sabato 1 marzo 2014

Recensione: “Il Giardino dei Finzi Contini” di Giorgio Bassani

 

Finzi ContiniPur continuando a leggere con piacere e assiduità, negli ultimi mesi non sono per vari motivi riuscito a scrivere la recensione dei libri letti.

Mi sono imposto in questo senso nuova determinazione e costanza visto che il riportarlo per iscritto mi consente di fissare i sentimenti e pensieri che il libro mi ha suscitato.

Ecco perché oggi pubblico la recensione della mia ultima lettura:

“Il Giardino dei Finzi Contini” di Giorgio Bassani.

Giorgio Bassani, l’ autore, nacque a Bologna nel 1916 da una famiglia ebraica, ma visse l’ infanzia e giovinezza a Ferrara conoscendone quindi le dinamiche della locale comunità ebraica.

Nel 1939 si laureò.

Visse direttamente a cominciare dalle leggi razziali del 1938, quanto ben narrato in questo libro, subendo a causa delle sue origini ebraiche una discriminazione e progressiva emarginazione che ben traspare nelle sue opere, in particolare in questo pubblicato nel 1962.

Morì nel 2000 e riposa nel cimitero ebraico di Ferrara.

Il romanzo (parzialmente autobiografico?) mi è piaciuto moltissimo per diversi motivi.

Non in ordine di importanza sono: l’ ambientazione nella comunità ebraica e la possibilità di conoscere sempre meglio questo popolo e religione non a caso definito da Papa Giovanni Paolo II i nostri fratelli maggiori.

L’ ambientazione in un epoca storica drammatica sulla quale a mio giudizio dobbiamo ancora riflettere per evitare che possa riaccadere. 

Le vicende narrate sono quelle di una famiglia ebraica ferrarese (i Finzi Contini) nel periodo precedente la seconda guerra mondiale e raccontate attraverso le parole della voce narrante amico dei due figli dei Finzi Contini.

Con grande abilità e mai senza appesantire il racconto Bassani lascia trasparire l’ incombente e inevitabile pericolo, sfociato poi come tristemente sappiamo, nelle deportazioni e campi di concentramento.

Memorabile è infatti la frase a fine epilogo attribuita a Micol (protagonista femminile del libro) che esprime perfettamente il tempo in cui vivono e il carattere dei personaggi.

Nel 1970 con la regia di Vittorio De Sica fu prodotto un film che cercherò presto di vedere.

Consiglio questo libro anche per questo: E’ successo potrebbe risuccedere. Raccontandolo e perpetuandone la memoria credo si possa evitare che risucceda.

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