lunedì 22 agosto 2011

Se di Rudyard Kipling

 

Conosco questa poesia da molto tempo, ma oggi mi è parsa particolarmente vera e ho piacere a condividerla. Come tutte le cose vere sono difficili da avere o vivere, mentre è invece molto facile trovare ipocrisia e  mediocrità.

“Se
Se riesci a non perdere la testa, quando tutti intorno
La perdono, e se la prendono con te;
Se riesci a non dubitare di te stesso, quando tutti ne dubitano,
Ma anche a cogliere in modo costruttivo i loro dubbi;
Se sai attendere, e non ti stanchi di attendere;
Se sai non ricambiare menzogna con menzogna,
Odio con odio, e tuttavia riesci a non sembrare troppo buono,
E a evitare di far discorsi troppo saggi;
Se sai sognare - ma dai sogni sai non farti dominare;
Se sai pensare - ma dei pensieri sa non farne il fine;
Se sai trattare nello stesso modo due impostori
- Trionfo e Disastro - quando ti capitano innanzi;
Se sai resistere a udire la verità che hai detto
Dai farabutti travisata per ingannar gli sciocchi;
Se sai piegarti a ricostruire, con gli utensili ormai tutti consumati,
Le cose a cui hai dato la vita, ormai infrante;
Se di tutto ciò che hai vinto sai fare un solo mucchio
E te lo giochi, all'azzardo, un'altra volta,
E se perdi, sai ricominciare
Senza dire una parola di sconfitta;
Se sai forzare cuore, nervi e tendini
Dritti allo scopo, ben oltre la stanchezza,
A tener duro, quando in te nient'altro
Esiste, tranne il comando della Volontà;
Se sai parlare alle folle senza sentirti re,
O intrattenere i re parlando francamente,
Se né amici né nemici riescono a ferirti,
Pur tutti contando per te, ma troppo mai
nessuno;
Se riesci ad occupare il tempo inesorabile
Dando valore a ogni istante della vita,
Il mondo è tuo, con tutto ciò che ha dentro,
E, ancor di più, ragazzo mio, sei Uomo!“


Rudyard Kipling

giovedì 18 agosto 2011

Riflessioni

 

Continuano le ferie e con esse l’ occasione di dedicare tempo a se stessi, di ricaricarsi, per nuove sfide e nuovi orizzonti professionali, familiari e personali.

Tempo per se stessi appunto, occasione di riflessioni, considerazioni e di visitare persone che conosci da sempre ma complice la vita quotidiana e la distanza non hai mai tempo di ricordare e contattare.

Ritrovare persone dicevo, ritrovare persone meravigliose esattamente dove le avevi lasciate tempo fa, e accorgersi che quello che negli anni hai imparato è vero, nello stesso tempo drammaticamente e meravigliosamente vero.

Siamo noi con quello che abbiamo dentro, che facciamo la differenza, che scriviamo la nostra piccola storia di vita o il grande romanzo, che tracciamo il nostro percorso e lo facciamo scegliendo giorno per giorno nelle piccole cose del quotidiano e nelle grandi cose della vita, ma tutto dipende da come ci poniamo di fronte a quella cosa strana e misteriosa che si chiama vita, ripeto dipende da cosa abbiamo dentro, dal coraggio di andare oltre al minimo comune denominatore, al senso comune nel vedere, sentire, vivere.

Come sempre la fuori c’è un mondo di opportunità, ma anche di difficoltà, di rischi, di delusioni.

Sta a noi decidere.

Nessuno ti punirà per la scelta che farai, ma bisogna essere consapevoli che portano in due luoghi diversi.

Da una parte scegliere di cambiare, lottare, provarci e spesso dolorosamente fallire, ma accorgersi che persino nel fallimento hai imparato, sei cambiato, sei diverso, spesso migliore.

Dall’ altra quello di accontentarsi, di bastarsi, di costruirsi un “Piccolo mondo più o meno antico” a propria misura fatto di sicurezze, certezze e apparente tranquillità perché in fondo il mondo lo ho trovato cosi (e quando va bene) non ho fatto nulla per migliorarlo!

Come dicevo in questi giorni ho avuto l’ ennesima conferma, scelte diverse portano a strade diverse, luoghi diversi da raggiungere, nessuno ti punisce per la tua scelta, ma alla fine ci sono due diversi me stesso.

La mia scelta la ho fatta tanto tempo fa, e davvero anche il fallimento mi ha insegnato:

A non rinunciare; mai!

 

Per concludere una parabola tratta del Vangelo di Matteo cap 25 versetti da 14 a 30 che da sempre mi ha fatto riflettere:

14 Avverrà come di un uomo che, partendo per un viaggio, chiamò i suoi servi e consegnò loro i suoi beni.

15 A uno diede cinque talenti, a un altro due, a un altro uno, a ciascuno secondo la sua capacità, e partì.

16 Colui che aveva ricevuto cinque talenti, andò subito a impiegarli e ne guadagnò altri cinque.

17 Così anche quello che ne aveva ricevuti due, ne guadagnò altri due.

18 Colui invece che aveva ricevuto un solo talento, andò a fare una buca nel terreno e vi nascose il denaro del suo padrone.

19 Dopo molto tempo il padrone di quei servi tornò, e volle regolare i conti con loro.

20 Colui che aveva ricevuto cinque talenti, ne presentò altri cinque, dicendo: Signore, mi hai consegnato cinque talenti; ecco, ne ho guadagnati altri cinque. 21 Bene, servo buono e fedele, gli disse il suo padrone, sei stato fedele nel poco, ti darò autorità su molto; prendi parte alla gioia del tuo padrone.

22 Presentatosi poi colui che aveva ricevuto due talenti, disse: Signore, mi hai consegnato due talenti; vedi, ne ho guadagnati altri due. 23 Bene, servo buono e fedele, gli rispose il padrone, sei stato fedele nel poco, ti darò autorità su molto; prendi parte alla gioia del tuo padrone.

24 Venuto infine colui che aveva ricevuto un solo talento, disse: Signore, so che sei un uomo duro, che mieti dove non hai seminato e raccogli dove non hai sparso; 25 per paura andai a nascondere il tuo talento sotterra; ecco qui il tuo.

26 Il padrone gli rispose: Servo malvagio e infingardo, sapevi che mieto dove non ho seminato e raccolgo dove non ho sparso; 27 avresti dovuto affidare il mio denaro ai banchieri e così, ritornando, avrei ritirato il mio con l'interesse.

28 Toglietegli dunque il talento, e datelo a chi ha i dieci talenti. 29 Perché a chiunque ha sarà dato e sarà nell'abbondanza; ma a chi non ha sarà tolto anche quello che ha. 30 E il servo fannullone gettatelo fuori nelle tenebre; là sarà pianto e stridore di denti.

venerdì 12 agosto 2011

Visita a Castel Tirolo per la mostra “Ich Wolkenstein”

 

Complici dei giorni di ferie ho approfittato per visitare a Castel Tirolo presso Merano la mostra “Ich Wolkenstein” (Io Wolkenstein per chi non conosce il tedesco).

Nella stupenda cornice di Castel Tirolo che merita da solo una visita, è stata allestita questa mostra dedicata ad un personaggio vissuto tra il 1300 e il 1400, con una storia interessantissima e dai poliedrici interessi.

Egli era secondogenito di una famiglia nobile locale, in un periodo in cui essere secondogeniti era un problema visto che tutto o quasi andava al primogenito, così viaggiò, combatté, acquisii esperienze, imparo 9 lingue, fu compositore di musica (bellissima l’ idea in una delle sale di permetterne l’ ascolto e contemporaneamente leggere i volumetti con il testo).

Ho conosciuto meglio un personaggio di cui sapevo qualcosa, e che questa mostra ben organizzata mi ha permesso di comprenderlo a fondo, di conoscerne la sua epoca, il modo di vedere gli avvenimenti e le persone che lo circondavano di sentirsi in fondo molto vicini a un uomo e un epoca distante da noi 600 anni.

Qui il link alla mostra:

http://www.schlosstirol.it/content.php?id=7005&lang=1