lunedì 24 giugno 2013

Recensione: “L’ Isola e le Rose” di Walter Veltroni

 

VeltroniWalter Veltroni è una persona che stimo.

Lo ho conosciuto attraverso la sua attività politica, ne ho apprezzato lo stile, il coraggio, le capacità, la coerenza e soprattutto le idee.

Mi aveva incuriosito qualche anno fa scoprirlo romanziere leggendone il romanzo “Noi”, (di cui se avete piacere qui trovate la mia recensione)

Ne ho scoperto un ottimo scrittore e uno stile di romanzi legati ad avvenimenti della recente storia italiana.

E’ stato quindi automatico comperare praticamente appena uscito il romanzo “L’ Isola e le Rose”.

Venendo al libro:

Lo stile con cui “L’ isola e le Rose” è scritto sostanzialmente è lo stesso stile di “Noi”.

Racconta in forma di romanzo quanto realmente accaduto a Rimini negli anni 60 ma collegandone le vicende con l’ oggi in un ideale passaggio tra generazioni.

Il racconto è bello, intenso, e per chi vuole ascoltare parla anche al cuore.

Infatti riesce a coinvolgerti e anche se sai o immagini come finirà, io per primo ho desiderato che non finisca come sempre, che l’ ovvio, lo scontato non prevalesse.

Leggere il libro mi ha provocato tristezza, ti accorgi che molto è cambiato in questi anni, (per primo in me) in alcune cose in meglio, in altre in peggio.

Quello che mi da soddisfazione e senso alla vita è ritrovare anche solo attraverso la lettura di un libro ancora la voglia di stupirmi, di indignarmi.

Il non avere addosso quella apatia, quella rassegnazione a tutto il peggio che stiamo tirando fuori e che ritrovo a volte nelle persone.

Certo non dobbiamo ritenerci indispensabili per il mondo, ma nemmeno insignificanti e soprattutto non essere qui solo per far trascorrere il tempo in attesa che la nostra vita finisca.

Molto dalla vita  e logicamente leggendo ho imparato e poi cercato di applicare tra cui due frasi che cerco di ricordare sempre:

“Senza la speranza è impossibile trovare l'insperato” Eraclito (filosofo greco circa del V sec ac)

“Noi non siamo perfetti. Tutto ciò che è umano è imperfetto. Ma il cristiano che crede nella trascendenza deve superarsi ogni giorno della vita. Questo significa essere cristiani” Carlo Maria Martini

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