domenica 25 novembre 2012

Recensione: “Conversazioni con Carlo Maria Martini” di Eugenio Scalfari e Vito Mancuso

 

Io trovo che i libri siano tutti belli, qualcosa comunque sia ti lasciano. Alcuni ti fanno arrabbiare, alcuni ti annoiano, e altri come questo ti segnano, ti lasciano una traccia dentro e ti trasformano.

Conversazioni con Carlo Maria Martini è un libro di questo tipo, molto bello, semplice nella scrittura, ma profondo come pochi.

Il libro raccoglie il dialogo tra due persone (Eugenio Scalfari e Carlo Maria Martini) decisamente diverse per filosofia, stile di vita e credenze sullo scopo della vita, ma accomunate dalla passione per la verità e il rispetto per il prossimo.

Esattamente quanto manca in questi tristi tempi, il trovare due persone che pur consce delle proprie grandi differenze culturali, filosofiche trovano nella caratteristica comune, la propria umanità, intesa come tensione al bene, al giusto, un piano comune in cui incontrarsi e dialogare.

Quello che ne esce è a mio avviso davvero bello, è un libro diverso, che induce speranza in un mondo di grande superficialità e giudizi pressapochisti, in cui crediamo di sapere tutto ma forse non è così, sappiamo dare risposte pronte ma vuote, di commenti cinici finto furbi che dimostrano solo il gran vuoto di chi li fa.

E’ un libro che dimostra che la differenza comunque la si creda rispetto a Dio e allo scopo della vita, la vera differenza, la fa quello che hai dentro, la tensione verso il bene e quello che fai per cambiare in meglio, quello che costruisci.

Questo è un libro che ti stupisce, perché trovi la sintesi di due distinte e apparentemente inconciliabili scuole di pensiero e ti accorgi che la differenza nella sostanza non esiste.

Questo libro nella sua semplicità esprime la grandezza di un uomo Carlo Maria Martini capace di dire cose difficili con parole semplici che vanno dritte al cuore.

E’ anche una sfida, per coraggiosi, per chi non si abbandona allo scontato, al luogo comune, alla rassegnazione, al prevedibile, per chi sente il desiderio di capire, di migliorarsi, per chi sa che l’ uomo a volte è anche grigio se non nero ma che esiste una speranza e non si è obbligati a sguazzare per sempre nel torbido, il farlo si chiama codardia.  

E’ un libro che consiglio caldamente di leggere.

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