sabato 28 marzo 2009

Recensione: Bisanzio di Judith Herrin

Come sono arrivato a questo libro?

In due modi:

il primo attraverso un approfondimento sulla storia della terra di mio padre, il Salento.

Ho scoperto che tra i vari popoli che hanno solcato quella bellissima terra vi si parlava dei Bizantini, che nella storia del Salento hanno avuto un grande peso tra l' 800 e il 1000 d.C.

il secondo dopo aver letto il libro "Inchiesta sul Cristianesimo" di Corrado Augias e Remo Cacitti dove si parla di diverse eresie e diversi popoli tra cui i Bizantini.

Leggendo e informandomi mi sono cosi reso conto che nella mia memoria c' era un buco.

Infatti tra il 476 d.C. anno in cui cade l' impero romano, e il 1000-1100 in cui inizia l' epoca dei Comuni, in mezzo tra queste due date conoscevo diversi fatti storici, alcuni popoli e regni, ma non riuscivo ad organizzarli al meglio, non riuscivo a organizzare le informazioni in maniera sequenziale e creare i giusti collegamenti.

Poi ho letto il libro "Bisanzio", e tutto è piu' chiaro.

Il libro, al inizio non mi piaceva molto come stile, mi sarei aspettato un libro che affrontasse gli oltre 1000 anni di storia (300 circa d.C.-1452 d.C) in maniera cronologica.

Invece no, l' autrice dopo una breve panoramica sui mille anni di storia, ha scritto i vari capitoli attorno a singoli argomenti o aspetti e questo puo' sembrare dispersivo, ma poi leggendo ci si accorge che nello stesso tempo l' autrice ci porta per mano attraverso il tempo che trascorre e in maniera cronologica, rendendo l' argomento meno pesante e molto scorrevole la lettura.

Trovo che il libro sia decisamente bello e ne consiglio la lettura, mi ha aperto gli occhi su un periodo storico che conoscevo poco, su un impero a cui anche noi dobbiamo molto, davvero molto.

Ho scoperto personaggi incredibili, donne di grandissimo valore, per l' ennesima volta ho avuto conferma che una società aperta, multiculturale, il più possibile istruita, era ed è stata l' arma vincente per far si che la società cresca, prosperi, si arrichisca e per contro in ogni epoca ci siano persone che la vedono in maniera completamente diversa.

Mi ha divertito tra le tante cose scoprire nel capitolo 19 che proprio le principesse bizantine hanno portato in Europa l' abitudine di usare le forchette per mangiare, abitudine dei Romani e persa in Europa nel Medioevo, e che al epoca come scrive l' autrice le principesse bizantine siano state osteggiate dal clero per aver portato tra le altre cose abitudini troppo licenziose.

Passano i secoli, ma il fondo i ruoli non cambiano vero?

Quindi per concludere, libro da leggere, davvero bello, scritto bene e utilissimo a capire meglio i nostri tempi.

Il prossimo?

"Il maestro e Margherita" di Michail Bulgakov, letteratura russa del 900.

domenica 15 marzo 2009

Recensione: Racconti di Anton Pavlovic Cechov

Rileggendo quello che ho scritto su questo blog mi accorgo di usarlo ormai solo per recensire le mie letture.

Questo, succede per diversi motivi.

Il primo è che mi trovo in un periodo di forte stress e impegno sia nel campo lavorativo (causa la crisi economica globale) e in famiglia (per cercare di aiutare mio figlio a passare l' anno scolastico e venire promosso al anno successivo).

Conseguenza è che pur affollandosi molti pensieri nella mia mente, non ho il tempo ne' la voglia di approfondire e scriverne di conseguenza.

Fatta questa premessa passo a recensire il libro appena letto.

Il libro "I Racconti di Cechov" è un libro che consiglio di leggere a tutti, è adatto sia a chi non sta leggendo ma vorrebbe ricominciare o a chi legge poco e vorrebbe leggere di piu', infatti i racconti sono scritti in maniera molto leggibile e scorrevole, oppure a chi è grande lettore e cerca oltre al racconto di andare oltre e inquadrarne lo scrittore e l' epoca in cui viveva.

Il libro si compone di sette racconti ambientati nella Russia del 1800, i titoli sono: Una storia noiosa, Reparto nr 6, Il monaco nero, La casa con il mezzanino, L' uomo nella fodera, La signora con il cagnolino, La fidanzata.

Ogni racconto è come se aprisse una finestra sulle vicende dei protagonisti del racconto e ci permette di accompagnarle  per un piccolo periodo della loro vita, permettendoci di conoscerle, capirle, e di riflesso di capire noi stessi guardando attraverso i personaggi del racconto come se fossero degli specchi. 

A tale proposito considero un capolavoro il racconto Reparto nr 6, davvero mi ci sono riconosciuto nel personaggio principale, tranne che io....beh non vi anticipo niente, leggetelo e se siete curiosi vi spieghero' su Facebook o per posta elettronica.

Ho letto con piacere questo libro e sto sviluppando una mia particolare passione per la letteratura russa del 800, di questo periodo ho gia' letto Resurrezione di Tolstoj.

Sono certamente due stili molto diversi, ma entrambi hanno in me stimolato un forte interesse e curiosità per una societa' e una civiltà poi scomparsa con l' avvento del comunismo in Russia, che mi attrae e mi incuriosisce e spesso quando leggo le pagine di questi autori mi ritrovo a immedesimarmi completamente tanto da perdermi e non leggere ma essere parte del racconto, attraverso gli occhi del narratore, vivendo realmente nelle citta', nella cultura e civilta' del periodo.

Piu' avanti di questa letteraratura leggero' "Il Maestro e Marherita" di Bulgakov e durante le vacanze estive "Guerra e Pace" di Tolstoj