domenica 29 gennaio 2012

Recensione: “I Viceré di Federico De Roberto”

 

Consigliato da mio figlio ho letto il libro “I Viceré” di Federico De Roberto.

Ho scoperto così un bel romanzo di uno scrittore italiano poco noto del secolo scorso.

Il romanzo storico ci immerge nella Sicilia e nella società con le sue abitudini, pregi e difetti negli anni di poco precedenti e seguenti l’ unità d’ Italia.

La storia infatti racconta le vicende di una famiglia di nobili siciliani, gli Uzeda, nel travagliato ma entusiasmante periodo che va dal 1855 al 1882, e attraverso le vicende di tre generazioni si possono cogliere le trasformazioni storiche ma anche molto private, e sempre irreversibili  e inevitabili che i vari personaggi vivono in maniera diversa subendole, metabolizzandole, adattandole o rifiutandole secondo la propria indole.

Colpisce e da un grande valore al libro la frase che chiude il racconto di cui non vi anticipo niente tranne che è una frase che può e deve far pensare essendo drammaticamente attuale, essendo profondamente vera.

Il libro e l’ autore è iscrivibile alla corrente letteraria del Verismo (per capirci Giovanni Verga) e nella descrizione dei personaggi il De Roberto induce molto nella ricerca psicologica dei vari caratteri.

E’ secondo me opportuno e consigliato nel leggerlo anche per godere appieno del racconto cogliere l’ opportunità di approfondire alcuni fatti storici che sono poi le vicende che hanno portato alla formazione dell’ Italia e che fanno da sfondo alla storia.

Bel libro, per conoscere e capire gli italiani di ieri e di oggi.

venerdì 27 gennaio 2012

Giornata della Memoria–Per non dimenticare mai

 

A qualcuno non piacciono le ricorrenze e in fondo ha in parte ragione.

Si rischia di ricordare solo per quel giorno o i giorni attigui.

Ma ci sono occasioni in cui, io credo, non bisogna MAI dimenticare.

Oggi ricordiamo la GIORNATA DELLA MEMORIA

riporto l’ articolo 1 istitutivo della legge 211 del 20 luglio 2000

« La Repubblica italiana riconosce il giorno 27 gennaio, data dell'abbattimento dei cancelli di Auschwitz, "Giorno della Memoria", al fine di ricordare la Shoah (sterminio del popolo ebraico), le leggi razziali, la persecuzione italiana dei cittadini ebrei, gli italiani che hanno subìto la deportazione, la prigionia, la morte, nonché coloro che, anche in campi e schieramenti diversi, si sono opposti al progetto di sterminio, ed a rischio della propria vita hanno salvato altre vite e protetto i perseguitati. »

Quindi se possiamo almeno oggi leggiamo, ascoltiamo, ricordiamo quanto è successo.

Perchè è successo, può risuccedere.

Facciamo si che appartenga al passato. Non abbassiamo la guardia.

martedì 10 gennaio 2012

Il punto della situazione

 

A vari livelli (chiacchere fra colleghi o leggendo qua e la in internet) leggo e sento che comincia a trasparire fastidio e rabbia per quanto in corso di quest’ anno ci troveremo a dover pagare di più.

Cosa comprensibile. Significa chiaramente dover cambiare abitudini, modi di spendere o a volte non spendere mentre prima potevo.

Fioccano nei discorsi e su internet ragionamenti, post, discussioni alcuni comprensibili, altri condivisibili e purtroppo tanti assolutamente inutili  perchè esclusivamente demagocici o populisti.

Ho l’ impressione che spesso non ci sia la percezione completa di quanto sta avvenendo e soprattutto del perchè.

Il problema di fondo sta nel capire che abbiamo un debito pubblico pari a

1.891.000.000.000 di €

se vi interessa vederlo crescere ecco un contatore.

Debito, che come tutti i debiti in qualche maniera va pagato o quanto meno abbassato, ma sopratutto ad oggi finanziato; per dirla semplice bisogna che qualcuno che ha i soldi decida di comperarsi una parte del debito ricavandone il giusto interesse a ricompensa del rischio.

La manovra battezzata “Salva Italia” (quella per cui ripagheremo l’ ICI o per cui è aumentata la benzina) servirà per far si che nel 2013 il bilancio sia in pari, ma attenzione! non va a risolvere il problema dell’ enorme debito.

Il punto è questo: non riesco davvero a capire alcuni discorsi o alcuni post o alcune vignette su FB in cui si attacca Monti e quanto sta facendo (sicuramente perfettibile sicuramente doloroso per le tasche degli italiani) e non si avvii invece un discorso serio sulle cause che ci hanno portato a questa situazione e sul come uscirne.

Altrimenti qualsiasi altra considerazione lascia il tempo che trova.

Voglio scriverlo a chiare lettere, io ringrazio il Pres Monti per quanto sta facendo con la speranza che riesca a risanare non solo le finanze ma anche il desiderio degli italiani di cambiare il paese e renderlo migliore più competitivo e meno il regno dei furbi.