sabato 29 gennaio 2011

La Storia in movimento

 

Leggo con interesse e trepidazione quanto sta avvenendo in Egitto e Tunisia, paesi lontani ma estremamente vicini.

Sono momenti duri per le genti, per i popoli, in cui un paese cambia rapidamente e tradizioni decennali apparentemente inossidabili si sciolgono come neve al sole.

Rifletto ancora una volta e ottengo conferma che era completamente errata la visione di fine secolo: la storia ferma, il mondo bloccato e al apice della Storia.

Era esattamente il contrario. La Storia forse si era presa una pausa.

Mi chiedo quali strade prenderà?

In quei paesi si avrà una migliore democrazia?

Scivoleranno più verso il radicalismo religioso di altri paesi limitrofi?

Seguiranno l' esempio cinese coniugando forte crescita economica ma meno democrazia?

Quale che sia la strada intrapresa da quei popoli per me l' occasione di assistere come spettatore allo scorrere degli eventi, allo scrivere nuova Storia, a rafforzare la mia idea di quanto sia necessario giorno dopo giorno continuare ad approfondire e a comprendere quali siano le radici della democrazia, la sua storia, i limiti e i pregi, le opportunità e i rischi, e a non darla mai per scontata, acquisita.

La democrazia infatti quando sono nato me la sono trovata, ma ho imparato e sto imparando che è stata concepita da pensatori, filosofi  che non guardavano solo al quotidiano, che non seguivano il sondaggio del giorno ma hanno concepito la necessità di un sistema diverso, di un mondo migliore quando era solo una lontana utopia, è stata poi costruita, difesa  e pagata con la vita da moltissime persone.

E' stata gettata via non molti anni fa pensando che ci fossero strade facili per la soluzioni dei problemi, e che delegando ciecamente ad altri le decisioni saremmo stati più felici.

Non è cosi!

Richiede anche il nostro costante contributo partendo dalle piccole cose, partendo da stabilire valori invalicabili e non commerciabili.

La abbiamo ricevuta in dono dalle generazioni precedenti è nostro obbligo preservarla e consegnarla migliore alle generazioni che ci seguiranno.

giovedì 27 gennaio 2011

Giornata della Memoria

 

E' trascorso un anno, un altro anno.

Come l' anno scorso oggi è mio desiderio commemorare ancora la Giornata della Memoria, con maggiore forza e enfasi del anno scorso.

Cosa si commemora? Cosa si ricorda oggi?

Per capirlo meglio cito testualmente la legge 211del 20 luglio 2000 che la istituisce.

"Art. 1.
1. La Repubblica italiana riconosce il giorno 27 gennaio, data dell’abbattimento dei cancelli di Auschwitz, "Giorno della Memoria", al fine di ricordare la Shoah (sterminio del popolo ebraico), le leggi razziali, la persecuzione italiana dei cittadini ebrei, gli italiani che hanno subìto la deportazione, la prigionia, la morte, nonchè coloro che, anche in campi e schieramenti diversi, si sono opposti al progetto di sterminio, ed a rischio della propria vita hanno salvato altre vite e protetto i perseguitati.
Art. 2.
1. In occasione del "Giorno della Memoria" di cui all’articolo 1, sono organizzati cerimonie, iniziative, incontri e momenti comuni di narrazione dei fatti e di riflessione, in modo particolare nelle scuole di ogni ordine e grado, su quanto è accaduto al popolo ebraico e ai deportati militari e politici italiani nei campi nazisti in modo da conservare nel futuro dell’Italia la memoria di un tragico ed oscuro periodo della storia nel nostro Paese e in Europa, e affinché simili eventi non possano mai più accadere."

Far si che esista una commemorazione fissarla ad una data serve a ricordare, a voler ricordare e quindi a non dimenticare, a far si che non sia e non diventi mai "normale", scontato, dimenticato, che anche in futuro si ricordi per come dice articolo 2 alla fine

 

NON POSSA MAI PIù ACCADERE.

Facciamo qualcosa di diverso in questi giorni, in ogni dove, in famiglia, al lavoro, con gli amici ricordiamo questo sterminio e tutti gli altri che sono avvenuti per far si che almeno serva ad evitare il prossimo.

lunedì 24 gennaio 2011

150 anni: Buon Compleanno Italia

 

Nel 2011 l' Italia, la nazione in cui siamo nati, viviamo, risiediamo, compie 150 anni.

Strano paese il nostro, è bellissimo, pieno di cultura e gente laboriosa, ma anche secondo me un paese fermo, bloccato, mentre la Storia che ci piaccia o no va avanti in maniera inarrestabile.

Da sempre la nostra nazione ha diversi e gravi problemi, esistevano anche nel passato ma per contingenti situazioni geo-politiche si trovava sempre il modo di aggiustarsi, di rimandare a domani il cambiamento,  ma oggi in questa fase di trasformazione globale del mondo è ora di trovare finalmente la soluzione definitiva a questi problemi.

Non è facile non esistono soluzioni semplici, ma è possibile, deve essere possibile e se vi dicono che tutto va bene non credeteci.

Quello che vorrei però con questo post è semplicemente sensibilizzarci a questo evento, conoscere o ripassare la storia di questo paese e magari con l' occasione riflettere, ritrovare la volontà, la forza il desiderio di renderlo un paese migliore.

Come tutti i grandi cambiamenti parte da noi, nei piccoli gesti quotidiani e nelle grandi scelte, ma presuppone volontà di cambiamento, di miglioramento e non abbandornarsi a "rimpianti del  buon vecchio tempo antico" o alla rassegnazione, o alla protezione di rendite di posizione e privilegi.

Auguri a tutti gli italiani di buona volontà.

sabato 22 gennaio 2011

Recensione: La Cripta dei Cappuccini di Joseph Roth

 

Complice un giorno in cui non sto molto bene, trovo finalmente il tempo di recensire una delle mie ultime letture.

Il libro che ho letto è La Cripta dei Cappuccini di Joseph Roth.

La storia narrata è quella di Francesco Ferdinando Trotta poco prima della prima guerra mondiale e racconta delle sua difficoltà a trovare una personale e interiore collocazione in una società che nonostante le apparenze rapidamente stava cambiando lasciandosi dietro un epoca di fasti e glorie e avviandosi a un rapido declino e decadenza. 

Il Trotta, incapace di decifrare e comprendere il cambiamento rimane sospeso tra due mondi uno (il passato) che gli sfugge di mano, e uno (il futuro) che non comprende.

Magistrale verso la fine del libro è un brano in cui il Trotta si trova al interno della Cripta dei Cappuccini e in quel momendo con parole che appartengono ai classici della letteratura, l' autore fa coincidere e sovraporre il senso di solitudine, di sconfitta, di smarrimento del Trotta con quelle del impero in cui viveva (quello Austriaco) prossimo alla decadenza, ma fino al ultimo incapace di comprendere e adattarsi ai cambiamenti storici, economici, culturali che stavano avvenendo.

Oltre che interessante per la storia narrata lo ho trovato attuale.

Io credo che in qualche maniera anche noi appartenenti oggi al mondo occidentale siamo ad un punto di svolta.

E in un epoca in cui che ci piaccia o no gli ingranaggi della Storia stanno rimettendosi in moto.

Sta a noi capire, adattarsi o adattare; oppure forse non per noi, ma qualche nostro figlio o nipote potrà vivere una sua personale Cripta dei Capuccini.

Se invece che leggerlo volete ascoltarlo vi indirizzo al ottimo servizio di Radio 3, dove oltre a questo troverete diversi altri classici della letteratura

http://www.radio.rai.it/radio3/terzo_anello/alta_voce/archivio_2005/eventi/2005_11_01_lacriptadeicappuccini/index.cfm

Molto interessante è la pagina di Wikipedia destinata alla Cripta dei Cappuccini di Vienna

http://it.wikipedia.org/wiki/Cripta_Imperiale