mercoledì 21 settembre 2011

Recensione: Disputa su Dio e dintorni di Corrado Augias e Vito Mancuso

 

Avevo iniziato questo libro a metà aprile, poi per vari motivi ho dovuto smetterne la lettura e riprenderla solo ora tra fine agosto e settembre.

Ma ricominciarne la lettura ne è valsa la pena!

Infatti il libro che consiglio caldamente affronta un tema difficile e una domanda che almeno una volta nella vita abbiamo affrontato, anzi è “la Domanda” madre da cui spesso derivano le altre: Dio esiste?

Il libro si presenta in forma di dialogo su vari argomenti etici, filosofici ma alcuni anche molto pratici mettendo a confronto le opinioni di uno scrittore ateo che stimo molto (Augias) e di un teologo cattolico che ho scoperto attraverso questo libro (Mancuso).

Il confronto, serio, a volte molto diretto, non scade mai in polemica ed è estremamente interessante e ricco di spunti per successivi approfondimenti e riflessioni, inoltre senza mai essere pedanti attraverso la lettura gli autori ci guidano nel capire come si sono formate le diverse sensibilità e opinioni e come si è formato il pensiero moderno su molti argomenti.

Questo è importante perché spesso noto che le persone persone parlano esponendo opinioni come se fosse “normale” e “giusto” pensarla in quel modo, non rendendosi conto che il “loro pensiero” altro non è che il pensiero ora diventato comune di ben altri pensatori; è bene io credo anche capire come ci si è arrivati.

Tra le due opinioni ho trovato molto vicina al mio sentire quella di Mancuso, ma per scelta non starò qui ad elencarvi i punti che mi piacciono proprio per indurvi alla scoperta se avrete la pazienza di leggere questo libro di una teologia pratica, di un pensiero coraggioso (come tutti i cambiamenti) e  di un autore che in alcuni punti mi ha lasciato senza parole.

Il punto di vista di Augias, riflette invece le mie condizioni di quando ero giovane e se pur ne condivido molti punti credere in Dio può essere la marcia in più che aiuta a superare la vita nei momenti facili ma sopratutto in quelli difficili.

Per concludere cito una frase che ho scoperto ed è per me molto importante, frase che Mancuso scrive a pagina 115 riprendendola da Kant nella sua opera “Critica della ragion pura”.

“Io crederò inevitabilmente nell’ esistenza di Dio e in una vita futura, e sarò sicuro che nulla può far vacillare questa fede, poichè altrimenti risulterebbero rovesciati i miei stessi principi morali”.

Se consideriamo che proprio Kant e l’ Illuminismo sono usati spesso come antitesi della fede e del credere io trovo che questa frase sia proprio quello di cui in questi tempi tristi abbiamo bisogno.

Come sempre Kant diceva:

“Due cose riempiono l’ animo di ammirazione e venerazione sempre nuova e crescente, quanto più spesso e più a lungo la riflessione si occupa di esse: il cielo stellato sopra di me e la legge morale in me”

Quindi la certezza di Dio che prima di tutto mi ama e la consapevolezza intima e personale del dover fare il bene. Serve altro?

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