domenica 17 gennaio 2010

Recensione: La Mano di Fatima di Idelfonso Falcones

 

Mescolate lentamente in poco meno di 1000 pagine un bel racconto pieno di colpi di scena con fatti storici, vicende di popoli,  di religioni e civiltà, con palazzi espressione di fede e arte del uomo, con simboli di fede, amalgamate il tutto con una scrittura scorrevole e otterrete il libro "La mano di Fatima" di Idelfonso Falcones.

L' avvincente romanzo ruota attorno alle vicende di Hernando o anche Ibn Hamid, un ragazzo puro di cuore, che persino nel duplice nome, cristiano e mussulmano, si trova sempre in bilico tra due mondi, quello cattolico e quello islamico, al apparenza inconciliabili, nella Spagna di fine 1500.

Attorno a lui si sviluppano le vicende del libro, che ho trovato davvero bello, e che consiglio di leggere anche perchè oggi, in un momento in cui la Storia ha ripreso a muoversi è o può essere di un attualità sorprendente.

Per godere appieno del libro, il mio consiglio è di fare prima una breve ripassata delle vicende che riguardano la Spagna, e in particolare del epoca che va dal 700 dc al 1500-1600, questo permetterà al lettore di godere pienamente dei fatti narrati comprendendoli nel loro quadro storico.

Inoltre, non guasta la comprensione e conoscenza di alcuni aspetti base della religione islamica per capire meglio il personaggio e la sua fede, a tale proposito segnalo (e recensirò a breve) il libro "Atlante Illustrato dell' Islam" Ed Giunti Autore Raffaele Russo ( lo ho trovato davvero ottimo come guida base)

La bellezza di questo romanzo, sta anche in questo, alle persone di buona volontà, a coloro che non si vogliono arrendere, permette di riflettere su quello che è stato, su quello che oggi sta succedendo, su quello che potrebbe risuccedere, e di farsi delle domande chiedendosi se forse oggi è evitabile e nuove pagine inedite possano essere scritte nel grande libro della Storia del uomo, senza che ancora si debba parlare di conflitti, odi e contrasti religiosi, politice e razziali.

Fosse anche scritto male e non lo è, varrebbe la pena di leggerlo solo per questo.

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