domenica 26 settembre 2010

Due compagni di strada

 

Ripropongo due citazioni che leggendo mi avevano colpito e fatto compagnia, inducendomi a riflettere sul loro significato e dandomi nuova forza e grinta per affrontare la vita quando come a volte le strade si faceva più dura e in salita.

La prima:

Viaggiando, cambiano gli orizzonti, cambiano i paesaggi ma le vere meraviglie come i veri problemi rimangono dentro di noi.
(Francesco Petrarca)

Questa mi ha fatto pensare come a volte noi "viaggiamo" e davvero cerchiamo "nuovi orizzonti", cambiando per esempio modi e stili di vita, il nostro corpo, gli hobby e le abitudini, le amicizie, i vestiti e tante altre cose; in pratica prima lasciamo, poi riprendiamo, poi lasciamo di nuovo ma spesso è solo un trucco per non guardaci dentro.

Per scappare dalla verità, da noi stessi, da quello che potremmo essere ma non siamo, dal fatto che la vita da sempre è cambiamento, evoluzione e noi siamo morti dentro paralizzati dalla paura di cambiare, di migliorare e da false sicurezze.

Poi la seconda citazione è di un filosofo che ha detto una frase bellissima, valida in particolare proprio quando la strada si fa dura e siamo li ad un attimo dal crollare.

"La vita, dunque, è volontà, e la volontà è forza espansiva infinita.
Che la vita distrugga poi ciò che produce e significhi per l'uomo dolore e crudeltà,
non deve spingere a rinunciare alla vita, a volere il nulla:
di fronte alla crudeltà della vita bisogna essere più crudeli, occorre rispondere con "più vita"
(Friedrich Nietzsche)

Che forza in queste parole, a volte davvero capita di sentirsi desiderosi del nulla, del lasciatemi in pace voglio scendere, ma è proprio allora che bisogna non arrendersi, non mollare, non appiattirsi.

giovedì 23 settembre 2010

Recensione: La questione Immorale di Bruno Tinti

 

Essere parte di una comunità richiede l' osservanza di regole.

In cambio otteniamo diritti, ma anche doveri.

Secondo me uno dei doveri (non specificato lo sto inventando io) è quello di essere cittadini responsabili e informati.

Per informarci oggi giorno abbiamo molti mezzi (i quotidiani e i libri sicuramente i migliori) ma molto spesso le informazioni che riceviamo ci arrivano dando per scontato che molte parti del discorso siano per noi utenti gia acquisite.

Spesso non è cosi (almeno per me) per esempio: Ultimamente sentiamo dire che la politica, intesa in senso generale, vuole cambiare e riformare la giustizia e cambiare alcune norme della costituzione,  si parla infatti di PM, intercettazioni, separazione delle carriere ecc, e  come detto se siamo dei cittadini responsabili è nostro preciso dovere farci una precisa opinione.

Per farcela non ci sono santi che tengano, bisogna dedicarci del tempo e leggere, leggere, leggere, il pericolo altrimenti è di esprimere opinioni senza avere cognizione di causa, di esprimere opinioni perchè secondo me......

A questo proposito il libro di Bruno Tinti, ex magistrato, parla appunto di come funziona il sistema giudiziario, dei pregi, dei difetti, di quali sarebbero le riforme necessarie a migliorarne l' efficenza, e di come alcune riforme proposte dal mondo politico siano non solo sbagliate e non efficenti, ma anche addirittura pericolose.

Con uno stile scorrevole, spiegazioni semplici e pratiche, e con una sana dose di umorismo aiuta a farci più chiarezza su un argomento che può essere estremamente complesso.

Voglio essere molto chiaro e prendere posizione; condivido praticamente tutto di quanto dice l' autore, anche perchè da tempo ho cercato di leggere e seguire con grande attenzione sui giornali ciò che riguardava queste riforme e trovo che quanto detto dal Tinti sia giusto, ben spiegato e argomentato.

Ma per onesta intellettuale e completezza di informazione continuero a cercare altri libri che spieghino le ragioni opposte.

E' un libro che consiglio con il cuore che rimarra sul mio comodino anche se gia letto è infatti un ottima base di partenza per approfondire le leggi citate, conoscerne le modifiche, e capire il perchè dei cambiamenti attuati.

P.s. L' autore gestisce un blog che ho aggiunto tra quelli che seguo se volete conoscerlo meglio ecco il link

http://togherotte.ilcannocchiale.it/

domenica 19 settembre 2010

Recensione: Noi di Walter Veltroni

 

Il personaggio Walter Veltroni politicamente mi piace e ne conoscevo le idee e posizioni politiche, molto di quanto dice infatti lo condivido, e mi ha incuriosito molto scoprire che aveva scritto un romanzo, e facile decidere di acquistarlo.

Come mi capita spesso lo ho lasciato sullo scaffale per un pò, non mi piace infatti correre dietro alle mode, nemmeno quelle letterarie.

E quando ho iniziato a leggerlo ho scoperto un bel libro, un bel romanzo.

Il libro racconta le vicende di una famiglia, la famiglia Noi appunto, e le racconta attraverso 4 capitoli che sono 4 snodi fondamentali della loro vita Il 1943, il 1963, il 1980 e il 2050.

E' un libro semplice, forse non un capolavoro della letteratura, ma un bel libro scorrevole e piacevole nella lettura, ma impareggiabile quando con assoluta semplicità parla di cosa sia il grigio nella vita degli uomini, o del rapporto tra noi e Dio.

I libri infatti sono un po' come le persone, ne conosci tante con le quali intrecci parole, frasi, discorsi ma poche sono quelle che ti colpiscono, per una frase, un pensiero, un gesto magari inconsapevole.

E in quel istante la tua mente si ferma, il mondo è li ti scorre a fianco, e pure tu sei li in quello spazio in quel tempo, ma la tua mente è da un altra parte e ti accorgi che quella frase, quel pensiero, quel gesto ti ha lasciato il segno, ti ha cambiato e da allora sei diverso.

E forse varrebbe anche solo per questo leggerlo, perchè leggendo quei passi, quelle righe, forse ci capiremmo meglio e magari comincieremo a pensare prima di agire, prima di parlare, prima di scrivere.

Per far si che in questi tristi tempi fossimo un pò diversi.

sabato 11 settembre 2010

Recensione: Costruire una cattedrale di Enrico Letta

 

Spesso nella casella della posta elettronica mi è capitato arrivassero simil catene di Sant Antonio in cui si pregava di diffondere il messaggio inerente lo scandalo dei guadagni  dei parlamentari e i privilegi inarrivabili ai comuni mortali di cui godrebbero.

Le ho sempre odiate e stroncate sul nascere.

Non tanto perchè non ci fosse del vero, e per questo basta leggere "La Casta" di Sergio Rizzo e Gian Antonio Stella, decisamente documentato e preciso.

Ma quanto perchè non sopporto in assoluto le generalizzazioni, le opinioni "un tanto al chilo", e la superficialità.

Infatti la tentazione è sempre stata quella di rispondere ai mittenti delle mail con delle domande.

Per esempio: Quale deputato o senatore hai votato o avresti votato o comunque rappresenta la tua zona? Cosa ha fatto? Quali sono le idee politiche che segue? Sai quali leggi ha proposto? gli hai scritto per e-mail per manifestare approvazione o disappunto?

Ebbene, leggere un libro come "Costruire una cattedrale" di Enrico Letta serve proprio a questo, a conoscere idee e argomenti dei personaggi che abbiamo votato o che non voteremo mai.

Il titolo gia indica quale sia l' idea portante del libro, quella di cominciare sopratutto dopo questa crisi a costruire "Cattedrali".

Intese chiaramente non come grandi chiese per il culto religioso, ma come volontà a cominciare o a ricominciare a progettare e costruire la nostra cattedrale, che si chiama Italia.

Letta scrive che per costruire una cattedrale cioè qualcosa di imponente che rimarra nel tempo e rappresenterà i progressi e il livello raggiunto da una civiltà, è necessario il lavoro di molti persone legate ad un obiettivo unico e comune (un obiettivo che forse molti dei soggetti che vi partecipano non vedranno mai completato nella loro vita), ma a cui lavorare con la prospettiva del lungo periodo e della creazione di  valore che duri nel tempo e non solamente al presente.

Come non dargli ragione!  Anche se sinceramente ho la netta impressione che l'  ottica di molte persone sia rivolta non al lungo periodo, e nemmeno al presente, ma allo ieri addirittura.

Il libro sempre ben scritto e leggibile spiega con grande chiarezza quali siano i problemi che frenano questa visione in Italia e analizza gli errori della classe politica di destra e di sinistra, e i gravi pericoli che stiamo correndo.

Un obiezione che può venire leggendo il libro e che si tratti si buone idee ma utopiche, poco "pratiche", e molto teoriche.

Io non penso sia cosi, anzi voglio essere chiaro.

Creare e pretendere una nazione e una società competitiva, flessibile, dinamica non è puro stile intellettuale, ma puro sano egoismo, una garanzia che anche domani quando sarò anziano e avrò diritto alla pensione qualcuno potrà pagarla!

Che finalmente il merito conti più del privilegio, e della cooptazione.

Occuparsi del Italia leggendo e confrontandosi (magari anche solo per non essere d' accordo e proporre altro) su queste idee è dimostrazione di intelligenza e responsabilità.

Invece credere che davvero l' Italia possa continuare cosi con tendenze di invecchiamento della società, natalità a zero o quasi (1,3%).

Pensioni e sanità che assorbono 87% del bilancio del Welfare non lasciando spazio per esempio a risorse per ripartire e riqualificarsi a chi ha perso il lavoro,  o per politiche per la famiglia serie.

Crescita economica bassa da troppi anni.

Tagli invece che ottimizzazione delle risorse e investimenti nella scuola e nel istruzione, cercando come fanno tutte le nazioni che fanno crescita economica di aumentare il livello di  istruzione (guarda caso c'è una stretta relazione tra aumento del reddito pro-capite e livello istruzione).

Risorse destinate ai settori che traineranno la crescita economica del futuro pari a zero.

è essere realmente poco pratici e poco realisti. Anche se è comodo, anche se era cosi fino a ieri e non ci piace cambiare.

Ecco perchè bisogna leggere libri come questo e poi parlarne, magari per non essere d' accordo e proporre altro, ma l' importante è non fare le solite "chiacchere da bar", ma leggere, informarsi, scrivere al proprio politico di riferimento.

Anche questo sarebbe un buon modo di cominciare nella società a cambiare, come dice Letta a costruire Cattedrali.

domenica 5 settembre 2010

L' albatros, i marinai, il Poeta e i miei pensieri

 

C'è una poesia di Charles Baudelaire, molto bella e tra le mie preferite, il cui titolo è Albatros.

Dice così:

Spesso, per divertirsi, i marinai,
catturano albatri, grandi uccelli di mare,
che seguono, indolenti compagni di viaggio,
la nave che scivola sugli abissi amari.
Appena deposti sulla tolda
questi re dell'azzurro, vergognosi e timidi,
se ne stanno tristi con le grandi ali bianche
penzoloni come remi ai loro fianchi.
Com'è buffo e docile l'alato viaggiatore!
Poco prima così bello, com'è comico e brutto!
Uno gli stuzzica il becco con la pipa,
un altro, zoppicando, scimmiotta l'infermo che volava.
Il Poeta è come quel principe delle nuvole,
che sfida la tempesta e ride dell'arciere;
ma, in esilio sulla terra, tra gli scherni,
con le sue ali di gigante non riesce a camminare.

 

La trovo bella perchè paragona la maestosità del albatros in volo, la sua bellezza, la sua superiorità quando è nel cielo, a paragone con la goffaggine di quando si trova sulla terra.

Mi fa pensare a cosa è l' uomo, capace di volare in alto di elevarsi e migliorare, di tirare fuori quanto di divino c'è nel proprio animo.

Ma anche capace di scendere a bassezze, sotterfugi e di inventarsi scuse, di creare muri fisici e culturali, per complicare la propria vita e quella degli altri in modo tale che come nel suo inconfondibile stile dice Saramago in Memoriale del Convento "persino il Diavolo si stupisce della sua innocenza e misericordia, lui un supplizio cosi non lo ha mai immaginato a coronamento delle punizioni del suo inferno"

A volte su questo rifletto e mi capita davvero di sentirmi come il Poeta della poesia, tra gli scherni di "marinai" che non sanno concepire altro che la tolda della nave, o terrestramente parlando di persone che hanno perso o non hanno mai avuto la capacità di immaginare che si può vivere diversamente.

Penso che il problema non è il povero albatros goffo sulla tolda, ma la ciurma che non vuole elevarsi e realizzare le proprie potenzialità.

sabato 4 settembre 2010

Recensione: Il mistero degli Esseni - I figli della Luce

 

Verso il 1947 casualmente furono scoperti nella zona di Qumran  che si trova in Cisgiordania (quindi proprio nella zona contesa oggi tra Israele e la Palestina) circa 900 rotoli o pergamene in 11 grotte.

L' importanza di questa scoperta deriva dal fatto che circa il 40% dei rotoli sono relativi a libri presenti ne testi biblici canonici, (es Isaia, Daniele per citarne qualcuno) e dalla datazione attribuita a circa 2000 anni fa.

Non mancano nella vicenda i misteri e le polemiche, infatti ci furono forti ritardi (oltre 30 anni) nella pubblicazione dei testi e dei risultati.

Il libro non è altro che una piccola guida in cui vengono illustrate le possibili origini, il contenuto dei rotoli e le affinità tra i rotoli scoperti e gli Esseni.

Gli Esseni erano una setta guidaica che in un preciso contesto storico (tra il 100 ac e il 200 dc) scelsero di isolarsi nel deserto per condurre una vita in comune cercando di purificarsi in attesa di un messia che gli avesse liberati da questo mondo corrotto, pare avessero grandi capacità curative con le erbe.

Tra i rotoli ritrovati abbiamo Il documento di Damasco (che ci permette di capire le regole di vita i questa setta ebraica), i libri di Enoch (apocrifo del Antico Testamento).

Ho apprezzato di questo libro come lasci spazio a tutte le opinioni, e responsabilità al lettore di approfondire su successivi testi.

Avrei gradito però un libro più completo, con una maggiore analisi delle varie opinioni e citazione delle fonti.

Mi ha molto colpito la teoria del Gesù esseno e  di Yuzu Asaph, teoria sconvolgente per il mondo cristiano se vera, e che sarà oggetto di altre mie letture.