sabato 6 marzo 2010

Recensione: Negri, Froci, Giudei & Co di Gian Antonio Stella

Ho da poco finito di leggere il libro di Gian Antonio Stella "Negri, Froci, Giudei & Co", libro davvero bello.

E mi è difficile recensirlo.

Di Gian Antonio Stella ho gia letto "La Casta" e "La Deriva" scritto assieme a  Sergio Rizzo, ambedue scritti molto bene e la  cui lettura, arrabbiature a parte scorre agevolmente, ma questo libro è secondo me diverso.

Infatti leggendo "La Casta" o "La Deriva", il lettore può indignarsi e votare di conseguenza, rassegnarsi e far finta di niente, ma in quei libri un colpevole c'era, ed era sempre qualcun altro, che ne so il politico della fazione avversa, le varie caste, gli statali, gli evasori ecc.

In questo libro NO! I "colpevoli" siamo noi.

Si, perchè le vicende abilmente descritte non riguardano solo il fascismo o il nazismo, ma leggendo ti accorgi che tutti, ma proprio tutti, a tutte le latitudini e in tutte le epoche storiche, ci sono caduti, segno che il razzismo inteso come paura del diverso è insito in noi e riaffiora sempre, con esiti imprevedibili e drammatici.

E allora il gran merito di questo libro è che se ti poni onestamente difronte alle parole che leggi, se accetti la sfida, il confronto, ti accorgi che il razzismo è stupido. Senza se e senza ma!

E che di conseguenza lo devi evitare.

Mi chiamo Massimo e sono nato in Italia, sono stato cattolico e poi mormone.

Come giudichereste chi dicesse che siccome ho commesso un reato tutte le persone che si chiamano Massimo sono delinquenti?

o che siccome sono italiano tutti gli italiani sono delinquenti?

o che essendo stato cattolico e mormone tutti i cattolici o mormoni sono delinquenti?

Come minimo le giudichereste come persone superficiali, che generalizzano.

Eppure leggendo il libro ti rendi conto che questo e non altro è il metro del pensiero razzista, leggendo sempre più ti rendi conto che nulla, davvero nulla, giustifica leggi, decreti che discriminano l' altro solo perchè appartenente ad una diversa religione, etnia, lingua o colore della pelle.

Ti rendi conto che i problemi di oggi hanno radice negli errori, nelle non-soluzioni di ieri.

Intendiamoci, questo non vuol dire che dobbiamo tollerare tutto, anzi dobbiamo diventare intolleranti, intolleranti si, ma contro il crimine, quale esso sia.

Ma guai, se il giudizio dalla persona che ha commesso il reato si trasmette a tutta l' etnia a cui appartiene, a tutti le persone della sua religione, a tutte le persone che hanno lo stesso colore della pelle, o una lingua diversa dalla mia.  

Sembra ovvio, sembra semplice, sembra logico ma non è cosi e bisogna stare al erta perchè come ho detto riguardo al Olocausto: E' successo, potrebbe risuccedere!

Il mio augurio è che sempre più persone leggano questo libro e che possano riflettere per pretendere soluzioni nuove e mai scritte a problemi vecchi.

C'è bisogno per questo di persone coraggiose, consapevoli.

Coraggiose come quelle che leggendo accettano di mettere in discussione le proprie idee, consapevoli che i problemi esistono ma non si risolvono generalizzando o addossando la colpa al "diverso" di turno.

Non è questione di voti, di colpe della classe politica o altro, il cambiamento parte da me, oggi.

La mia impressione è che se non aumenteranno le persone coraggiose e consapevoli ci prepariamo a nuove pagine per libri come questo.

Ma permettemi, io mi chiamo fuori! Utopista? Forse si, ma io credo che sia maggiore l' utopia di chi chiude gli occhi spaventato dalla complessità del problema e si rifugia in facili slogan.

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