sabato 11 settembre 2010

Recensione: Costruire una cattedrale di Enrico Letta

 

Spesso nella casella della posta elettronica mi è capitato arrivassero simil catene di Sant Antonio in cui si pregava di diffondere il messaggio inerente lo scandalo dei guadagni  dei parlamentari e i privilegi inarrivabili ai comuni mortali di cui godrebbero.

Le ho sempre odiate e stroncate sul nascere.

Non tanto perchè non ci fosse del vero, e per questo basta leggere "La Casta" di Sergio Rizzo e Gian Antonio Stella, decisamente documentato e preciso.

Ma quanto perchè non sopporto in assoluto le generalizzazioni, le opinioni "un tanto al chilo", e la superficialità.

Infatti la tentazione è sempre stata quella di rispondere ai mittenti delle mail con delle domande.

Per esempio: Quale deputato o senatore hai votato o avresti votato o comunque rappresenta la tua zona? Cosa ha fatto? Quali sono le idee politiche che segue? Sai quali leggi ha proposto? gli hai scritto per e-mail per manifestare approvazione o disappunto?

Ebbene, leggere un libro come "Costruire una cattedrale" di Enrico Letta serve proprio a questo, a conoscere idee e argomenti dei personaggi che abbiamo votato o che non voteremo mai.

Il titolo gia indica quale sia l' idea portante del libro, quella di cominciare sopratutto dopo questa crisi a costruire "Cattedrali".

Intese chiaramente non come grandi chiese per il culto religioso, ma come volontà a cominciare o a ricominciare a progettare e costruire la nostra cattedrale, che si chiama Italia.

Letta scrive che per costruire una cattedrale cioè qualcosa di imponente che rimarra nel tempo e rappresenterà i progressi e il livello raggiunto da una civiltà, è necessario il lavoro di molti persone legate ad un obiettivo unico e comune (un obiettivo che forse molti dei soggetti che vi partecipano non vedranno mai completato nella loro vita), ma a cui lavorare con la prospettiva del lungo periodo e della creazione di  valore che duri nel tempo e non solamente al presente.

Come non dargli ragione!  Anche se sinceramente ho la netta impressione che l'  ottica di molte persone sia rivolta non al lungo periodo, e nemmeno al presente, ma allo ieri addirittura.

Il libro sempre ben scritto e leggibile spiega con grande chiarezza quali siano i problemi che frenano questa visione in Italia e analizza gli errori della classe politica di destra e di sinistra, e i gravi pericoli che stiamo correndo.

Un obiezione che può venire leggendo il libro e che si tratti si buone idee ma utopiche, poco "pratiche", e molto teoriche.

Io non penso sia cosi, anzi voglio essere chiaro.

Creare e pretendere una nazione e una società competitiva, flessibile, dinamica non è puro stile intellettuale, ma puro sano egoismo, una garanzia che anche domani quando sarò anziano e avrò diritto alla pensione qualcuno potrà pagarla!

Che finalmente il merito conti più del privilegio, e della cooptazione.

Occuparsi del Italia leggendo e confrontandosi (magari anche solo per non essere d' accordo e proporre altro) su queste idee è dimostrazione di intelligenza e responsabilità.

Invece credere che davvero l' Italia possa continuare cosi con tendenze di invecchiamento della società, natalità a zero o quasi (1,3%).

Pensioni e sanità che assorbono 87% del bilancio del Welfare non lasciando spazio per esempio a risorse per ripartire e riqualificarsi a chi ha perso il lavoro,  o per politiche per la famiglia serie.

Crescita economica bassa da troppi anni.

Tagli invece che ottimizzazione delle risorse e investimenti nella scuola e nel istruzione, cercando come fanno tutte le nazioni che fanno crescita economica di aumentare il livello di  istruzione (guarda caso c'è una stretta relazione tra aumento del reddito pro-capite e livello istruzione).

Risorse destinate ai settori che traineranno la crescita economica del futuro pari a zero.

è essere realmente poco pratici e poco realisti. Anche se è comodo, anche se era cosi fino a ieri e non ci piace cambiare.

Ecco perchè bisogna leggere libri come questo e poi parlarne, magari per non essere d' accordo e proporre altro, ma l' importante è non fare le solite "chiacchere da bar", ma leggere, informarsi, scrivere al proprio politico di riferimento.

Anche questo sarebbe un buon modo di cominciare nella società a cambiare, come dice Letta a costruire Cattedrali.

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