domenica 27 febbraio 2011

I nostri 40 anni

 

Storia o leggenda che sia, desidero condividere un brano del Antico Testamento che mi ha dato spunto di riflessione per imparare a comprendere meglio la vita e mi ha aiutato in momenti particolarmente difficili.

Infatti nel Antico Testamento nel libro di Numeri si narra del popolo ebraico che guidato da Mose esce dal Egitto dove era schiavo e affronta il più grande ostacolo e la più grande sfida che avesse mai dovuto affrontare: la propria libertà, la possibilità di scegliere se rimanere schiavo o diventare qualcosa di più.

E' cosi che dopo alterne vicende arrivano alle porte della terra promessa.
Mose manda delle spie a vedere come è la situazione ma....la gente, il popolo ha paura:

Numeri 14:1 Allora tutta la raunanza alzò la voce e diede in alte grida; e il popolo pianse tutta quella notte.
2 E tutti i figliuoli d'Israele mormorarono contro Mosè e contro Aaronne, e tutta la raunanza disse loro: 'Fossimo pur morti nel paese d'Egitto! o fossimo pur morti in questo deserto!
3 E perché ci mena l'Eterno in quel paese ove cadremo per la spada? Le nostre mogli e i nostri piccini vi saranno preda del nemico. Non sarebb'egli meglio per noi di tornare in Egitto?'
4 E si dissero l'uno all'altro: 'Nominiamoci un capo, e torniamo in Egitto!'

Logicamente Mose loro capo e guida cerca di incitarli, di far loro superare le paure e andare oltre per cogliere le opportunità che li aspettano.


5 Allora Mosè ed Aaronne si prostrarono a terra dinanzi a tutta l'assemblea riunita de' figliuoli d'Israele.
6 E Giosuè, figliuolo di Nun, e Caleb, figliuolo di Gefunne, ch'erano di quelli che aveano esplorato il paese, si stracciarono le vesti,
7 e parlarono così a tutta la raunanza de' figliuoli d'Israele: 'Il paese che abbiamo attraversato per esplorarlo, è un paese buono, buonissimo.
8 Se l'Eterno ci è favorevole, c'introdurrà in quel paese, e ce lo darà: è un paese dove scorre il latte e il miele.
9 Soltanto, non vi ribellate all'Eterno, e non abbiate paura del popolo di quel paese; poiché ne faremo nostro pascolo; l'ombra che li copriva s'è ritirata, e l'Eterno è con noi; non ne abbiate paura'.

ma la reazione del popolo non è delle migliori e Dio si arrabbia:

10 Allora tutta la raunanza parlò di lapidarli; ma la gloria dell'Eterno apparve sulla tenda di convegno a tutti i figliuoli d'Israele.
11 E l'Eterno disse a Mosè: 'Fino a quando mi disprezzerà questo popolo? e fino a quando non avranno fede in me dopo tutti i miracoli che ho fatto in mezzo a loro?
12 Io lo colpirò con la peste, e lo distruggerò, ma farò di te una nazione più grande e più potente di lui'.

ma Mose cerca di intercedere per il suo popolo e Dio perdona ma stabilisce che quella generazione non sarebbe entrata nella terra promessa e avrebbe vagato per 40 anni nel deserto.

31 I vostri piccini, che avete detto sarebbero preda de' nemici, quelli vi farò entrare; ed essi conosceranno il paese che voi avete disdegnato.
32 Ma quanto a voi, i vostri cadaveri cadranno in questo deserto.
33 E i vostri figliuoli andran pascendo i greggi nel deserto per quarant'anni e porteranno la pena delle vostre infedeltà, finché i vostri cadaveri non siano consunti nel deserto.
34 Come avete messo quaranta giorni a esplorare il paese, porterete la pena delle vostre iniquità quarant'anni; un anno per ogni giorno; e saprete che cosa sia incorrere nella mia disgrazia. 

Come dicevo ho voluto riassumere brevemente le vicende del capitolo 14 di Numeri per parlare delle volte in cui anche noi ci liberiamo di una schiavitù (che chiaramente ci limita, ci impedisce di essere ciò che potremmo essere), percorriamo con determinazione la strada del cambiamento comnciamo ad intravvedere la terra promessa, ma cominciamo a realizzare che è un incognita, e.....ci fermiamo.

Perchè in fondo a dirla tutta eravamo legati alla fonte della nostra schiavitù, tanto che a volte la situazione diventa confusa, non si capisce se eravamo noi schiavi o eravamo talmente avvinghiati ad essa per paura che fosse lei a staccarsi da noi.

Cosi spesso anche a me è capitato di aver abbandonato  "la mia personale schiavitù", ho iniziato il cammino con passo deciso e mi sono reso conto che li difronte c' era la "mia terra promessa".

Non importa cosa rappresenti "la terra promessa",  per me può essere perdere una cattiva abitudine, un aspetto odioso del mio carattere, un metodo di vedere le cose, è compilabile a libera e soggettiva scelta, ma implica sempre e comunque un cambiamento, un prima e un dopo, un essere diverso, un diventare migliore, per cui per forza è necessario un atto di coraggio, l' andare oltre radicate convinzioni, abitudini, consuetudini, chiavi di lettura che ci davano e danno sicurezza.

E li nella tua mente realizzi. E hai paura. Ti stai spogliando di una parte di te stesso, non conosci invece quella che stai o dovresti indossare e umanamente a volte mi sono fermato.

Allora mi sono arrabbiato con Dio, con il prossimo, con chiunque perchè era troppo per me.

Cosi qualche volta sono tornato sui miei passi e ho percorso "i miei personali 40 anni nel deserto".

Invece di andare avanti, di lasciarmi alle spalle le paure, per scoprire che in realtà ero capace, dovevo solo crederci e avere fiducia in me e se ci crediamo in quello lassù.

Quando lo ho fatto mi sono accorto che avevo spostato in avanti il limite delle mie capacità. Ero diverso, ero cresciuto.

Avevo fatto ciò per cui sono qui, crescere, imparare, andare oltre, espandermi.

Sta a noi decidere. La vita infatti io penso sia principalmente una continua scelta, un continuo cambiamento, come scriveva Eraclito filosofo greco del 500 ac : "Nulla è permanente tranne il cambiamento".

Un lasciare qualcosa che mi ha accompagnato ed è stato utile per il tratto percorso e prendere altro necessario per il tratto da percorrere.

Certo ci vuole coraggio,  ma il coraggio sta appunto nello stabilire la rotta verso il bene, la costante e positiva crescita personale.

Perchè se è vero che l' uomo è fatto anche di lati oscuri o grigi la rotta del cambiamento va indirizzata verso il bene, non è mai verso l' ovvietà del male, l' accettazione dei limiti umani come scusante, la banalità della volgarità, questo è fare i giretti "dei 40 anni", ci è concesso, possiamo sceglierlo; ma il cambiamento verrà e non lo avremo fatto noi.

Peccato, no? 

P.s.: vi rovino il finale, poi il popolo ebraico entra nella terra promessa :-)

1 commento:

  1. è bellissimo sapere che alla fine entrano nella terra promessa.

    ciao

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