si noi possiamo), ma yes They can (si loro possono), perchè credo che siamo davvero al anno zero in Italia, e da qui dobbiamo partire.

e per farvi capire vi prego di leggere qui, e ditemi che non è vero, che non lo ha mai detto, nemmeno se non intendeva dire questo.

(P.s. Grazie ministro Maroni, non condivido la sua parte politica, ma in questo caso le sue sono parole giuste)

e poi mi permetto di linkare un post triste ma significativo di un blogger che leggo con attenzione, perchè in questo caso ha davvero ragione, rappresenta dove siamo e bisogna capire che per noi il "change" parte da qui.

Si, perchè non tocca a Obama fare il "Change", tocca a noi cambiare, ognuno di noi, oggi, nelle proprie case, negli uffici, togliendoci il vestitino comodo delle ns. certezze e mettendoci in discussione, leggendo, confrontandoci.

Cominciando a mettere in primo piano il rispetto per chi è diverso da noi.

Cominciando a chiedere soluzioni che siano condivise e non contro qualcun' altro, ma con qualcun altro.

Sono ingenuo? Forse!!!

Ma ho visto eleggere un presidente di colore, comincio a credere che tutto sia possibile......................

YES WE CHANGE

 

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