sabato 28 aprile 2012

Recensione: Uscita di Sicurezza di Giulio Tremonti

 

Con grande interesse ho letto il libro di Giulio Tremonti Uscita di Sicurezza, il libro parla della recente crisi e indica verso la fine alcune proposte sul come uscire da questa crisi interminabile.

Devo dire sinceramente che dopo aver letto (e non apprezzato vedasi recensione) La Paura e la Speranza sono partito un pochino prevenuto, scoprendo invece un libro ben scritto, interessante, documentato in cui l’ autore affronta argomenti non sempre facili in modo il più possibile semplice senza scadere mai nella banalizzazione.

E’ un libro che consiglio caldamente, un libro che secondo la mia visione permette di essere maggiormente informati e documentati, magari anche solo per dissentire e confrontarsi con chi la pensa diversamente.

Ma ci permette di evitare le battute, i luoghi comuni o i post lamentosi che pur esprimendo (a volte) un disagio reale se non basati su dati oggettivi e contestualizzati in un mondo più grande della propria vita, lavoro e casa lasciano il tempo che trovano, chiacchere da bar insomma.

Vere a volte, come dicevo, reali spesso, ma non risolutive.

Riguardo alle soluzioni che Tremonti indica trovo che le soluzioni siano condivisibili, addirittura auspicabili e credo che a quelle arriveremo (l’ alternativa ha ragione Tremonti è decisamente brutta) ma mi rimangono alcune considerazioni.

Prima considerazione di autocoscienza:

Abbiamo un debito pubblico stellare e nel libro Tremonti ne accenna poco, troppo poco. E invece una sana riflessione io ritengo andrebbe fatta su questo, un nostra-culpa secondo me ci stava!!

I debiti pubblici infatti non nascono come fiori nei campi ma sono frutto di precise scelte sociali, politiche ed economiche. Scelte fatte certo dalla classe politica che spesso lo ha usato impropriamente per creare consenso invece che per investimenti che modernizzassero questo paese, ma per contro io ritengo utilizzate da una cittadinanza che non si è girata sdegnata dall’ altra parte e ne ha goduto a molti livelli (vogliamo parlare di posti statali inutili? di partecipazioni statali in aziende che se chiudevano ci costava di meno? di pensioni di invalidità inesistenti? di tratte di lavori pubblici che costano svariate volte più che in Europa? di baby pensioni? di età della pensione più bassa che in Europa?).

Seconda considerazione ovvero la cicala e la formica:

Quando si parla di Eurobond e dei valori che secondo Tremonti sarebbero necessari io gioisco, condivido in pieno, è almeno 20 anni che lo sostengo.

E ho trovato sterili spesso le rivendicazioni localistiche che come sottofondo hanno il concetto del tutto il bene siamo noi e il male l’ al di fuori, e quindi chiudiamoci in noi stessi, la realtà come si è visto è più complessa.

E da molto mi trovo assertore del fatto che gli Stati Nazione dovrebbero in questa fase storica fare il passo successivo ossia per competere sui mercati globali cedere sovranità ad un ente più grande (nel nostro caso l’ Europa).

Ma anche qui torniamo al punto di partenza, e al nostro problema come Italia: il debito pubblico.

Mi chiedo infatti perchè in nome di alti e giusti valori il mio vicino formichina che finanzia il suo debito a poco meno del 2% dovrebbe condividere il suo debito con il mio che sono una gaudente cicala e pago il 6-7%?    

Perchè sono simpatico? Perchè è giusto? Perchè è etico?

Terza considerazione:

Le misure adottate se ho inteso bene quanto leggevo mirano comunque a stabilizzare il costo di finanziamento del debito ed è cosa buona e giusta ma il debito va comunque ridotto.

Anche di questo che è poi il “lavoro sporco” che sta facendo Monti non ne vedo traccia nel libro. Eppure è fondamentale rendersene conto (almeno secondo me) come coniugheranno/conuigheremo crescita economica e rigore per rientrare dal debito?

Speriamo bene!   

giovedì 26 aprile 2012

Perchè c’è speranza

 

Alcuni uomini a volte sono capaci di cose molto stupide ma la realtà è che ci sono milioni di persone intelligenti. Questi uomini nella piazza che cantano sono la speranza. Non arrendiamoci alla stupidità!

CONSIGLIO PRIMA DI GUARDARE IL VIDEO LEGGETE IL TESTO IN QUESTA PAGINA CLICCANDO QUI

mercoledì 18 aprile 2012

Più o meno politica?

 

In questi anni e mesi è come se riguardo a varie questioni aperte di questo paese tutto all’ improvviso si fosse mosso dopo anni di stasi.

Questioni irrisolte e stagnanti di cui nessuno sembrava interessarsi (es debito pubblico, evasione fiscale, mercato del lavoro) sono esplose e merito va al governo presieduto da Monti di cercare di risolverle.

Forse se per tempo chi governava avesse affrontato gli argomenti o se maggiori fette di opinione pubblica ne avessero sollecitato la soluzione oggi non dovremmo subire e soffrire trasformazioni e cambiamenti così complessi, necessari ma anche impellenti.

Oltre a questi problemi chiunque leggendo su Internet e sui giornali può prendere conoscenza di comportamenti non certo virtuosi che stanno toccando molti partiti politici. Se veri deciderà in merito la magistratura.

Premesso che la delusione, rabbia e disillusione sono comprensibili, parlandone e leggendone in giro ho notato che questi sentimenti se canalizzati in quella che viene definita antipolitica io credo non portino a nulla.

Leggo o sento spesso frasi che non ho piacere di riportare nel post per i toni e la volgarità con cui sono scritti che chiedono l’ abolizione dei partiti o di quelli rei di comportamenti scorretti.

Io non sono d’ accordo.

L’ Italia fino a prova contraria è una democrazia, dove grazie a Dio o ai Costituenti i poteri legislativo, giudiziario e esecutivo sono ben divisi.

Quello legislativo tocca al Parlamento.

Come credo tutti sappiamo attualmente i parlamentari sono più o meno riconducibili ad un partito o coalizione di partiti.

E’ evidente che per non rischiare di avere 900 opinioni diverse (se i parlamentari fossero 900) e quindi ad avere di fatto un parlamento ingestibile, è necessario che le persone elette attorno ad un idea, ad un ideale si raccolgano; e ad esse siano riconducibili nelle loro scelte politiche e di voto.

Quindi credo manchi il passo successivo aboliamo i partiti, va bene! Ma con cosa li sostituiamo?

Ecco perchè compresa la rabbia trovo inconcludente l’ antipolitica e futili alcuni post sui blog-

Denunciare va bene, lamentarsi anche. Ma come uscirne?

In tal senso ho trovato molto bello e corretto quanto dice il Presidente Napolitano in questo video o nel relativo articolo

Io penso sia necessaria non meno, ma più politica. E maggiore partecipazione da parte nostra con meno demagogia e populismo.

Sono convinto che attraverso una maggiore partecipazione e presenza non si potrebbero ripetere i fatti di cui i giornali ci stanno tristemente informando.

Infatti mi sto chiedendo come nonostante i mille impegni quotidiani trovare spazio per occuparmene di più.

Un modo è sicuramente di leggere e studiare ancora di più, di conoscere meglio e più a fondo gli argomenti della politica, ma sto valutando anche se e come mi sia possibile una partecipazione più attiva.

lunedì 16 aprile 2012

Recensione: Processo a Dio di Christhoper Hitchens e Tony Blair

 

Se un piovoso sabato pomeriggio lungo le passeggiate della mia città vi fosse capitato di vedere una persona persa nella lettura di un libro mentre camminava con passo esageratamente lento, quello ero io.

Infatti ho colto l’ occasione di fare il classico giro in centro per visitare alcune librerie e vi ho trovato questo agile (poco meno di 100 pagine) ma impegnativo libro.

Ne avevo già sentito parlare attraverso la recensione sul quotidiano “La Repubblica” e mi ero appuntato il titolo, curioso di ascoltare le opinioni di due così importanti personaggi ma anche di confrontarlo con un altro libro simile (Disputa su Dio e Dintorni di Augias e Mancuso).

E ne sono rimasto affascinato.

E’ un libro davvero bello, che consiglio di cuore che voi crediate in Dio o meno.

Questo libro mi ha permesso ancora una volta di fermarmi e farmi le giuste domande, di mettere ordine nella mente e osservare le cose e la vita stessa nella giusta prospettiva.

Penso che sempre più sia importante rifletterci non solo per chi come me crede che Dio esista ma anche di chi non credendo sente comunque che la vita ha un senso e con passione e impegno lo ricerca con onestà.

I protagonisti sono Tony Blair che non credo serva spiegare chi sia che argomenta a favore della religione e a favore delle ragioni di chi non crede un ateo convinto come Christhoper Hitchens personaggio simpaticissimo e arguto.

Ho trovato il confronto serrato e onesto trovando la ragione spesso nelle parole di entrambi, ma e naturalmente è la mia personalissima opinione trovo che Blair abbia vinto per le ragioni che espone nelle risposte e che condivido appieno.

Volendo fare un confronto tra il libro di Augias e Mancuso e questo che ho appena letto trovo che quest’ ultimo sia più semplice, più immediato, più accessibile.

Ma tra i due preferisco quello di Augias e Mancuso, sopratutto per le opinioni di Mancuso che letteralmente mi hanno colpito e che ancora meglio spiega in un altro libro che ho letto e devo recensire dal titolo “La vita autentica”, per il suo modo di intendere la vita.

Buona lettura

Recensione: Il Simbolo perduto di Dan Brown

 

Ho finito recentemente di leggere questo romanzo che è il quinto di Dan Brown.

Dello stesso autore ho letto “Angeli e Demoni” e “Il Codice da Vinci”  anche in questo romanzo le vicende sono impostate più o meno come i precedenti, basandosi infatti sulle avventure di Robert Langdon professore esperto di simbologia che si trova spesso in vicende complesse e avvincenti.

Il libro e’ un buon romanzo rilassante in cui appassionarsi alle vicende del personaggio principale e alla sua bella del momento (che non manca mai).

Se lo leggete con questo spirito godrete di un buon romanzo e di una lettura rilassante.

Ho colto l’ occasione nel leggerlo per approfondire argomenti che conosco superficialmente (ad esempio sulla Massoneria), o che conosco ma volevo capire più approfonditamente (ad esempio le vicende legate alla creazione degli USA).

Per concludere un bravo a Dan Brown per quanto riguarda il finale sul quale come al solito per non rovinarvi la lettura sono abbondantemente vago commento  dicendo che è quanto di più auspicabile possa avvenire.

Buona lettura

domenica 8 aprile 2012

Buona Pasqua

 

Uso il linguaggio semplice e attraente dei cartoni animati per fare gli auguri a tutti di Buona Pasqua.

Ancora una volta anno dopo anno la nostra vita si confronta con quella tomba vuota.

E con chi vi era sepolto.

Tocca a noi scegliere se vedere, cosa vedere e come agire dopo aver visto quella tomba vuota.

Buona Pasqua. Oggi festeggiamo e ricordiamo questo, troviamo un attimo per ricordarlo, il resto in fondo è contorno.