sabato 28 agosto 2010

Recensione: Memoriale del Convento - Cecità di Josè Saramago

DSCF3768Avevo sentito parlare di Saramago non per i suoi libri, ma per alcune sue opinioni e le conseguenti difficolta di pubblicazione del suo ultimo lavoro.

Ne ero rimasto incuriosito; ed è stato così che accompagnando mio figlio per l' acquisto di un libro, ma con la ferma intenzione di non comperare niente. (Visto che ho una lista di attesa di libri da leggere che al confronto quelle per le visite mediche negli ospedali sono niente)

Ma quando lo ho visto sullo scaffale e lo ho sfogliato sulla comoda poltroncina della libreria mi è stato impossibile non comperarlo e iniziare a leggerlo.

Bene, se desiderate leggerlo ed io ve lo consiglio caldamente, sappiate che vi troverete con uno stile completamente diverso da quello che avevo fino ad ora conosciuto, (o per lo meno che io avessi mai letto).

La punteggiatura, l' uso delle virgole, le storie, sono raccontate in modo particolare e unico, travolgente e a tratti irriverente, sia che parli del alto dei cieli, che delle bassezze del nostro corpo.

Saramago è cosi, prendere o lasciare, amarlo o odiarlo.

E io lo ho amato in particolare nel racconto Cecità.

Il racconto Memoriale del Convento racconta le vicende e la vita nel Portogallo del 1700, mescolando fantasia, storia e varie umanità e disumanità con l' inconfondibile stile di Saramago.

Ma il vero capolavoro secondo me è Cecità in questo racconto Saramago racconta di una strana malattia che rende improvvisamente ciechi e con il suo stile sarcastico e irriverente esplora tutti gli aspetti dell' animo umano capace di elevarsi verso l' alto dei cieli e creare un paradiso in terra e di abbassarsi più in basso del inferno.

Da incorniciare la frase che conclude il racconto, eternamente attuale, e assolutamente vera, con la speranza che anche noi un giorno....

Ci vuole coraggio

 

In quest' epoca in cui la cosa più facile è dire cosa gli altri dovrebbero fare, ma non cambiare le proprie opinioni o abitudini negative.

In quest' epoca in cui tutto è relativo, tutto è giusto, tutto è opinabile,  anche il bene e il male, anche il nostro comportamento; e invece non è mai cambiato nulla, semplicemente ci siamo  ritagliati un  vestito di ipocrisie per coprire il fatto che alcune cose sono sbagliate e non vogliamo cambiare in meglio.

In quest' epoca in cui la massima aspirazione sono tanti soldi che si riempiono la vita, ma non ti cambiano dentro o se lo fanno è in peggio, e quindi se valevi poco  con pochi soldi, dopo sarai uno con tanti soldi ma che vale comunque poco.

In quest' epoca in cui ci sentiamo superiori della nostra civiltà occidentale, delle nostre tradizioni; ma in verità non sapremo spiegarne le basi e il perchè pensiamo e agiamo così.

In quest' epoca in cui non conosciamo, ne leggiamo i testi che hanno formato la nostra cultura collettiva, il nostro modo di vedere e interpretare i fatti, ma pur non avendoli letti e capiti li riteniamo "superiori".

In ques' epoca in cui la parola "diversità" è un problema, e non un opportunità.

In quest' epoca in cui non ci si accorge che la civiltà umana è progredita solo quando culture diverse hanno imparato a convivere e contaminarsi con il meglio di ognuna di esse nel reciproco rispetto, mentre è più facile contrapporsi l' una contro l' altra.

In cui c'è sempre qualcuno che sa tutto, che sa come risolvere tutto, e ti viene sempre meno chiesto di pensare da te stesso. Anzi se non pensi è proprio meglio..

In quest' epoca in cui lo slogan potrebbe essere "Si salvi chi può e chi se ne frega del altro" forse è il caso di accettare la sfida di una preghiera e di smetterla di sopravvivere e di cominciare a vivere.

Certo ci vuole coraggio!

 

La vita è un'opportunità, coglila.

La vita è bellezza, ammirala.

La vita è beatitudine, assaporala.

La vita è un sogno, fanne realtà.

La vita è una sfida, affrontala.

La vita è un dovere, compilo.

La vita è un gioco, giocalo.

La vita è preziosa, abbine cura.

La vita è ricchezza, valorizzala.

La vita è amore, vivilo.

La vita è un mistero, scoprilo.

La vita è promessa, adempila.

La vita è tristezza, superala.

La via è un inno, cantalo.

La vita è una lotta, accettala.

La vita è un'avventura, rischiala.

La vita è la vita, difendila.

La peggiore malattia oggi

e’ il non sentirsi desiderati

ne’ amati, il sentirsi abbandonati.

Vi sono molte persone al mondo

che muoiono di fame,

ma un numero ancora maggiore

muore per mancanza d’amore.

Ognuno ha bisogno di amore.

Ognuno deve sapere

di essere desiderato, di essere amato,

e di essere importante per Dio.

Vi e’ fame d’amore,

e vi e’ fame di Dio.

Ama la vita così com'è

Amala pienamente,senza pretese;

amala quando ti amano o quando ti odiano,

amala quando nessuno ti capisce,

o quando tutti ti comprendono.

Amala quando tutti ti abbandonano,

o quando ti esaltano come un re.

Amala quando ti rubano tutto,

o quando te lo regalano.

Amala quando ha senso

o quando sembra non averlo nemmeno un pò.

Amala nella piena felicità,

o nella solitudine assoluta.

Amala quando sei forte,

o quando ti senti debole.

Amala quando hai paura,

o quando hai una montagna di coraggio.

Amala non soltanto per i grandi piaceri

e le enormi soddisfazioni;

amala anche per le piccolissime gioie.

Amala seppure non ti dà ciò che potrebbe,

amala anche se non è come la vorresti.

Amala ogni volta che nasci

ed ogni volta che stai per morire.

Ma non amare mai senza amore.

Non vivere mai senza vita!

Il giorno più bello? Oggi.

L’ostacolo più grande? La paura.

La cosa più facile? Sbagliarsi.

L’errore più grande? Rinunciare.

La radice di tutti i mali? L’egoismo.

La distrazione migliore? Il lavoro.

La sconfitta peggiore? Lo scoraggiamento.

I migliori professionisti? I bambini.

Il primo bisogno? Comunicare.

La felicità più grande? Essere utili agli altri.

Il mistero più grande? La morte.

Il difetto peggiore? Il malumore.

La persona più pericolosa? Quella che mente.

Il sentimento più brutto? Il rancore.

Il regalo più bello? Il perdono.

Quello indispensabile? La famiglia.

La rotta migliore? La via giusta.

La sensazione più piacevole? La pace interiore.

L’accoglienza migliore? Il sorriso.

La miglior medicina? L’ottimismo.

La soddisfazione più grande? Il dovere compiuto.

La forza più grande? La fede.

Le persone più necessarie? I sacerdoti.

La cosa più bella del mondo? L’amore.

Le opere dell’amore

sono sempre opere di pace.

Ogni volta che dividerai

il tuo amore con gli altri,

ti accorgerai della pace

che giunge a te e a loro.

Dove c’e’ pace c’e’ Dio,

e’ cosi’ che Dio riversa pace

e gioia nei nostri cuori.

Siamo solo sassolini buttati nel mare

che fanno increspare l’acqua.

Trova un minuto per pensare, trova un minuto per pregare,

trova un minuto per ridere.

Inno alla vita - Madre Teresa di Calcutta

giovedì 12 agosto 2010

Recensione: Sopravvivere alla Crisi di Jacques Attali

 

A scuola, nel lavoro, nella vita in generale impari molte cose ma quasi mai ad acquisire quelle capacità critiche che ti permettono quando sei in difficoltà di analizzare la situazione, di prendere le opportune decisioni, di prepararsi adeguatamente a eventi che forse sono lontani, forse improbabili, ma comunque possibili.

L' ottimo libro di Attali fa questo.

Parte con un analisi della crisi in cui siamo immersi, e che contrariamente a quanto qualcuno dice è tutt' altro che finita; ne illustra le cause, dimostra che in realtà nulla o poco è cambiato ed è quindi ripetibile.

Prosegue analizzando alcuni potenziali pericoli che si profilano e a breve possono trasformarsi nelle prossime crisi.

Infine spiega 7 concetti, al apparenza molto teorici, in realtà molto utili e pratici per attrezzarci  a sopravvivere alla/e crisi prossime venture.

Il mo giudizio su questo libro è ottimo.

Oltre alla lucida analisi sul perchè siamo in questa crisi, al analisi dei pericoli che potrebbero trasformarsi nelle prossime crisi, ho trovato decisamente interessanti i sette consigli, o le sette linee guida che Attali ci suggerisce come necessari per sopravvivere alle crisi.

I consigli indicati infatti sono applicabili non solo alle crisi politiche, sociali e economiche, ma anche alle crisi personali (divorzi, separazioni, lutti), e non sono come dice l' autore stesso di facile attuazione, ma concordo con Attali cambiare se stessi non lo è mai.

E' proprio questo che mi piace del libro, evidenzia con estrema chiarezza che se anche a noi non piace, se anche non lo vogliamo, se anche guardando giorno per giorno il movimento sembra non esserci e tutto sembra uguale in realtà tutto sta cambiando e ci troviamo immersi in un momento storico, pieno di grandi e profonde trasformazioni.

Non capire cosa sta avvenendo e perchè, badare solo alla propria rassicurante quotidianità, pensando che come i temporali estivi tutto passerà e sarà come prima, potrebbe essere fatale.

Per essere più presenti, consapevoli e poter incidere nelle scelte del tempo in cui stiamo vivendo vi invito alla lettura di questo ottimo libro concludendo con una frase di Gandhi citato dallo stesso Attali

"Siate voi stessi il cambiamento che volete vedere nel mondo"