domenica 27 novembre 2011

Recensione: “Lo Straniero” di Albert Camus

 

E’ possibile passare attraverso quell’ esperienza che chiamiamo vita, fare tutto o quasi, come da manuale condurre insomma una vita “normale”, e non aver capito nulla della stessa vita? Oppure il non riuscire o non voler capirne il senso è in realtà il senso, l’ aver capito tutto?

Queste domande sono quanto  ti lascia il bel romanzo di Camus.

Il romanzo narra di un uomo, Meursault, e della sua vicenda. Meursault è un uomo che non prova niente, non sa, non desidera, non gioisce, non prende posizione, vive “la vita reale”, lavora regolarmente, ma non ne capisce il perchè, non trova il senso e nemmeno lo cerca, non capisce gli altri, non capisce cosa vogliano da lui.

Bello da leggere, inquietante a tratti irritante.

Camus è inquadrabile nell’ esistenzialismo e leggendone e approfondendo le caratteristiche di questa  corrente letteraria si può capire meglio e gustare a fondo il perchè Camus scrisse un romanzo come questo.

Personalmente il romanzo mi è piaciuto perchè ancora una volta leggendolo ho potuto riflettere sulla mia vita, sulle cose che gli danno valore, sul senso o meglio sulla ricerca di un senso che tutto avvolge e coinvolge in ogni attimo e ogni istante della stessa.

(Divagazione a tale proposito: ho trovato molto bella in un altro libro una citazione di Platone “Non conduce una vita umana chi non si interroga su di sè”)

Leggendolo ho pensato a come si possa se pur non arrivando agli estremi narrativi del personaggio descritto da Camus, vivere in maniera simile.

Studiare, lavorare e poi andare in pensione; essere figli, padri e madri, nonni condurre insomma “una vita normale” e non capire o cercare almeno il senso di tutto, persi in mille stupidaggini e dettagli insignificanti se appunto un senso non diamo.

Anche stavolta anche in un libro molto diverso dal mio sentire in cui il personaggio a volte mi irritava, il mio consiglio è di dedicare tempo lasciando dietro altre mansioni per leggere.

La letteratura come la poesia è l’ abilità dell’ uomo di raccontare in maniera che ci penetra intimamente trasformandoci cose  che potrebbero essere dette in 4 righe; ma facendolo, rinunceremo al viaggio nelle profondità dell’ animo umano.

P.s. proseguendo su questo filone letterario uno dei prossimi libri sarà “La Nausea” di Jean Paul Sartre.

1 commento:

  1. Ciao, segnalo il film tratto dal romanzo, del 1967 Regia Luchino Visconti con Marcello Mastroianni.

    Henry

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