domenica 19 agosto 2012

Cronaca di una visita: La Sinagoga Ebraica di Merano

 

Di questi tempi le persone cercano continue novità  e cambiano con una certa frequenza idee, partner, religione, lavori ecc.

E’ un pò il simbolo di questi tempi, e  nel mondo del lavoro date le caratteristiche dello stesso mercato  è obbligatorio e spesso imposto.

Per logica conseguenza anche nel mondo culturale (libri, film, musica) si vedono a volte salire delle “mode” che in alcuni casi prive di sostanza ma ben confezionate vivono il loro momento di gloria per poi ecclissarsi nell’ oblio e vengono giustamente dimenticate. 

Ma io penso che ci siano fatti e vicende (e mi riferisco chiaramente all’ Olocausto) che meritano di essere ricordati almeno in occasione del giorno stabilito per la commemorazione (27 gennaio di ogni anno) e meglio se più spesso affinché il ragionarci, il pensarci induca un cambiamento stabile nel nostro individuale pensiero e comportamento e permetta di dire “Questo non succederà mai più”.

Infatti coerentemente con quanto ho scritto sopra sto cercando di conoscere meglio quelli che Giovanni Paolo II definì “i nostri fratelli maggiori”: gli ebrei.

Sto cercando di conoscerne la religione, le abitudini, le persecuzioni.

Ho colto quindi l’ occasione di visitare la Sinagoga Ebraica di Merano città vicina a dove abito e unico luogo di culto per questa religione nell’ area attorno a me.

La visita è stata decisamente interessante anche grazie alla grande disponibilità della persona che ci ha accolto, disponibilissima e preparata ad ogni domanda, e onesta anche nel saper dire “non lo so mi informerò” difronte a una mia domanda forse troppo tecnica.

Quello che più mi ha colpito nella visita alla sinagoga e nella spiegazione che ne ho ricevuta è la forza interiore di chi crede.

Cosa che ho già notato in altre persone buone di altre religioni e che proviene dal sincero desiderio di credere, dalla volontà di cercare dentro di se il cambiamento in meglio richiesto, dall’ accettare delle restrizioni, delle imposizioni non fini a se stesse ma che arrivano da qualcosa manifestamente più grande di me, di noi (Dio).

E’ un paradosso, infatti nella nostra epoca in cui tutto è possibile, (e permettetemi di dire del “tutto possibile” spesso si usa il peggio) continuo a notare che se il cuore è sincero e la motivazione al bene nella nostra mente accettare delle norme e regole per un fine più grande induce serenità e forza interiore.

Oltre alla sinagoga è stato possibile visitare nello stesso edificio il piccolo ma significativo museo, esperienza bella ma dolorosa perchè leggere e vedere con i propri occhi dichiarazioni di appartenenza alla razza o leggere di persone vendute all’ autorità del tempo e quindi al destino che tutti sappiamo (campi di sterminio) per accaparrarsi qualche pezzo di mobilio di loro proprietà da la dimensione di come siamo fatti e deve farci riflettere.

E’ per questo che invito chiunque abbia la possibilità nei pressi di dove abita di visitare o conoscere meglio il popolo ebraico e le vicende della Shoah di dedicarci un pò di tempo ben speso, per non dimenticare.

Per non far mai passare di moda e mai dimenticare quanto accaduto affinché non accada mai più

Indico alcuni link che trovo interessanti:

il portale dell’ ebraismo italiano

e la pagina di un evento a cui vorrò partecipare, la Giornata Europea della Cultura Ebraica dedicata quest’ anno all’ Umorismo.

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